I Tre Princìpi e le loro Prove
Il libro tratta i princìpi fondamentali che il musulmano deve apprendere: la conoscenza di Allāh, della religione islamica e del Profeta Muḥammad ﷺ, e si concentra sull'importanza di questi princìpi nella costruzione della fede e delle buone opere, basandosi sulle prove derivanti dal Corano e dalla Tradizione profetica.
I Tre Princìpi e le loro Prove
Lo Shaykh Muḥammad at-Tamīmī, Allāh abbia misericordia di lui.
In nome di Allāh, il Compassionevole, il Misericordioso.
Sappi, che Allāh ti usi misericordia, che è nostro dovere apprendere quattro questioni:
La prima è la conoscenza, ovvero la conoscenza di Allāh, la conoscenza del Suo Profeta ﷺ, e la conoscenza della religione islamica basata sulle prove;
La seconda è operare in conformità ad essa;
La terza è l'invito ad essa;
La quarta è la pazienza di fronte alle avversità [sostenute] per essa;
E la prova di ciò è nel versetto di [Allāh], Sia elevato: "Nel Nome di Allāh, il Compassionevole, il Misericordioso. Per il Tempo, in verità l'essere umano è in perdizione, eccetto coloro che hanno creduto, hanno compiuto il bene e si sono raccomandati la verità e la pazienza" [Sūrat al-ʿAṣr: 1-3].
Disse as-Shāfiʿī, Allāh abbia misericordia di lui: "Se Allāh non avesse rivelato alcuna prova alle Sue creature, se non questa sūra, essa sarebbe stata per loro sufficiente".
E disse l'imām al-Bukhārī, che Allāh—Sia elevato—abbia misericordia di lui: "Capitolo: la conoscenza prima della parola e dell'azione; e la prova è la parola di Allāh, Sia elevato: «Sappi dunque che non v'è divinità alcuna all'infuori di Allāh, e implora perdono per il tuo peccato» [Muḥammad: 19]. Quindi [in questo versetto] Egli iniziò con la conoscenza prima della parola e dell'azione".
Sappi, che Allāh ti usi misericordia, che è obbligatorio per ogni musulmano e musulmana apprendere queste tre questioni e agire in base ad esse:
La prima è che Allāh ci ha creati e provvisti di sostentamento, e non ci ha lasciati abbandonati a noi stessi; bensì ci ha inviato un Messaggero: chi gli obbedisce entra nel Paradiso, e chi gli disobbedisce entra nel Fuoco.
E la prova di questo è nel detto di Allāh, Sia elevato: "In verità, vi abbiamo inviato un Messaggero, testimone su di voi, come inviammo un Messaggero al Faraone. Ma il Faraone disobbedì al Messaggero, e lo afferrammo con una presa vigorosa" [Sūrat al-Muzzammil: 15-16].
La seconda [questione] è che Allāh non accetta che alcuno Gli sia associato nella Sua adorazione, né un angelo ravvicinato, né un profeta inviato; e la prova è la Sua parola, Sia elevato: "E in verità le moschee appartengono ad Allāh: Non invocate nessuno all’infuori di Allāh" [Sūrat al-Jinn: 18].
La terza [questione] è che chiunque obbedisca al Messaggero ﷺ e attesti l'unicità di Allāh, non gli è permesso allearsi con chi si oppone ad Allāh e al Suo Messaggero, anche se fosse il parente più prossimo.
E la prova di questo è nel detto di Allāh, Sia elevato: "Non troverai gente che creda in Allāh e nell'Ultimo Giorno amare coloro che si oppongono ad Allāh e al Suo Messaggero, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o i loro ravvicinati. Coloro ha inciso nei loro cuori la fede e li ha sostenuti con uno spirito da Lui [proveniente]. Li farà entrare in Giardini sotto cui scorrono ruscelli, in cui rimarranno in eterno. Allāh è soddisfatto di loro ed essi sono soddisfatti di Lui. Essi sono la fazione di Allāh. Ebbene, la fazione di Allāh, in verità, sono coloro che prospereranno" [Sūrat al-Mujādalah: 22].
Sappi—possa Allāh guidarti alla Sua obbedienza—che la "Ḥanīfiyyah" (puro monoteismo)—la dottrina di Ibrāhīm—è adorare unicamente Allāh, con sincera devozione a Lui; Allāh ha ordinato questo a tutti gli uomini e per questo [scopo] li ha creati, come Egli disse, Sia elevato: "E non creai i demoni e gli umani che per adorarMi" [Sūrat aḏ-Ḏāriyāt: 56]. E il significato di "adorarMi", [yaʿbudūni in arabo], è: Mi attestino l'unicità.
La questione più grandiosa che Allāh ha ordinato è l'attestazione di unicità (tawḥīd), ovvero il dedicare l'adorazione unicamente ad Allāh.
E la più incombente proibizione è l'idolatria (shirk), ovvero l'invocazione di altri insieme a Lui.
E la prova di questo è nella parola di Allāh, Sia elevato: "Adorate Allāh e non associateGli alcunché" [Sūrat an-Nisāʾ: 36].
Se dunque ti venisse chiesto: «Quali sono i tre princìpi che è obbligatorio conoscere per l'essere umano?».
Rispondi: «La conoscenza del servo riguardo al suo Signore, alla sua religione e al suo Profeta Muḥammad ﷺ (che Allāh conceda in suo favore la preghiera e la pace)».
Il primo princìpio
E se ti viene chiesto: "Chi è il tuo Signore?"
Rispondi: "Il mio Signore è Allāh, Colui che mi ha formato, e così tutti gli esseri attraverso le Sue grazie, ed Egli è la mia Divinità adorata e non ho altra divinità adorata all'infuori di Lui; e la prova [di ciò] è la parola di Allāh, Sia elevato: "La lode spetta ad Allāh, il Signore dei Mondi" [Sūrat al-Fātiḥah: 2]. E tutto ciò che è all'infuori di Allāh è creato (al-ʿālam), ed io sono una singola [parte] di quel creato.
E se ti viene chiesto: «Come hai riconosciuto il tuo Signore?».
Rispondi: "Per mezzo dei Suoi segni e delle Sue creature".
E tra i Suoi segni vi è la notte, il giorno, il sole e la luna.
E tra le Sue creature vi sono i sette cieli e i loro abitanti, le sette terre e i loro abitanti, e ciò che si trova tra i cieli e le terre.
E la prova [di questo] è nella parola di Allāh, Sia elevato: "E tra i Suoi segni vi sono la notte e il dì, il sole e la luna. Non prosternatevi al sole e neppure alla luna, ma prosternatevi ad Allāh, Colui che li ha creati, se è Lui che adorate" [Sūrat Fuṣṣilat: 37].
E nella Sua parola, Sia elevato: "Invero il vostro Signore è Allāh, Colui che creò i cieli e la terra in sei giorni e poi si elevò sul Trono. Ricopre la notte con il dì [e il dì con la notte], in un rapido susseguirsi. E [creò] il sole, la luna e gli astri, assoggettati al Suo comando. Non è forse a Lui che appartengono la creazione e il comando? Sia benedetto Allāh, Signore dei mondi!" [Sūrat al-Aʿrāf: 54].
Il Signore è Colui che è adorato [a buon diritto]; e la prova di questo è nella Sua parola, Sia elevato: "O gente, adorate il vostro Signore, Colui che ha creato voi e coloro che vi precedettero, così che possiate essere timorati. Colui che ha fatto della terra un giaciglio e del cielo una costruzione, e ha fatto scendere l’acqua dal cielo con la quale ha fatto germogliare frutti per il vostro sostentamento. Non attribuite dunque eguali ad Allāh, voi che sapete!" [Sūrat al-Baqara: 21-22].
Disse Ibnu Kathīr, che Allāh—Sia elevato—abbia misericordia di lui: "Il Creatore di queste cose è Colui che merita di essere adorato".
E i vari tipi di culto che Allāh ha prescritto–quali l'islām, la fede (īmān) e l'eccellenza (iḥsān); oppure l'invocazione, il timore, la speranza, l'affidamento, la brama, la trepidazione, la riverenza, l'apprensione, la penitenza, la richiesta d'ausilio, la richiesta di protezione, l'implorazione di soccorso, l'immolazione, il voto, e altri tipi di adorazione che Allāh ha prescritto–sono dovuti tutti ad Allāh, Sia elevato. La prova [dell'invocazione] è la Sua parola, Sia elevato: "E in verità le moschee appartengono ad Allāh: Non invocate nessuno all’infuori di Allāh" [Sūrat al-Jinn: 18].
Pertanto, chi ne rivolge alcunché ad altri che Allāh è un idolatra e miscredente; e la prova [di ciò] è la parola di Allāh, Sia elevato: "E chi invoca un'altra divinità assieme ad Allāh, per la quale non possiede evidenza alcuna, invero il suo rendiconto sarà presso il suo Signore. Invero, non avranno successo i miscredenti" [Sūrat al-Muʾminūn: 117].
E nel detto profetico [è riportato]: «L’invocazione è l'essenza dell’adorazione».
E la prova [di questo] è nella Sua parola, Sia elevato: "E disse il vostro Signore: «InvocateMi: esaudirò per voi». In verità coloro che per superbia rifiutano di adorarMi entreranno nell'Inferno, umiliati" [Sūrat Ghāfir: 60].
E la prova del timore è nel detto di [Allāh], Sia elevato: "Quindi non temeteli, ma temete Me, se siete credenti" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 175].
E la prova della speranza è nella parola di [Allāh], Sia elevato: "[...] Chi dunque spera nell'incontro col suo Signore, che compia opere buone e non associ alcunché all’adorazione del suo Signore" [Sūrat al-Kahf: 110].
E la prova dell'affidamento è nel detto di [Allāh], Sia elevato: "Confidate in Allāh, se siete credenti!" [Sūrat al-Māʾidah: 23]. E nel Suo detto: "E colui che si affida ad Allāh, Egli sarà sufficiente per lui" [Sūrat aṭ-Ṭalāq: 3].
E le prove della brama, della trepidazione e della riverenza sono nella parola di [Allāh], Sia elevato: "Invero solevano essere affrettarsi alle opere di bene, ci invocavano con brama e trepidazione, ed erano verso di Noi riverenti" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 90].
E la prova dell'apprensione è nel Suo detto, Sia elevato: "Non siate dunque in apprensione verso di loro, ma verso Me" [Sūrat al-Māʾidah: 3].
E la prova della penitenza è nel detto di Allāh, Sia Elevato: "E siate penitenti al vostro Signore e sottomettetevi a Lui" [Sūrat az-Zumar: 54].
E la prova della richiesta d'ausilio è nel detto di Allāh, Sia Elevato: "[Solo] Te adoriamo e [solo] a Te chiediamo ausilio!" [Sūrat al-Fātiha: 5]. Ed [è narrato] nel detto profetico: «Se chiedi ausilio, chiedilo ad Allāh».
E la prova della richiesta di protezione è nella parola di Allāh, Sia Elevato: "Di’: «Mi rifugio in Allāh, il Signore dell’albore»" [Sūrat al-Falaq: 1], e: "Di’: «Mi rifugio in Allāh, il Signore degli uomini»" [Sūrat an-Nās: 1].
E la prova dell'implorazione di soccorso è nella parola di Allāh, Sia Elevato: "E quando imploraste il vostro Signore, e Lui vi rispose [...]" [Sūrat al-Anfāl: 9].
E la prova dell'immolazione è nel detto di Allāh, Sia Elevato: "Di’: «In verità la mia preghiera, i miei riti, la mia vita e la mia morte, sono per Allāh, il Signore dei Mondi! Non ha consocio alcuno" [Sūrat al-Anʿām: 162 - 163]. E nella tradizione profetica [è riportato]: «Allāh ha maledetto coloro che immolano per altri che Lui».
E la prova del voto è nella parola di Allāh, Sia Elevato: "Mantengono le promesse e temono quel Giorno il cui male sarà diffuso" [Sūrat al-Insān: 7].
Il secondo princìpio
La conoscenza della religione dell'Islām con le prove, ovvero: la sottomissione ad Allāh mediante l'attestazione di unicità divina, l'assoggettamento a Lui mediante l'obbedienza, e la dissociazione dall'idolatria e dalla sua gente.
E consta in tre livelli: la sottomissione (Islām), la fede (Imān) e l'eccellenza (al-Iḥsān),
e ogni livello ha i suoi pilastri.
Mentre i pilastri dell'Islām sono cinque: la testimonianza che non vi è alcun dio autentico che Allāh e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh, il compimento della preghiera, il versamento dell'imposta purificatoria, il digiuno di Ramadān e l’intraprendimento del pellegrinaggio alla Sacra Casa di Allāh.
La prova della testimonianza è nella parola di Allāh, Sia Elevato: "Allāh testimonia che non v'è divinità all'infuori di Lui, e così gli angeli e i detentori di sapienza. Colui che mantiene la giustizia. Non c'è divinità all'infuori di Lui, il Possente, il Saggio" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 18].
E il suo significato è: non v'è alcuno degno di adorazione all'infuori di Allāh;
"lā ʾilāha" (Non vi è divinità), ossia rinnegare tutto ciò che viene adorato all'infuori di Allāh;
"illa-Llāh", ossia attestare l'adorazione per Allāh unicamente;
Ossia non ha alcun socio nella Sua adorazione, così come non ha alcun socio nel Suo regno.
E la sua spiegazione, che la illustra, è nel versetto di Allāh, Sia Elevato: "E quando Abramo disse a suo padre e al suo popolo: «In verità, io mi dissocio da ciò che adorate; eccetto Colui Che mi ha creato" [Sūrat az-Zukhruf: 26-27]. E il detto di Allāh, Sia elevato: "Di’: «O gente della Scrittura, pervenite a una dichiarazione comune tra noi e voi: che non adoriamo che Allāh e non Gli associamo alcunché, e che non prendano alcuni di noi gli altri come signori all’infuori di Allāh». Se poi voltano le spalle, allora dite: «Testimoniate che in verità siamo musulmani!»" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 64].
E la prova della testimonianza che Muḥammad è Messaggero di Allāh è la Sua parola, Sia elevato: "Davvero vi è giunto un Messaggero tra voi per il quale è gravoso ciò che v'affligge, premuroso verso di voi, compassionevole e misericordioso con i credenti" [Sūrat at-Tawbah: 128].
E il significato della testimonianza che Muḥammad è il Suo Messaggero consiste nella Sua obbedienza in ciò che ha ordinato, credere in ciò che ha riferito, evitare ciò che ha proibito e da cui ha avvertito, e non adorare Allāh se non tramite ciò che ha legiferato.
Mentre la prova della preghiera, dell'imposta purificatoria e l'illustrazione dell'attestazione di unicità divina è nel detto di [Allāh], Sia elevato: "E non fu loro comandato altro che di adorare Allāh, rendendoGli un culto sincero, come puri monoteisti, e di assolvere l'orazione e versare l'imposta purificatoria: questa è la religione retta" [Sūrat al-Bayyinah: 5].
Invece, la prova del digiuno è nella Sua parola, Sia elevato: "O voi che avete creduto, vi è prescritto il digiuno come fu prescritto a coloro che vi precedettero, affinché possiate essere timorati" [Sūrat al-Baqarah: 183].
Ed infine, la prova del pellegrinaggio è nel detto di [Allāh], Sia elevato: "È un dovere per la gente il Pellegrinaggio per Allāh alla Casa, per coloro che ne hanno la possibilità. E chi rinnega, allora invero Allāh è Indipendente dal creato" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 97].
Il secondo livello è la Fede; ed essa ha più di settanta ramificazioni: la più elevata di esse è la parola "Lā ilāha illā Allāh" (Non v’è divinità all’infuori di Allāh), la più bassa è la rimozione dalla strada di ciò che arreca danno. E il pudore è [anch'esso] una ramificazione della Fede.
E i suoi pilastri sono sei: credere in Allāh, nei Suoi angeli, nelle Sue Scritture, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno del giudizio, e nel destino, sia nel bene che nel male.
E la prova di questi sei pilastri è nel Suo detto, Sia elevato: "La pietà non sta nel volgere i vostri volti in direzione dell'Oriente o dell'Occidente, bensì la pietà è in chi crede in Allāh e nel Giorno Ultimo, negli angeli, nel Libro e nei Profeti [...]" [Sūrat al-Baqarah: 177].
Mentre la prova del destino è nella parola di Allāh, Sia elevato: "In verità, abbiamo creato ogni cosa con predestinazione" [Sūrat al-Qamar: 49].
Il terzo livello è l'Eccellenza (Iḥsān) ed è un unico pilastro, ovvero l'adorare Allāh come se Lo vedessi, ché in verità, anche se tu non Lo vedi, Egli ti vede.
E la prova di questo è nel detto di Allāh, Sia elevato: "In verità, Allāh è con quelli che hanno timore e sono beneficenti" [Sūrat an-Naḥl: 128].
E nella parola di Allāh, Sia elevato: "E confida nel Potente, il Misericordioso, Colui che ti osserva quando ti alzi in preghiera, e [osserva] i tuoi movimenti tra i prosternati" [Sūrat aš-Šuʿarāʾ: 217-219].
E il Suo detto, Sia Elevato: "E non v'è cosa di cui ti occupi, né alcunché del Corano che reciti, né alcuna opera che compite se non che siamo testimoni su di voi mentre siete impegnati in essa" [Sūrat Yūnus: 61], fino alla fine del versetto.
Invece, la prova dalla tradizione profetica è il detto di Jibrīl, ben noto, riportato da ʿUmar, che Allāh si compiaccia di lui, il quale disse: «Un giorno, mentre eravamo con il Messaggero di Allāh ﷺ, all'improvviso apparve davanti a noi un uomo dai vestiti di un bianco intenso e dai capelli di un nero scuro. Non mostrava segni di viaggio e nessuno di noi lo conosceva. Finché si sedette di fronte al Profeta ﷺ, appoggiò le sue ginocchia contro le sue, e posò le mani sulle sue cosce, e disse: "O Muḥammad,
parlami dell'Islam!"».
Rispose il Messaggero di Allāh ﷺ: «L’Islām è testimoniare che non vi è altra divinità che Allāh e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh, assolvere alla preghiera, versare l'imposta purificatoria, digiunare Ramaḍān e compiere il Pellegrinaggio alla Casa, se ne hai la possibilità». Disse: «Hai detto il vero». Al che noi ci meravigliammo di lui, in quanto lo interpellava e confermava le sue [parole].
Disse: «Parlami della fede».
Rispose: «Che tu creda in Allāh, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno Ultimo, e che tu creda nel Destino, sia nel bene che nel male». E quegli disse: «Hai detto il vero».
Disse: «Informami dunque sull'eccellenza».
Rispose: «È che tu adori Allāh come se Lo vedessi, ché in verità, anche se tu non Lo vedi, Egli ti vede».
Disse: «Informami a proposito dell'Ora».
Rispose: "L'interrogato in merito non ne sa più dell'interrogante".
Disse: «Allora informami sui suoi segni».
Rispose: «Che la schiava partorisca la sua padrona, e che tu veda [quelli che erano] pastori di pecore, scalzi, nudi e indigenti, gareggiare nell'innalzare edifici».
Disse [ʿUmar]: Poi l'uomo se ne andò e rimasi in attesa. A quel punto il Profeta ﷺ mi disse: «ʿUmar, sai chi era l'uomo che domandava?". Io risposi: "Allāh e il Suo Messaggero sono i più Sapienti". Allorché il Profeta ﷺ disse: "Era Gabriele, è venuto da voi per insegnarvi la vostra religione".
Il terzo princìpio
La conoscenza del vostro Profeta Muḥammad ﷺ. Egli è Muḥammad ﷺ, figlio di ʿAbdul-Llāh, figlio di ʿAbd al-Muttalib, figlio di Hāshim. Hāshim apparteneva ai Quraysh, i quali sono arabi discendenti dalla progenie di Ismaele, figlio di Abramo, l'Amico diletto, Allāh conceda a favore di entrambi la preghiera e la pace.
Visse per sessantatré anni, di cui quaranta trascorsi prima della profezia e ventitré in veste di Profeta e Messaggero.
Fu reso profeta con [la rivelazione di:] "iqraʾ" (leggi)! Fu inviato con "al-muddatt̲ir", e la sua patria fu La Mecca.
Allāh lo inviò per avvertire dal cadere nell'idolatria e per invitare al puro monoteismo; e la prova di ciò è la parola di Allāh, Sia elevato: "O colui che è avvolto nel mantello! Alzati e ammonisci, e il tuo Signore magnifica! E le tue vesti purifica, e l'abominio rifuggi! E non dare aspettandoti contraccambio! E per il tuo Signore sopporta!" [Sūrat al-Muddaṯṯir: 1-7].
E il significato di ciò: "Alzati e ammonisci", ossia: avverti dal cadere nell'idolatria, e invita al puro monoteismo.
"E il tuo Signore magnifica!", ovvero: magnificaLo attestandone l'Unicità.
"E le tue vesti purifica", ossia: purifica le tue opere dall'idolatria.
"E l'abominio rifuggi!", con l'abominio qui s'intendono gli idoli, mentre il rifuggire consta nell'abbandonarli, e dissociarsi da essi e dai loro adepti.
Trascorse dieci anni richiamando al monoteismo puro, e dopo questi dieci anni, fu fatto ascendere al cielo e gli furono prescritte le cinque preghiere. Pregò a Mecca per tre anni, dopodiché gli fu ordinato di emigrare (hijra) a Medina.
La migrazione (hijra) è [nello specifico] il trasferimento da una terra di idolatria a una terra dell'Islam.
Ed essa è un obbligo per questa comunità, dalla terra dell'idolatria alla terra dell'Islam, e rimarrà in vigore fino a che sorga l'Ora.
E la prova di questo è nella parola di Allāh, Sia elevato: "Invero quando gli angeli faranno morire coloro che avevano fatto torto a sè stessi, diranno: «Qual era la vostra condizione?». Risponderanno: «Eravamo oppressi sulla terra!». Diranno: «Non era forse la terra di Allāh abbastanza vasta da poter emigrare?». Quelli avranno come rifugio la Gehenna, qual pessima destinazione! Ad eccezione per [i veri] oppressi tra gli uomini, le donne e i fanciulli che non disponevano di mezzi e non trovavano via d'uscita" [Sūrat an-Nisāʾ: 97-98].
E il Suo detto, Sia elevato: "O servi Miei che han creduto, in verità la Mia terra è vasta, quindi adorateMi!" [Sūrat al-ʿAnkabūt: 56].
Disse al-Baghawī, che Allāh abbia misericordia di lui: "La causa della rivelazione di questo versetto riguarda i Musulmani che erano alla Mecca e non emigrarono: Allāh si rivolse a loro, in nome della fede, [ad emigrare]".
E la prova dell'emigrazione, tratta dalla tradizione profetica, è nel detto del Profeta ﷺ: «L'emigrazione non cesserà finché non cesserà [la possibilità] di penitenza, ed essa non cesserà finché il sole non sorgerà da occidente».
E quando si stabilì a Medina, gli furono ordinate le restanti prescrizioni dell'Islam–quali: l'imposta purificatoria, il digiuno, il pellegrinaggio, il richiamo alla Preghiera, la lotta [per la causa di Allāh], l'ordinare il bene e il proibire il male–nell'arco dei dieci anni [che vi rimase].
Poi morì ﷺ, ma rimase la sua religione. Ed è questa la sua religione: non vi è bene che non abbia indicato alla comunità, né male dal quale non l'abbia avvertita.
E il bene che le ha indicato è il puro monoteismo, e tutto ciò che Allāh ama e di cui Si compiace.
E il male contro il quale l'ha messa in guardia: l'idolatria e tutto ciò che Allāh detesta e aborrisce.
Allāh lo ha inviato per tutta l'umanità, ed ha imposto la sua obbedienza ai genii e agli esseri umani; e la prova di ciò è la parola di Allāh, Sia elevato: "Di’: «O uomini! In verità io sono il Messaggero di Allāh per tutti voi [...]»" [Sūrat al Aʿrāf: 158].
E con essa Allāh ha completato la religione; e la prova di ciò è nella Sua parola, Sia elevato: "Oggi ho perfezionato per voi la vostra religione, ho completato su di voi la Mia grazia e mi sono compiaciuto dell’Islam come religione per voi" [Sūrat al-Māʾidah: 3].
E la prova della sua dipartita è nella parola di Allāh, Sia elevato: "In verità tu morirai, e di certo loro moriranno. Poi, in verità, il Giorno del Giudizio dibatterete al cospetto del vostro Signore". [Sūrat az-Zumar: 30-31].
E le genti, una volta morte, saranno risuscitate; e la prova è la Sua parola, Sia elevato: "Dalla stessa vi abbiamo creati, in essa vi ricondurremo e nuovamente da essa vi susciteremo ancora" [Sūrat Ṭā Hā: 55]. E il Suo detto, Sia elevato: "E Allāh vi ha fatto germogliare dalla terra come piante, poi vi farà ritornare in essa e vi farà risuscitare facendovene uscire" [Sūrat Nūḥ: 17-18].
E dopo la resurrezione saranno giudicati e retribuiti per le loro azioni; e la prova è la Sua parola, Sia elevato: "Affinché ricompensi coloro che hanno fatto il male per quanto hanno commesso, e ricompensi coloro che hanno fatto il bene con l'eccellenza" [Sūrat an-Najm: 31].
E colui che nega la Resurrezione diviene miscredente; e la prova è la Sua parola, Sia elevato: "I miscredenti pretendono che non saranno mai risuscitati. Di': "Invece sì, per il mio Signore! Certamente sarete risuscitati, poi sarete informati di ciò che avete fatto. E ciò è facile per Allāh" [Sūrat at-Taghābun: 7].
E Allāh inviò tutti i Messaggeri in qualità di nunzi di buona novella e ammonitori; e la prova è la Sua parola, Sia elevato: "[Inviammo] messaggeri, nunzi di buona novella e ammonitori, così che la gente non avesse argomentazioni davanti a Allāh dopo [l'invio] dei Messaggeri. E Allāh è da sempre Possente, Saggio" [Sūrat an-Nisāʾ: 165].
Il primo di loro fu Noè, su di lui la pace.
E l'ultimo di loro fu Muḥammad ﷺ, ed Egli è il Sigillo dei Profeti: non vi saranno Profeti dopo di Lui; e la prova di ciò è la parola di Allāh, Sia elevato: "Muḥammad non fu padre di nessuno dei vostri uomini, ma Messaggero di Allāh e sigillo dei profeti" [Sūrat al-Aḥzāb: 40].
E la prova che il primo di loro fu Noè è nel detto di Allāh, Sia elevato: "Invero Noi abbiamo rivelato a te, come rivelammo a Noè e ai Profeti dopo di lui" [Sūrat an-Nisāʾ: 163].
E ad ogni comunità Allāh inviò un Messaggero—da Noè a Muḥammad—che le ordinava di adorare unicamente Allāh e le proibiva l'adorazione degli idoli; la prova di ciò è la Sua parola, Sia elevato: "E di certo suscitammo un Messaggero in ogni comunità [che riferisse]: «Adorate Allāh e rifuggite gli idoli!»" [Sūrat an-Naḥl: 36].
Allāh ha imposto a tutti i Suoi servi di rinnegare gli idoli (ṭāghūt) e di avere fede in Lui.
Ibn al-Qayyim, che Allāh—Sia elevato—abbia misericordia di lui, disse: Il significato di ṭāghūt, indica ciò per il quale il servo oltrepassa il suo limite, come un essere adorato, subordinato, o obbedito.
Gli idoli sono molteplici e i loro riferimenti sono cinque: Satana—che Allāh lo maledica—, colui che viene adorato con sua approvazione, colui che richiama gli uomini all'adorazione di sé stesso, colui che asserisce di conoscere qualcosa della scienza dell'invisibile, e colui che governa secondo ciò che Allāh non ha rivelato.
E la prova di questo è nel detto di Allāh, Sia elevato: "Non v'è costrizione nella religione, la retta via ben si distingue dal traviamento. Chi rinnega gli idoli e crede in Allāh si aggrappa all'appiglio saldo che mai cede. Allāh è Audiente, Sapiente" [Sūrat al-Baqarah: 256]. E questo è il significato di "Non vi è divinità all'infuori di Allāh", ed [è riportato] nel detto profetico: «Il principio della questione è l'Islām, il suo pilastro è la preghiera e la sua sommità è la lotta per la causa di Allāh».
Ed Allāh è il miglior Sapiente.