الإسلام - نبذة موجزة عن الإسلام (مشتملة على الأدلة)
L’Islam Un breve compendio sull'Islam secondo il Nobile Corano e la Tradizione Profetica Un libro importante che contiene una breve introduzione all'Islam, illustrando i suoi principi fondamentali, i suoi insegnamenti e le sue virtù, dalle sue fonti originali, ovvero il Nobile Corano e la Tradizione Profetica. Questo libro è rivolto a tutti i soggetti giuridicamente responsabili, sia musulmani che non musulmani, nelle loro lingue, in ogni tempo e luogo, indipendentemente dalla diversità delle circostanze e delle condizioni. (Copia contenente indizi tratti dal Nobile Corano e dalla Tradizione…
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L’Islam
Un breve compendio sull'Islam secondo il Nobile Corano e la Tradizione Profetica
Un libro importante che contiene una breve introduzione all'Islam, illustrando i suoi principi fondamentali, i suoi insegnamenti e le sue virtù, dalle sue fonti originali, ovvero il Nobile Corano e la Tradizione Profetica. Questo libro è rivolto a tutti i soggetti giuridicamente responsabili, sia musulmani che non musulmani, nelle loro lingue, in ogni tempo e luogo, indipendentemente dalla diversità delle circostanze e delle condizioni.
(Copia contenente indizi tratti dal Nobile Corano e dalla Tradizione Profetica)
1. L'Islam è il messaggio di Allāh a tutte le persone, in quanto è l'eterno messaggio divino, l'ultimo dei messaggi divini:
l'Islam è il messaggio di Allāh a tutte le persone, come disse [Allāh] Sia elevato: "E non ti inviammo se non come [Messaggero] a tutta l’umanità, come annunciatore di lieta novella e ammonitore. Ma la maggior parte degli uomini non sa" [Sūrat Sabaʾ: 28]. E disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «O uomini! In verità, io sono il Messaggero di Allāh per tutti voi»" [Sūrat al-Aʿrāf: 158]. E disse Allāh, Sia elevato: "O gente, davvero vi è giunto il Messaggero con la verità da parte del vostro Signore: credete dunque, ché è meglio per voi. Se invece rinnegherete, invero ad Allāh appartiene ciò che è in cielo e in terra. E Allāh è da sempre Sapiente, Saggio" [Sūrat an-Nisāʾ: 170].
L'Islam è l'eterno messaggio divino ed è l'ultimo dei messaggi divini, disse Allāh, Sia elevato: "Muḥammad non fu padre di nessuno dei vostri uomini, ma il Messaggero di Allāh e il sigillo dei profeti. E Allāh è da sempre Sapiente di ogni cosa" [Sūrat al-Aḥzāb: 40].
2- L'Islam non è una religione specifica di una razza o di un popolo, ma piuttosto la religione di Allāh per tutte le persone:
l'Islam non è una religione specifica di una razza o di un popolo, ma piuttosto la religione di Allāh per tutte le persone, e il primo comandamento nel Magnifico Corano è la parola di [Allāh], Sia elevato: "O gente, adorate il vostro Signore, Colui che ha creato voi e coloro che vi precedettero, così che possiate essere timorati" [Sūrat al-Baqarah, 21]. E disse Allāh, Sia elevato: "O gente, temete il vostro Signore, Colui che vi creò da un unico individuo e da esso trasse la sua compagna, e da entrambi disseminò una moltitudine di maschi e femmine" [Sūrat an-Nisāʾ: 1]. E Ibnu ʿUmar, che Allāh si compiaccia di loro, riferì che il Messaggero di Allāh ﷺ (che Allāh conceda in suo favore la preghiera e la pace) tenne un sermone alla gente nel giorno della conquista di Mecca, e disse: «O gente! Invero Allah ha allontanato da voi la vanagloria della jāhilyyah (l'epoca dell'Ignoranza pre-islamica) e il suo vanto in virtù degli antenati. La gente è piuttosto di due tipi: proba, timorata e nobile presso Allāh, oppure trasgressiva, dannata e insignificante presso Allāh. Difatti la gente è figlia di Adamo e Allāh creò Adamo dalla polvere. Allāh disse: "O gente! Invero vi abbiamo creato da maschio e femmina e vi abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinché vi conosceste. Invero, presso Allāh, il più nobile di voi è il più timorato. Invero, Allāh è Sapiente, Edotto" [al-Ḥujurāt: 13]» Narrato da at-Tirmidhī (n. 3270). E non troverai nei precetti del Magnifico Corano o nei precetti del nobile Messaggero ﷺ alcuna legislazione specifica per un popolo o un gruppo in base alla loro etnia, alla loro nazionalità o al loro sesso.
3- L'Islām è il messaggio divino che è venuto a completare i precedenti messaggi dei Profeti e Messaggeri, che la pace e le benedizioni siano su di loro, e sui loro popoli.
L'Islam è il Messaggio Divino che è venuto a completare i precedenti messaggi dei Profeti e Messaggeri, che la pace e le benedizioni siano su di loro, e sui loro popoli. Disse Allāh, Sia elevato: "Invero, Noi ti abbiamo rivelato come rivelammo a Noè e ai Profeti dopo di lui, e rivelammo ad Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, a Gesù, Giobbe, Giona, Aronne e Salomone, a Davide a cui demmo i Salmi" [Sūrat an-Nisāʾ: 163]. E questa religione che Allāh rivelò al Messaggero Muḥammad ﷺ è la religione che Allāh ha reso legge per i Profeti precedenti e che ha raccomandato loro, come disse Allāh, Sia elevato: "Egli ha stabilito per voi, nella religione, ciò che raccomandò a Noè, ciò che rivelammo a te, e ciò che raccomandammo ad Abramo, a Mosè e a Gesù: «Che istituiate la religione e non siate discordi in essa». Per gli idolatri è gravoso ciò a cui li inviti. Allāh elegge a Sé chi vuole e guida a Sé chi si volge a Lui pentito". [Sūrat ash-Shūrā: 13]. E ciò che Allāh ha rivelato al Messaggero Muḥammad ﷺ è a conferma dei Libri divini che lo hanno preceduto, come la Torah e il Vangelo, prima della loro alterazione, come disse Allāh, Sia elevato: "E ciò che ti abbiamo rivelato del Libro è la verità, a conferma di ciò che lo precedeva. In verità, Allāh è ben Edotto e Veggente dei Suoi servi" [Sūrat Fāṭir: 31].
4- I Profeti, la pace sia su di loro, appartengono ad un'unica religione ma hanno legislazioni diverse:
La religione dei profeti–pace su di loro–è una, ma le loro legislazioni sono diverse. Disse Allāh, Sia elevato: "E abbiamo fatto discendere su di te la Scrittura con la verità, a conferma di ciò che l’ha preceduta della Scrittura e criterio per essa. Giudica dunque tra loro secondo ciò che ha fatto discendere Allāh, e non seguire le loro passioni invece di ciò che ti è giunto della verità. Per tutti voi abbiamo disposto un ordinamento e un metodo, e se Allāh avesse voluto, avrebbe fatto di voi un'unica comunità, ma invece vuole mettervi alla prova con ciò che vi ha recato, perciò concorrete nelle opere di bene. Ad Allāh farete ritorno tutti, e vi informerà di ciò su cui differivate" [Sūrat al-Māʾidah: 48]. E disse il Messaggero ﷺ: «Io sono la persona più vicina a Gesù figlio di Maria in questo mondo e nell'Aldilà. I profeti sono fratelli da parte di padre, le loro madri sono diverse e la loro religione è una». Riportato da al-Bukhārī (n. 3443).
5- L'Islam invita–come predicavano tutti i Profeti: Noè, Abramo, Mosè, Salomone, Davide e Gesù–pace su di loro–a credere che il Signore è Allāh, il Creatore, il Sostenitore, Colui che dà la vita e Colui che dà la morte, il Sovrano del Regno, Colui che governa tutto, ed Egli è il Compassionevole, il Misericordioso.
L'Islam invita–come predicavano tutti i Profeti: Noè, Abramo, Mosè, Salomone, Davide e Gesù–pace su di loro–a credere che il Signore è Allāh, il Creatore, il Sostenitore, Colui che dà la vita e Colui che dà la morte, il Sovrano del Regno, Colui che governa tutto, ed Egli è il Compassionevole, il Misericordioso. Disse Allāh, Sia elevato: "O uomini, ricordate la grazia che Allāh vi ha concesso: vi è forse un creatore diverso da Allāh che vi provveda il sostentamento dal cielo e dalla terra? Non c’è dio all’infuori di Lui. Come potete farvi traviare?" [Sūrat Fāṭir: 3]. E disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «Chi vi sostenta dal cielo e dalla terra? Chi governa l’udito e la vista? Chi trae il vivo dal morto e il morto dal vivo? Chi governa ogni faccenda?». Risponderanno: «Allāh». Di’: «Non lo temerete dunque?»" [Sūrat Yūnus: 31]. E disse Allāh, Sia elevato: "E non è forse Colui che origina la creazione e in seguito la reitera, e che vi approvvigiona dal cielo e dalla terra? V'è forse altra divinità assieme ad Allāh? Di’: «Presentate la vostra prova, se siete veritieri!»" [Sūrat an-Naml: 64].
Tutti i Profeti e i Messaggeri—che la pace sia su di loro—sono stati inviati con l'invito all'adorazione di Allāh, unicamente. Infatti disse Allāh, Sia elevato: "E di certo suscitammo un Messaggero in ogni comunità [che riferisse]: «Adorate Allāh e rifuggite gli idoli!». Tra di loro vi fu chi Allāh guidò, e altri meritarono la perdizione. Percorrete la terra e contemplate quale fu la fine di coloro che tacciavano di menzogna" [Sūrat an-Naḥl: 36]. E disse Allāh, Sia elevato: "E non inviammo prima di te alcun Messaggero senza rivelargli che in verità: «Non v’è divinità all’infuori di Me: adorateMi dunque!»" [Sūrat al-Anbiyā': 25]. E Allah rivelò riguardo a Noè—la pace sia su di lui—che egli disse: "E già inviammo Noè al suo popolo. Disse: «O popolo mio, adorate Allāh! Non avete altra divinità che Lui! Invero temo per voi il castigo di un giorno terribile" [Sūrat al-Aʿrāf: 59]. E Abramo, l’Amico intimo–pace su di lui–disse, secondo quanto Allāh ha narrato di lui: "E [ricorda] Abramo, quando disse al suo popolo: «Adorate Allāh e temeteLo. Questo è meglio per voi, se [mai] lo sapeste»" [Sūrat al-ʿAnkabūt: 16]. E disse Sālih—che la pace sia su di lui—, in base a quanto Allāh ha rivelato a suo riguardo: "E ai Thamūd [inviammo] il loro fratello Ṣāliḥ. Disse: «O popolo mio, adorate Allāh! Non avete altra divinità che Lui. Davvero vi è giunta una prova evidente da parte del vostro Signore: questa è la cammella di Allāh, un segno per voi: lasciatela pascolare nella terra di Allāh e non arrecatele alcun male, ché allora vi coglierebbe un doloroso castigo" [Sūrat al-Aʿrāf: 73]. E disse Shuʿayb–su di lui la pace–, in base a quanto Allāh ha riportato su di lui: "E a Madyan [inviammo] il loro fratello Shu'ayb. Disse: «O popolo mio, adorate Allāh ché non avete altro dio che Lui. Certamente vi è giunta una prova evidente da parte del vostro Signore: adempite [con equità] nella misura e nella pesata, e non deprezzate la roba della gente, e non diffondete la corruzione sulla terra dopo la sua riforma. Ciò è meglio per voi, se siete credenti!" [Sūrat al-A'rāf: 85].
E la prima volta che Allāh parlò a Mosè, pace a lui, gli disse, gloria a Lui: "Io ti ho prescelto, ascolta dunque ciò che viene rivelato: invero Io sono Allāh, non v’è divinità all’infuori di Me: adorami dunque e assolvi la preghiera in Mio ricordo" [Sūrat Ṭā-hā: 13-14]. E disse Allāh, riguardo a Mosè, pace su di lui, che egli cercò rifugio presso Allāh e disse: "In verità, cerco rifugio presso il mio e vostro Signore da ogni arrogante che non crede nel Giorno del Rendiconto" [Sūrat Ghāfir: 27]. E Allāh rivelò riguardo al Messia, la pace sia su di lui, che egli disse: "Invero Allāh è il mio Signore e il vostro Signore, adorateLo dunque! Questa è la retta via” [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 51]. E rivelò anche Allāh—il Possente, il Maestoso—informando riguardo al Messia, su di lui la pace, che egli disse: "O figli d’Israele, adorate Allāh, mio Signore e vostro Signore! Invero a chi attribuisce consoci ad Allāh, certamente Allāh proibirà il Paradiso e la sua dimora sarà il Fuoco, e gli iniqui non avranno soccorritori" [Sūrat al-Māʾidah: 72].
Anzi, persino nella Torāh e nel Vangelo è stata ribadita con forza l’adorazione di Allāh, unicamente. Infatti nel Deuteronomio è riportata la parola di Mosè–pace su di lui: "Ascolta, o Israele, il Signore nostro Dio è un Unico Signore". E l'enfasi sull'unicità divina è giunta anche nel Vangelo di Marco, dove il Messia–pace su di lui–disse: "In verità, il primo dei comandamenti è: ascolta, o Israele, il Signore nostro Dio è un Unico Signore".
Allāh, il Potente e Maestoso, ha chiarito che tutti i profeti sono stati inviati con questa grande missione, che è l'invito all'Unicità divina. Allāh, Sia elevato, disse: "E di certo suscitammo un Messaggero in ogni comunità [che riferisse]: «Adorate Allāh e rifuggite gli idoli!». Tra di loro vi fu chi Allāh guidò, e altri meritarono la perdizione" [Sūrat an-Naḥl: 36]. E disse Allāh, Sia elevato: "Di': «Avete considerato ciò che invocate all'infuori di Allāh? Mostratemi ciò che hanno creato della terra. Oppure hanno avuto parte nei cieli? Recatemi una Scrittura precedente a questa o una traccia di sapienza, se siete veritieri»" [Sūrat al-Aḥqāf: 4] Lo Shaykh as-Saʿdī, Allāh abbia misericordia di lui, disse: "Si evince pertanto che gli idolatri, nel disputare sulla loro idolatria, non si basano su alcuna prova né dimostrazione; piuttosto, in verità, essi si sono affidati a congetture fallaci, opinioni vane e intelletti corrotte, la cui corruzione ti è dimostrata dall'esame delle loro condizioni, dallo studio delle loro conoscenze e delle loro azioni, e dall'osservazione dello stato di coloro che hanno consumato le loro vite nell'adorazione: hanno forse recato loro—ovvero queste divinità all'infuori di Allāh—alcun beneficio in questa vita o nell'Aldilà?" "Taysīr al-Karīm al-Mannān": 779.
6- Allāh, gloria a Lui, Sia elevato, è il Creatore ed è l'unico degno di adorazione, e nessuno deve essere adorato oltre a Lui.
Allāh è l'unico degno di essere adorato, e nessun altro deve essere adorato assieme a Lui. Disse Allāh, Sia elevato: "O gente, adorate il vostro Signore, Colui che ha creato voi e coloro che vi precedettero, così che possiate essere timorati. Colui che ha fatto della terra un giaciglio e del cielo una costruzione, e ha fatto scendere l’acqua dal cielo con la quale ha fatto germogliare frutti per il vostro sostentamento. Non attribuite dunque eguali ad Allāh, voi che sapete!" [Sūrat al-Baqarah, 21-22]. Perciò Colui che ci ha creato e ha creato le generazioni che ci hanno preceduto, e ha reso la terra un giaciglio per noi, e ha fatto scendere su di noi dal cielo l'acqua, tramite la quale ha fatto germogliare per noi i frutti come sostentamento per noi; Egli solo è Colui che merita di essere adorato. Disse [Allāh] Sia elevato: "O uomini, ricordate la grazia che Allāh vi ha concesso: vi è forse un creatore diverso da Allāh che vi provveda il sostentamento dal cielo e dalla terra? Non c’è dio all’infuori di Lui. Come potete farvi traviare?" [Sūrat Fāṭir: 3]. Perciò Colui che crea e provvede, Lui solo merita di essere adorato. Disse Allāh, Sia elevato: "Tale è Allāh, vostro Signore. Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, Creatore di ogni cosa. Adoratelo dunque! Ed Egli è Garante di ogni cosa!" [Sūrat al-Anʿām: 102].
E tutto ciò che viene adorato all'infuori di Allāh non è degno d'esser venerato, poiché non dispone del peso di un atomo nei cieli né sulla terra, e non è consocio ad Allāh in alcunché, né è un aiutante o un sostenitore di Allāh. Come può dunque essere invocato assieme ad Allah o esserGli associato? Disse Allāh, Sia elevato: "Di': «Invocate coloro che pretendete [come divinità] all'infuori di Allāh. Non posseggono neppure il peso di un atomo nei cieli né sulla terra, non hanno in essi parte alcuna, né Egli ha tra loro alcun sostenitore»" [Sūrat Sabaʾ: 22].
Allāh–Gloria a Lui, Sia elevato–è Colui che ha creato queste creature e le ha tratte dal nulla. La loro esistenza è una prova della Sua esistenza, della Sua Signoria (rubūbiyyah) e della Sua Deità (ulūhiyyah). Disse Allāh, Sia elevato: "E fa parte dei Suoi segni che vi abbia creato da polvere; poi eccovi uomini che vi diffondete [sulla terra]. E fa parte dei Suoi segni che abbia creato per voi, da voi stessi, spose, affinché troviate pace in loro. E che suscitò posto tra voi affetto e misericordia. In ciò vi sono segni per gente che riflette. E fa parte dei Suoi segni la creazione dei cieli e della terra e la diversità delle vostre lingue e dei vostri colori. In verità, in ciò vi sono segni per i Mondi. E fa parte dei Suoi segni il vostro dormire la notte e il giorno e la vostra ricerca della Sua grazia. In ciò vi sono segni per gente che ascolta. E fa parte dei Suoi segni che vi mostri il lampo per [suscitare in voi] timore e speranza, e faccia scendere dal cielo l’acqua, rivivificando con essa la terra dopo che era morta. In ciò vi sono segni per gente che riflette. E fa parte dei Suoi segni che il cielo e la terra si reggono per ordine Suo. Poi, quando vi richiamerà con un [solo] richiamo dalla terra, ecco che voi uscirete [dalle tombe]. E a Lui appartengono coloro che sono nei cieli e in terra: tutti Gli sono sottomessi. E Lui è Colui che inizia la creazione, poi la reitera, e ciò è ancor più facile per lui" [Sūrat ar-Rūm: 20 - 27].
E Nimrūd, il quale negò l'esistenza del suo Signore, gli fu detto da Abramo, come rivelò Allāh a su proposito: "Disse Abramo: «Invero Allāh fa sorgere il sole da oriente, fallo sorgere da occidente!», e fu così che rimase sbigottito il miscredente. Allāh non guida un popolo di iniqui" [Sūrat al-Baqarah: 258]. Analogamente, Abramo–su di lui la pace–argomentò al suo popolo che Allāh è Colui che lo ha guidato, Lo ha nutrito e abbeverato, e quando si ammala è Lui che lo guarisce, ed è Lui che lo fa morire e lo riporterà in vita, e disse, come Allāh riferì di lui: "Colui che mi ha creato, ed è Lui che mi guida; ed è Colui che mi sfama e mi disseta; e quando sono infermo, mi risana; Colui che mi farà morire e mi riporterà in vita; [Sūrat ash-Shuʿarāʾ: 78-81]. E disse Allāh, informando riguardo a Mosè, pace a lui, che egli disputò con il Faraone dicendogli che in verità il suo Signore è: "Disse [Mosè]: «Il nostro Signore è Colui che ha provvisto ogni cosa della sua foggia e poi [le ha concesso] la guida»" [Sūrat Ṭā-hā: 50].
E Allāh ha asservito all'uomo tutto ciò che è nei cieli e in terra e lo ha circondato di grazie; affinché adori Allāh e non Lo rinneghi. Allāh, Sia elevato, disse: "Non avete visto che in verità Allāh vi ha asservito ciò che è nei cieli e ciò che è in terra? E ha riversato su di voi i Suoi favori, apparenti e nascosti? E tra gli uomini vi è chi disputa su Allāh senza avere conoscenza, né guida, né Libro illuminante" [Sūrat Luqmān: 20]. E così come Allāh ha asservito all'uomo tutto quello che c'è nei cieli e in terra, lo ha creato e dotato di tutto ciò di cui ha bisogno: l'udito, la vista e il cuore, per acquisire la conoscenza da cui trarre beneficio e che lo guidi al suo Signore e Creatore. Allāh, Sia elevato, disse: "Ed è Allāh che vi ha tratti dai ventri delle vostre madri, quando non conoscevate nulla, poi vi ha concesso l'udito, la vista e i cuori, affinché siate riconoscenti" [Sūrat an-Naḥl: 78].
E Allāh—Gloria a Lui, Sia elevato—creò tutti questi mondi e creò l'uomo, e lo dotò di tutto ciò di cui avrebbe avuto bisogno tra membra e facoltà; poi lo ha provvide di tutto ciò che lo aiuterebbe a compiere l'adorazione di Allāh e a costruire una civiltà sulla terra, dopodiché gli asservì tutto quello che c'è nei Cieli e sulla Terra.
E Allāh ha addotto la Sua creazione di queste immense creature come prova della Sua Signoria, che implica la Sua Deità, infatti disse, gloria a Lui, Sia elevato: "Di’: «Chi vi sostenta dal cielo e dalla terra? Chi governa l’udito e la vista? Chi trae il vivo dal morto e il morto dal vivo? Chi governa ogni faccenda?». Risponderanno: «Allāh». Di’: «Non lo temerete dunque?»" [Sūrat Yūnus: 31]. E disse il Vero (al-Ḥaqq, ossia Allāh), gloria a Lui: "Di’: «Non avete visto quelli che invocate all’infuori di Allāh? Mostratemi cosa hanno creato dalla terra, o se hanno avuto parte nei cieli! Mostratemi un libro precedente a questo, o qualche traccia di sapienza, se siete veritieri!»" [Sūrat al-Aḥqāf: 4]. E disse Allāh, Sia elevato: "Egli creò i cieli senza pilastri che possiate vedere, stabilì sulla terra montagne salde perché non vi faccia oscillare, e diffuse in essa ogni sorta di animale. E facemmo scendere dal cielo l’acqua, così da far germogliare in essa ogni nobile coppia [di piante]. Questa è la creazione di Allāh. Mostratemi dunque ciò che hanno creato coloro che [adorate] all’infuori di Lui. Invece gli ingiusti sono in errore manifesto" [Sūrat Luqmān: 10-11]. E disse il Vero, gloria a Lui: "Sono stati forse creati dal nulla? O sono essi stessi i creatori? O hanno forse creato i cieli e la terra? No, non ne sono certi. O forse posseggono i tesori del tuo Signore? O sono essi i dominatori?" [Sūrat at-Ṭūr: 35-37]. Disse lo Shaykh as-Saʿdī: "Questa è un'argomentazione contro di loro riguardo a una questione nella quale non possono fare altro che sottomettersi alla verità o discostarsi dai dettami dell'intelletto e della religione", "Tafsīr Ibn Saʿdī": p. 816.
7- Allāh è il Creatore di tutto ciò che nell'universo vediamo e non vediamo, e ogni altra cosa all’infuori di Lui nell'universo è opera della Sua creazione, e Allāh ha creato i cieli e la terra in sei giorni.
Allāh, gloria a Lui, è il Creatore di tutto ciò che esiste nell'universo, di ciò che vediamo e di ciò che non vediamo, e tutto ciò che non è Lui, è una creatura tra le Sue creature. Allāh, Sia elevato, disse: "Di’: «Chi è il Signore dei cieli e della terra?». Di’: «Allāh!». Di’: «Vi prenderete dunque all’infuori di Lui protettori che non possiedono per sé stessi né beneficio né danno?». Di’: «Sono forse uguali il cieco e il vedente? O sono uguali le tenebre e la luce? O forse attribuiscono ad Allāh consoci che hanno creato [qualcosa] simile alla Sua creazione, al punto che le due creazioni ai loro occhi si assomigliano?». Di’: «Allāh è il Creatore di ogni cosa, ed Egli è l’Unico, il Soggiogatore»" [Sūrat ar-Raʿd: 16]. E disse Allāh, Sia elevato: "E crea ciò che voi non sapete". [Sūrat an-Naḥl: 8].
E Allāh creò i Cieli e la Terra in sei giorni. Allāh, Sia elevato, disse: "Egli è Colui che ha creato i cieli e la terra in sei giorni, poi si è elevato sul Trono. Conosce ciò che penetra nella terra e ciò che ne esce, ciò che scende dal cielo e ciò che vi ascende. Egli è con voi ovunque voi siate. Allāh osserva tutto ciò che fate" [Sūrat al-Ḥadīd: 4]. E disse Allāh, Sia elevato: "In verità, creammo i cieli e la terra e ciò che è tra loro in sei giorni, e non Ci toccò stanchezza alcuna". [Sūrat Qāf: 38].
8- Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—non ha socio nel Suo Regno o nella Sua creazione, governo o adorazione.
E Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—è il Possessore del Regno, non ha socio alcuno nella Sua creazione, nel Suo dominio o nel Suo governo. Disse Allāh, Sia elevato: "Di': «Avete considerato ciò che invocate all'infuori di Allāh? Mostratemi ciò che hanno creato della terra. Oppure hanno avuto parte nei cieli? Recatemi una Scrittura precedente a questa o una traccia di sapienza, se siete veritieri»" [Sūrat al-Aḥqāf: 4]. Lo Shaykh as-Saʿdī—Allāh abbia misericordia di lui—disse: "Ovvero: Di' a coloro che hanno associato ad Allāh idoli e simili che non possiedono alcun beneficio, né danno, né morte, né vita, né resurrezione. Di' loro, mostrando l'impotenza dei loro idoli e che non meritano alcuna forma di adorazione: «Mostratemi ciò che hanno creato della terra! Oppure se hanno una parte [nella creazione] dei cieli?». Hanno forse creato qualcosa dei corpi celesti e della terra? Hanno creato montagne? Hanno fatto scorrere fiumi? Hanno diffuso specie di animali? Hanno fatto germogliare alberi? Hanno forse cooperato con Allāh nella creazione di qualcosa di tutto ciò? Nulla di tutto ciò, per loro stessa ammissione, figuriamoci per gli altri. Questa è una prova razionale categorica che l'adorazione di chiunque all'infuori di Allāh è vana.
Successivamente, [Allāh] menziona l'assenza di una prova basata sulla tradizione rivelata, dicendo: «Portatemi un libro anteriore a questo», [ovvero:] un libro che invita al politeismo. «O una traccia di conoscenza», [cioè] una tradizione ereditata dai messaggeri che ordini ciò. Ed è ovvio che essi non sarebbero capaci di portare da qualsiasi messaggero una prova che indichi ciò. Anzi, noi sosteniamo con certezza e siamo convinti che tutti i messaggeri hanno invitato all'unicità divina del loro Signore e hanno vietato l'attribuzione di soci a Lui, e questa è la più importante questione trasmessa da loro in termini di conoscenza". "Tafsīr Ibn Saʿdī": 779.
E Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—è Detentore del Regno e non ha alcun socio nel Suo Regno. Disse Allāh, Sia elevato: "Di': «O Allāh, Detentore del Regno, Tu dai la sovranità a chi vuoi e la sottrai a chi vuoi, e onori chi vuoi e umili chi vuoi, [tutto] il bene è nella Tua mano. Invero, Tu hai potere su tutte le cose" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 26]. E disse Allāh, Sia elevato, chiarendo che il Regno assoluto appartiene a Lui nel Giorno della Resurrezione: "Il Giorno in cui usciranno [allo scoperto], nulla di loro sarà nascosto ad Allāh. [E sarà chiesto:] «A chi appartiene la sovranità oggi? Ad Allāh, l’Unico, il Dominatore Supremo!»" [Sūrat Ghāfir: 16].
Allāh–gloria a Lui, Sia elevato–non ha alcun consocio nel Suo Regno, nella Sua creazione, nel Suo governo, né nell'adorazione che Gli è dovuta. Allāh, Sia elevato, disse: "E di’: «Lode ad Allāh, Colui che mai si prese un figlio, né mai ebbe socio alcuno nel Regno, né mai [necessitò] un protettore per umiliazione. E magnificaLo di grandiosa magnificazione!»" [Sūrat al-Isrāʾ: 111]. E Allāh, Sia elevato, disse: "Colui al quale appartiene il Regno dei cieli e della terra, che mai si prese un figlio, che non ha soci nel Regno e ha creato ogni cosa determinandola con giusta misura" [Sūrat al-Furqān: 2]. Egli è il Detentore, e tutto ciò che è al di fuori di Lui è da Lui posseduto, gloria a Lui. Egli è il Creatore, e tutto ciò che è al di fuori di Lui è una Sua creatura. Egli è Colui che governa ogni cosa. Colui che possiede questi attributi deve essere adorato; l'adorazione di altri è una mancanza di intelletto e un'idolatria che corrompe la vita terrena e l'Aldilà. Disse Allāh, Sia elevato: "E dissero: «Siate giudei o cristiani, sarete guidati!». Di': «No! Seguiamo piuttosto la dottrina di Abramo: puro monoteista, e non fu tra gli idolatri»" [Sūrat al-Baqarah: 135]. E disse Allāh, Sia elevato: "E chi è migliore nella religione di chi sottomette il volto ad Allāh, è pio e segue la fede di Abramo, puro monoteista? E Allāh prescelse Abramo come prediletto" [Sūrat an-Nisāʾ: 125]. E il Vero Vero (al-Ḥaqq, ossia Allāh), gloria a Lui, ha chiarito che chi segue altro che la religione di Ibrāhīm, il prediletto, pace a lui, è stolto verso sé stesso. Allāh, Sia elevato, disse: "E chi mai abbandonerebbe la dottrina di Abramo, se non chi è stolto verso sé stesso? In verità, l’abbiamo prescelto in questo mondo e di certo sarà tra i pii nell'Aldilà". [Sūrat al-Baqarah: 130].
9- E Allāh, gloria a Lui, non ha generato, non è stato generato, né ha compari o consimili.
E Allāh, gloria a Lui, non ha generato, non è stato generato, né ha compari o consimili. Disse il Vero—gloria a Lui, Sia elevato: "Di’: «Egli, Allāh è l’Unico. Allāh è l'Assoluto! Mai generò, né fu generato, né Gli è pari nessuno»" [Sūrat al-Ikhlās: 1-4]. E disse Allāh, Sia elevato: "Signore dei cieli e della terra e di ciò che vi è frammezzo. Adoralo dunque, e persevera nella Sua adorazione. Conosci forse un Suo simile?»" [Sūrat Mariam: 65]. E il Vero–maestosa è la Sua condizione–disse: "«[Egli è] il Creatore dei cieli e della terra. Ha tratto per voi da voi stessi delle spose, e [ha tratto] dal bestiame delle coppie. In tal modo vi moltiplica. Nulla è simile a Lui. Ed Egli è l'Audiente, il Veggente" [Sura ash-Shūrā: 11].
10- Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—non risiede in nulla né si incarna in nulla delle Sue creature:
Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—non risiede in nulla, non si incarna in nulla delle Sue creature, né si unisce a nulla. Questo perché Allāh è il Creatore, e tutto ciò che è all'infuori di Lui è creato. Egli è l'Eterno e tutto ciò che è all'infuori di Lui è destinato a perire; ogni cosa appartiene a Lui ed Egli ne è il Detentore. Pertanto, Allāh non dimora in qualcosa della Sua creazione, né qualcosa della Sua creazione dimora nella Sua Essenza, gloria a Lui. E Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—è più Grande di ogni cosa e più Magnifico di ogni cosa. Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—disse smentendo coloro che sostengono che Allāh abbia incarnato nel Messia: "Davvero sono miscredenti coloro che dicono: «Invero Allāh è il Messia, figlio di Maria». Di’: «Chi mai potrebbe impedire alcunché ad Allāh qualora intendesse far perire il Messia figlio di Maria, sua madre e tutti coloro che sono sulla terra?». E invero ad Allāh appartiene il Regno dei cieli e della terra e ciò che v'è in mezzo. Egli crea ciò che vuole, e Allāh ha potere su tutte le cose" [Sūrat al-Māʾidah: 17]. E disse Allāh, Sia elevato: "Ad Allāh appartengono l’Oriente e l’Occidente: ovunque vi voltiate, colà è il volto di Allāh. Invero Allāh è Immenso, Sapiente. E dissero: «Allāh si è preso un figlio». Gloria a Lui! Invece, Egli possiede tutto ciò che è nei cieli e nella terra. Tutto Gli è devotamente sottomesso. L'Originatore dei cieli e della terra, quando decreta una questione, non fa che dire: «Sii!», ed essa è" [Sūrat al-Baqarah: 115-117]. E disse Allāh, Sia elevato: "E dissero: «Il Clemente si è preso un figlio». Veramente avete affermato qualcosa di immane. Quasi si fendono i cieli, si squarcia la terra e franano rovinosamente le montagne perché proclamino un figlio al Clemente. Ché prendersi un figlio non s'addice al Clemente! Non v'è alcuno in cielo e in terra che giungerà al Clemente se non come asservito. In verità, li ha enumerati e conteggiati con minuzia. E tutti loro giungeranno a Lui nel Giorno della Resurrezione, in solitudine" [Sūrat Mariam: 88-95]. E disse Allāh, Sia elevato: "Allāh, non v'è dio all'infuori di Lui, il Vivente, il Sussistente. Non Lo colgono mai sopore né sonno. Suo è ciò che è nei cieli e in terra. Chi è colui che potrebbe intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli sa ciò che è dinnanzi a loro e ciò che è dietro di loro, ma essi non abbracciano della Sua scienza se non ciò che Egli vuole. Il suo scranno si estende quanto i cieli e la Terra, e preservarli non lo stanca affatto, ed Egli è l'Altissimo, il Magnifico" [Sūrat al-Baqarah: 255]. Or dunque, Colui la cui condizione è tale, e tale è la condizione del Suo creato, come potrebbe incarnarsi in alcuno di essi? O prenderselo come figlio o renderlo una divinità assieme a Lui?
11- Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—è Compassionevole e Misericordioso con i Suoi servi, per questo inviò i Messaggeri e rivelò le Scritture.
E Allāh, Gloria a Lui l’Altissimo, è il Compassionevole e il Misericordioso con i Suoi servi, e fa parte della Sua misericordia verso i Suoi servi aver inviato loro i Messaggeri e aver rivelato loro le Scritture; per farli uscire dall'oscurità della miscredenza e dell'idolatria alla luce del puro monoteismo e della retta guida. Allāh, Sia elevato, disse: "Egli è Colui che fa scendere sul Suo servo segni evidenti, per trarvi dalle tenebre alla luce. In verità, Allah è verso di voi Compassionevole, Misericordioso". "[Sūrat al-Ḥadīd: 9]."
E disse Allāh, Sia elevato: "E Noi ti abbiamo inviato se non come misericordia per il creato" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 107]. Ed Allāh ordinò al Suo Profeta ﷺ di informare i servi che è Lui il Perdonatore, il Misericordioso, infatti Allāh, Sia elevato, disse: "Informa i Miei servi che sono Io il Perdonatore, il Misericordioso" [Sūrat al-Ḥijr: 49]. E per la Sua Compassione e la Sua Misericordia, Egli allontana l'afflizione e fa scendere il bene sui Suoi servi. Allāh, Sia elevato, disse: "E se Allāh ti tocca con un danno, nessuno può rimuoverlo se non Lui, e se vuole per te un bene, nessuno può impedire il Suo favore. [Egli] coglie con esso chi vuole tra i suoi servi. Ed Egli è il Perdonatore, il Misericordioso" [Sūrat Yūnus: 107].
12- Allāh è il Signore Compassionevole, è l'Unico che giudicherà le creature nel Giorno della Resurrezione quando le farà resuscitare dalle loro tombe. Ricompenserà ogni persona secondo ciò che ha compiuto di bene o di male; chi avrà creduto e compiuto buone opere avrà una beatitudine permanente, mentre chi non avrà creduto e avrà compiuto opere malvagie, avrà il grande tormento nell'Aldilà.
Allāh è il Signore Compassionevole, è l'Unico che giudicherà le creature nel Giorno della Resurrezione quando le farà resuscitare dalle loro tombe. Ricompenserà ogni persona secondo ciò che ha compiuto di bene o di male; chi avrà creduto e compiuto buone opere avrà una beatitudine permanente, mentre chi non avrà creduto e avrà compiuto opere malvagie, avrà il castigo tremendo nel Giorno della Resurrezione. Rientra dunque nella perfetta giustizia di Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—nella Sua saggezza e nella Sua misericordia verso le Sue creature, l'aver reso questo mondo la dimora dell'azione e l'aver stabilito una seconda dimora in cui avranno luogo la ricompensa, il rendiconto e il castigo; affinché il benefattore ottenga la ricompensa del suo beneficio e il peccatore, l'oppressore e il trasgressore ottengano la punizione per la loro trasgressione e oppressione. E poiché questa questione potrebbe essere considerata improbabile da alcune persone, Allāh ha stabilito numerose prove che dimostrano che la Resurrezione è una verità su cui non vi è alcun dubbio. Infatti, disse Allāh, Sia elevato: "E fa parte dei Suoi segni il fatto che tu veda la terra inaridita. Poi, quando vi facciamo scendere l’acqua, essa freme e si rinvigorisce. In verità, Colui che l'ha vivificata è Colui che fa resuscitare i morti. Invero, Egli è Onnipotente su ogni cosa" [Sūrat Fuṣṣilat: 39]. E disse Allāh, Sia elevato: "O gente, se siete in dubbio a proposito della Resurrezione, [sappiate] dunque che, invero, vi abbiamo creati dalla polvere, poi da una stilla di liquido [seminale], poi da un coagulo, poi da un boccone [di carne]–parte formato e parte informe–per manifestarvi [la Nostra potenza]. E facciamo stabilire nei grembi ciò che Noi vogliamo fino a un termine prefissato, poi ve ne traiamo infanti, affinché in seguito raggiungiate la maturità. E tra voi v’è chi diparte [anzitempo] e chi viene rimandato all'età più grama, sì che non sappia più nulla dopo aver saputo. [Allo stesso modo] vedi il terreno arido, ma quando vi facciamo discendere sopra l'acqua si smuove, si solleva e fa germogliare bellezze d'ogni genere" [Sūrat al-Ḥajj: 5]. Quindi, il Vero ha menzionato in questo nobile versetto tre prove razionali a favore della Resurrezione, e sono:
1- Allāh creò l'essere umano la prima volta dalla terra, e Colui che lo creò dalla terra è certamente in grado di riportarlo in vita quando sarà terra.
2- Colui che ha creato dalla goccia di sperma un essere umano è capace di riportare in vita l'uomo dopo la sua morte.
3- Colui che ha ridato vita alla terra con la pioggia dopo la sua morte è capace di ridare vita agli uomini dopo la loro morte. In questo versetto vi è una grande prova dell'inimitabilità del Corano: come ha potuto questo versetto, pur non essendo particolarmente lungo, riunire tre prove razionali straordinarie su una questione così importante?
E disse Allāh, Sia elevato: "Il giorno in cui piegheremo il cielo come si piega un rotolo di manoscritti, come demmo origine alla prima creazione così la reitereremo: una promessa per noi, e invero Noi lo faremo!" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 104]. E disse Allāh, Sia elevato: "E ci propose un paragone dimenticandosi della propria creazione, e disse: "Chi darà vita alle ossa quando saranno polvere? Di': "Darà loro vita Colui che le creò la prima volta. Egli è Sapiente di ogni creazione" [Sūrat Yā Sīn: 78]. E disse Allāh, Sia elevato: "Siete voi più difficili da creare o il cielo? Egli l’ha costruito, ne sollevò la volta e lo bilanciò, ne oscurò la notte e ne ricavò il giorno. E dopodiché rese la terra estesa; ne estrasse l'acqua e il pascolo, e le montagne le ancorò" [Sūrat an-Nāziʿāt: 27-32]. Il Vero Vero (al-Ḥaqq, ossia Allāh) ha dunque chiarito che la creazione dell'uomo non è più complicata della creazione dei cieli e della terra e di ciò che vi è in essi. Pertanto, Colui che è capace di creare i cieli e la terra non è incapace di ridare vita all'uomo una seconda volta.
13- Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—creò Adamo dalla polvere e fece sì che si moltiplicasse la sua discendenza dopo di lui. Tutte le persone hanno la medesima origine e non vi è superiorità di una razza su un'altra, né di un popolo su un altro tranne che per il timore [di Allāh].
Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—creò Adamo dalla polvere e fece sì che si moltiplicasse la sua discendenza dopo di lui. Tutte le persone hanno la medesima origine e non vi è superiorità di una razza su un’altra, né di un popolo su un altro tranne che per il timore [di Allāh]. Disse Allāh, Sia elevato: "O uomini, in verità vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e vi abbiamo diviso in popoli e tribù, perché vi conosceste. In verità il più nobile di voi è per Allāh il più timoroso. In verità Allāh è il Sapiente, l'Edotto" [Sūrat al-Ḥujurat: 13]. E disse Allāh, Sia elevato: "E Allāh vi ha creati da polvere, poi da una goccia di sperma, poi vi ha resi coppie. Nessuna femmina porta in grembo né partorisce se non con la Sua conoscenza. E non viene concessa lunga vita ad una longevo né gli viene diminuita senza che ciò sia in un Registro. In verità, ciò è facile per Allāh" [Sūrat Fāṭir: 11]. E disse Allāh, Sia elevato: "Egli è Colui che vi ha creati da polvere, poi da una goccia di sperma, poi da un coagulo, poi vi ha tratto infanti, così da farvi poi raggiungere la maturità e poi diventare anziani. E tra voi vi è chi vien fatto morire prima. Così da raggiungere un termine prestabilito. Che forse rifletterete" [Sūrat Ghāfir: 67]. E Allāh—Sia elevato—disse, dichiarando che ha creato il Messia con il decreto della creazione, così come creò Adamo da polvere con lo stesso decreto. Disse Allāh, Sia elevato: "Invero il caso di Gesù, presso Allāh, è come quello di Adamo: lo creò dalla polvere e poi gli disse: «Sii!» e così fu" [Sūrat Āl-ʿImrān: 59]. E ho precedentemente menzionato nel secondo paragrafo che il Profeta ﷺ (Muḥammad, Allāh conceda in suo favore la preghiera e la pace) ha chiarito che le persone sono uguali e non v'è preferenza per alcuno su un altro, se non nel timore di Allāh.
14- Ogni neonato nasce secondo la predisposizione innata.
Ogni neonato nasce secondo la predisposizione innata. Disse Allāh, Sia elevato: "Rivolgi il tuo volto alla religione come puro monoteista (Ḥanīf), [secondo] la predisposizione innata con cui Allāh ha originato gli uomini. Non c’è cambiamento nella creazione di Allāh. Tale è la religione retta, ma la maggior parte degli uomini non sa". [Sūrat ar-Rūm: 30]. La "Ḥanīfiyyah" (puro monoteismo in riferimento a Ḥanīf) è la dottrina di Abramo, l'Amico intimo [di Allāh], su di lui la pace. Allāh, Sia elevato, disse: "Poi ti abbiamo ispirato: «Segui la dottrina di Abramo, puro monoteista (Ḥanīf), che non fu tra gli idolatri»" [Sūrat an-Naḥl: 123]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Non vi è neonato che non nasca secondo la predisposizione innata, poi i suoi genitori lo rendono ebreo o cristiano o zoroastriano, così come un animale genera un animale integro: notate forse in esso alcuna mutilazione?» Poi Abū Hurayrah, che Allāh Si compiaccia di lui, recitò: "La predisposizione innata con cui Allāh ha originato gli uomini. Non c’è cambiamento nella creazione di Allāh. Questa è la religione retta, ma la maggior parte degli uomini non sa" [Sūrat ar-Rūm: 30]. "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 4775). E disse il Messaggero di Allah ﷺ: «In verità, il mio Signore mi ha ordinato di insegnarvi ciò che ignorate in merito a quanto mi ha insegnato in questo mio giorno: Ogni bene che ho concesso a un servo è lecito; e in verità, ho creato tutti i Miei sudditi come puri monoteisti. Tuttavia, sono giunti loro i demoni che li hanno sviati dalla loro religione, hanno proibito loro ciò che ho reso lecito per loro e hanno ordinato loro di associarMi ciò per cui non feci scendere alcuna autorità». Riportato da Muslim (n. 2865).
15- Nessun essere umano nasce peccatore o erede del peccato di qualcun altro:
Nessun essere umano nasce con delle colpe o erede delle colpe di altri, e Allāh—Sia elevato—ci ha informato che Adamo, su di lui la pace, quando trasgredì il comando divino, e lui e sua moglie Eva mangiarono dell'albero, si pentì, si rivolse ad Allāh e chiese perdono ad Allāh. Così Allāh gli ispirò di pronunciare parole buone, e Allāh accolse il pentimento di entrambi. Allāh, Sia elevato, disse: "E dicemmo: «O Adamo, dimorate nel Giardino tu e la tua sposa e cibatevi da esso a piacimento, dovunque vi aggradi, ma non avvicinatevi a quest’albero, ché allora sareste tra gli iniqui». Allora Satana li fece cadere [in tentazione] da essa e li fece uscire da dove si trovavano. E dicemmo: «Scendete, nemici gli uni degli altri! Sulla Terra avrete dimora e godimento fino a un termine stabilito». Poi Adamo ricevette delle parole dal suo Signore, ed Egli lo perdonò. In verità Egli è Colui che accoglie il pentimento, il Misericordioso. Dicemmo: «Scendete tutti da essa, e se vi giungesse una guida da parte Mia, quelli che seguiranno la Mia guida non avranno a temere né a dolersi»" [Sūrat al-Baqarah: 35-38]. Dal momento che Allāh ha accolto il pentimento di Adamo, su di lui la pace, egli non è più portatore del peccato; di conseguenza, la sua progenie non eredita una colpa già rimossa dal pentimento. Il principio fondamentale è che nessuno porta il fardello di un altro. Allāh, Sia elevato, disse: "E ogni anima non si procura [alcuna colpa] se non a proprio detrimento, e nessuno si farà carico del fardello altrui. Poi verso il vostro Signore sarà il vostro ritorno, e allora vi informerà di ciò su cui differivate" [Sūrat al-Anʿām: 164].
E disse Allāh, Sia elevato: "Chi segue la guida è a proprio vantaggio che la segue, e chi si svia è a proprio detrimento che si svia, e su nessuno graverà il fardello altrui. E non fummo mai castigatori prima dell'invio di un Messaggero" [Sūrat al-Isrāʾ: 15]. E disse Allāh, Sia elevato: "E nessuna anima porterà il fardello di un’altra. E se una [anima] appesantita [da peccati] chiamasse [un’altra] per [aiutarla a portare] il suo carico, non ne sarà alleggerita per nulla, fosse anche un parente stretto. In verità, tu ammonisci solo coloro che temono il loro Dio nell’Invisibile e assolvono alla preghiera. E chi si purifica, si purifica solo per sé stesso. E verso Allāh è il ritorno" [Sūrat Fāṭir: 18].
16- Lo scopo della creazione delle persone è adorare solo Allāh:
Lo scopo della creazione delle persone è adorare unicamente Allāh. Disse Allāh, Sia elevato: "E non creai i demoni e gli umani se non perché Mi adorassero" [Sūrat adh-Dhāriyāt: 56].
17- L'Islam ha onorato l'essere umano, uomini e donne, e ne ha garantito tutti i suoi diritti. Lo ha reso responsabile di tutte le sue scelte, azioni e comportamenti e lo ritiene responsabile di qualsiasi azione che rechi danno a sé stesso o ad altri.
L'Islam ha onorato l'essere umano, uomini e donne, in quanto Allāh, Sia elevato, creò l'essere umano per essere vicario sulla terra. Infatti disse Allāh, Sia elevato: "E quando il tuo Signore disse agli angeli: «Porrò un Vicario sulla terra»" [Sūrat al-Baqarah: 30].
Questo onore comprende tutti i figli di Adamo, come disse Allāh, Sia elevato: "E abbiamo davvero onorato i figli di Adamo: li abbiamo trasportati per terra e per mare, li abbiamo provvisti di cose buone e li abbiamo favoriti al di sopra di molti tra coloro che abbiamo creato, di grande favore" [Sura al-Isrāʾ: 70]. E disse Allāh, Sia elevato: "E davvero creammo l’uomo nella migliore delle forme" [Sūrat at-Tīn: 4].
Allāh ha proibito all'uomo di rendersi un seguace asservito a una divinità, a una guida o a un'autorità all'infuori di Allāh. Disse Allāh, Sia elevato: "Tra la gente vi è chi attribuisce eguali ad Allāh amandoli al pari di come si ama Allāh. Ma coloro che credono hanno per Allāh un amore ben più forte. Se gli iniqui capissero, come quando vedranno il castigo, che tutta la forza è di Allāh e che Allāh è severo nel castigo! Quando, alla vista del castigo, i seguìti disconosceranno i seguaci, e ogni legame tra loro sarà reciso" [Sūrat al-Baqarah: 165-166]. E Allāh—Sia elevato—disse, chiarendo le condizioni dei seguaci e di coloro che venivano seguiti nella falsità nel Giorno della Resurrezione: "Coloro che si insuperbirono dissero a coloro che furono oppressi: «Siamo forse noi che vi abbiamo allontanato dalla guida dopo che vi fu giunta? Piuttosto, siete stati criminali». E dissero coloro che furono oppressi agli insuperbiti: «Al contrario, fu per i vostri imbrogli notte e giorno, quando ci ordinaste di rinnegare Allāh e di attribuire dei pari a Lui». E così nasconderanno il pentimento quando vedranno il castigo, e metteremo il giogo al collo a coloro che rinnegavano. Ma verranno forse puniti se non per ciò che solevano compiere?" [Sūrat Sabaʾ: 32 - 33].
E fa parte della perfetta giustizia di Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—, nel Giorno della Resurrezione, far portare ai richiamanti e alle guide devianti i loro fardelli e i fardelli di coloro che essi sviano senza alcuna scienza. Come disse Allāh, Sia elevato: "Che si prendano i loro fardelli per intero nel Giorno della Resurrezione, e [così] parte dei fardelli di coloro che sviarono senza alcuna scienza. Ah, quanto malvagio sarà ciò di cui si graveranno!" [Sūrat an-Naḥl: 25].
L'Islam ha garantito all'essere umano tutti i suoi diritti in questo mondo e nell'Aldilà. E i più grandi diritti che l'Islam ha tutelato e illustrato agli uomini sono il diritto di Allāh verso uomini e il diritto degli uomini riguardo ad Allāh. Si tramanda che Muʿādh, Allāh Si compiaccia di lui, disse: "Ero in sella dietro al Profeta ﷺ quando disse: «O Muʿādh». Risposi: «Eccomi a te, a tuo servizio». Poi ripeté lo stesso per tre volte: «Sai qual è il diritto di Allāh sui Suoi servi?». Risposi: «No». Disse: «Il diritto di Allāh sui Suoi servi è che Lo adorino e non Gli attribuiscano alcun consocio». Poi proseguì per un po' e disse: «O Muʿādh». Risposi: «Eccomi a te, a tuo servizio». Disse: «Sai qual è il diritto dei servi nei confronti di Allāh se fanno questo? Che Egli non li castighi» "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6840).
E l'Islam ha tutelato all'uomo la religione della verità, la discendenza, i beni e l'onore. Disse il Profeta ﷺ: «In verità, Allāh ha reso inviolabili tra voi: il vostro sangue, il vostro denaro ed il vostro onore. Così come è inviolabile la sacralità di questo vostro giorno, in questo vostro mese [Dhu-l-Hijjah], in questo vostro paese [Mecca]» "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6501). Il Messaggero ﷺ annunciò questo grandioso patto durante il [suo] "Pellegrinaggio d'Addio", a cui parteciparono più di centomila Compagni, e ripeté questo concetto e ne ricordò l'importanza nel Giorno del Sacrificio, durante il [suo] "Pellegrinaggio d'Addio".
L'Islām ha reso l'essere umano responsabile di tutte le sue scelte, azioni e comportamenti. Disse Allāh, Sia elevato: "E ad ogni uomo abbiamo vincolato a sé la sorte del suo [operato], e nel Giorno del Giudizio gli presenteremo un Registro che troverà esposto" [Sūrat al-Isrāʾ: 13]. Ovvero, qualunque opera benevola o maligna compia, Allāh la renderà inseparabile da lui e non ricadrà su nessun altro; pertanto non sarà giudicato per l'azione di un altro, né un altro sarà giudicato per la sua azione. E disse Allāh, Sia elevato: "O uomo! In verità, tenderai sforzandoti al tuo Signore con grande sforzo, e Lo incontrerai". [Sūrat al-Inshiqāq: 6]. E disse, Sia elevato: "Chi compie il bene lo fa a proprio vantaggio, mentre chi compie il male lo fa a proprio danno. E il tuo Signore non è affatto ingiusto verso i Suoi servi" [Sūrat Fuṣṣilat: 46].
E l'Islām ritiene l'essere umano responsabile di qualsiasi azione che rechi danno a sé stesso o ad altri, disse Allāh, Sia elevato: "E chi si procura un peccato lo fa a proprio detrimento, e Allāh è da sempre Sapiente, Saggio" [Sūrat an-Nisāʾ: 111]. E disse Allāh, Sia elevato: "Per questa ragione abbiamo prescritto ai figli d’Israele che chi uccida una persona senza che abbia a sua volta ucciso o sparso corruzione sulla terra, è come se avesse ucciso tutta l'umanità, e chi le salva la vita, è come se avesse salvato tutta l'umanità. E certamente giunsero loro i Nostri Messaggeri con le prove evidenti, poi, invero molti di loro continuarono nei loro eccessi sulla terra" [Sūrat al-Māʾidah: 32]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Nessun individuo sarà ucciso ingiustamente senza che ricada sul primo figlio di Adamo [Caino] una parte del suo sangue, in quanto egli fu il primo a introdurre l'omicidio». "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 5150).
18- L'Islam considera uomini e donne pari in termini di opere, responsabilità, punizione e ricompensa.
L'Islam ha reso uomini e donne pari in termini di opere, responsabilità, punizione e ricompensa. Disse Allāh, Sia elevato: "E chi avrà compiuto opere buone, maschio o femmina, e avrà creduto, saranno quelli a entrare in Paradiso e non riceveranno torto alcuno, neppure quanto il solco su un nocciolo di dattero" [Sūrat an-Nisāʾ: 124]. E disse Allāh, Sia elevato: "A chi opera il bene, maschio o femmina, ed è credente, daremo certamente una vita gradevole e accorderemo loro la ricompensa in virtù del meglio delle opere loro" [Sūrat an-Naḥl: 97]. E disse Allāh, Sia elevato: "Colui che compie una cattiva azione non sarà ricompensato che con qualcosa di simile. Quanto a chi compie il bene, uomo o donna, ed è credente, essi entreranno nel Giardino e saranno provvisti di sostentamento senza misura" [Sūrat Ghāfir: 40]. E disse Allāh, Sia elevato: "In verità, i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i veritieri e le veritiere, i pazienti e le pazienti, gli umili e le umili, quelli che elargiscono e quelle che elargiscono, i digiunanti e le digiunanti, quelli che preservano la loro castità e quelle che la preservano, quelli che ricordano Allāh assiduamente e quelle che Lo ricordano: Allāh ha predisposto per loro perdono e una ricompensa immensa" [Sūrat al-Aḥzāb: 35].
19- L'Islam ha onorato la donna e ha considerato le donne pari agli uomini e ha obbligato l'uomo al loro sostentamento, laddove ne sia capace; infatti, è obbligatorio: al padre il sostentamento della figlia; al figlio quello della madre—se è adulto e capace—e al marito quello della moglie.
L'Islam ha considerato le donne pari agli uomini. Disse a riguardo il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, le donne sono le sorelle degli uomini [nei diritti e doveri]», narrato da at-Tirmidhī (n. 113).
E fa parte dell'onore che l'Islam riserva alla donna il fatto che esso abbia reso obbligatorio al figlio il sostentamento della madre, laddove ne sia in grado. Infatti disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «La mano di colui che dona è quella superiore. [Dona a] tua madre, tuo padre, tua sorella e tuo fratello, poi ai più prossimi, poi ai più prossimi ancora», riportato dall'Imām Aḥmad. Seguirà la spiegazione dell'importanza dei genitori, con il permesso di Allāh, nel paragrafo numero 29.
E fa parte dell'onore che l'Islām riserva alla donna l'aver obbligato il marito al mantenimento della moglie, laddove ne sia in grado; infatti disse Allāh, Sia elevato: Ognuno spenda secondo le proprie possibilità e, chi ha mezzi limitati, che spenda in proporzione a ciò che Allāh gli ha concesso. Allāh non impone a nessuna anima più di ciò che le ha concesso. Allāh farà sì che dopo la difficoltà vi sia facilità. [Sūrat aṭ-Ṭalāq: 7]. Un uomo chiese al Profeta ﷺ: «Qual è il diritto della donna sul marito?» Disse: «Di nutrirla quando ti nutri e vestirla quando ti vesti. E di non colpirle il volto e non insultarla», riportato dall'Imām Aḥmad. Il Messaggero di Allāh ﷺ disse, illustrando alcuni diritti delle donne sui mariti: «E a loro spetta da parte vostra il mantenimento e il vestiario secondo la buona usanza», "Ṣaḥīḥ Muslim". E disse anche il Profeta ﷺ: «È sufficiente come peccato per un uomo [che egli] trascuri coloro che sostenta», riportato dall'Imām Aḥmad. E al-Khattābī disse: "La sua parola: 'coloro che sostenta' intende coloro il cui sostentamento è obbligatorio per lui, e il significato è come se dicesse a colui che fa l'elemosina: «Non dare in elemosina ciò che non è in eccedenza rispetto al sostentamento della tua famiglia, ricercando con ciò la ricompensa; poiché questo si trasformerebbe in peccato qualora trascurassi loro [i tuoi familiari]»".
E rientra nell'onore che l'Islam riserva alla donna l'aver reso obbligatorio al padre il sostentamento della figlia, come Allāh, Sia elevato, disse: "E le madri allatteranno i loro figli per due anni completi: questo per chi vuole completare l’allattamento. Spetta al padre sostentarle e vestirle secondo il buon costume" [Sūrat al-Baqarah: 233]. Allāh ha dunque chiarito che il padre al quale nasce un figlio, ha l'obbligo di nutrire suo figlio e di vestirlo secondo ciò che è consono. E la parola di Allāh, Sia elevato: "Ma se allattano i vostri figli, date loro un compenso" [Sūrat aṭ-Ṭalāq: 6]. Allāh ha dunque reso obbligatorio per il padre il compenso per l'allattamento del figlio; ciò indica che il mantenimento del figlio spetta al padre, e il "figlio" include sia il maschio che la femmina. Nel seguente detto profetico vi è l'indicazione dell'obbligo del mantenimento della moglie e dei figli a carico del padre. ʿĀʾishah, Allāh si compiaccia di lei, riferì che Hind disse al Profeta ﷺ: «In verità, Abū Sufyān è un uomo avaro, e ho bisogno di prendere dal suo denaro». Egli disse: «Prendi ciò che basta a te e ai tuoi figli, secondo il buon costume», riferito da al-Bukhārī. Il nobile Profeta ﷺ illustrò anche il merito del mantenimento per le figlie e le sorelle, in quanto disse: «Chiunque mantenga due figlie o tre figlie, o due sorelle o tre sorelle, finché non si rendano indipendenti o egli muoia, io e lui saremo come queste due [dita]». E mostrò l'indice e il medio [uniti]. "As-Silsilah aṣ-Ṣaḥīḥah" (n. 296).
20- La morte non è la nostra fine eterna, piuttosto è il passaggio dalla "dimora dell'operato alla dimora della ricompensa". La morte coinvolge il corpo e l'anima; la morte dell'anima è la sua separazione dal corpo, poi ritorna ad esso dopo la resurrezione nel Giorno del Giudizio. Quindi l'anima, dopo la morte, non passa a un altro corpo né si reincarna in un altro corpo.
La morte non è la nostra fine eterna. Disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «Vi farà morire l’angelo della morte che è stato incaricato di voi. Poi sarete ricondotti al vostro Signore»" [Sūrat as-Sajdah: 11]. La morte coinvolge il corpo e l'anima: la morte dell'anima è il suo distacco dal corpo, poi ritorna ad esso nel Giorno della Resurrezione. Disse Allāh, Sia elevato: "Allāh prende a Sé le anime degli uomini alla loro morte e quelle di coloro che non muoiono, durante il sonno: così trattiene quelle destinate a morire mentre rinvia le altre ad un termine stabilito. In ciò vi sono segni per un popolo che riflette" [Sūrat az-Zumar: 42]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, quando l'anima viene presa, la vista la segue», riportato da Muslim (n.920). Dopo la morte l'uomo passa dalla dimora dell'operato alla dimora della ricompensa. Allāh—Sia elevato—disse: "In verità il vostro Signore è Allāh, Colui che creò i cieli e la terra in sei giorni. Poi si elevò sul Trono. Egli governa l'ordine [dell'universo]. Non v'è intercessione se non in seguito al Suo permesso. Tale è Allāh, vostro Signore: adoratelo dunque! Non traete dunque monito?" [Sūrat Yūnus: 4].
L'anima non si trasferisce, dopo la morte, in un altro corpo, né si rincarna, poiché la pretesa della rincarnazione non è dimostrata né dalla ragione né dai sensi, né esiste alcuna trasmissione [autorevole] che attesti questa dottrina da parte dei profeti, su di loro la pace.
21- L'Islam invita a credere nei princìpi fondamentali della fede, che sono il credere in Allāh e nei Suoi angeli, la fede nei Libri divini come la Torah, il Vangelo e lo Zabur—prima che fossero alterati—credere nel Corano, credere in tutti i Profeti e Messaggeri—la pace sia su di loro—e credere nel loro sigillo finale, che è Muḥammad il Messaggero di Allāh, sigillo dei Profeti e dei Messaggeri, oltre a credere nel Giorno Ultimo. Infatti sappiamo che se questa vita fosse la fine di tutto la vita e l'esistenza diverrebbero vane. Ed infine il credo nel Decreto e nella Predestinazione [divina].
L'Islam invita a credere nei princìpi fondamentali della fede, predicati da tutti i Profeti e Messaggeri, la pace sia su di loro, ossia:
1- Credere fermamente in Allāh come Signore, Creatore, Sostentatore e Governante di questo universo. E che solamente Lui è degno di adorazione, e che l'adorazione di tutto ciò che è all'infuori di Lui è invalida, e ogni cosa adorata all'infuori di Lui è falsa. Pertanto l'adorazione non si addice se non a Lui, e l'adorazione non è valida se non dedicata a Lui. La spiegazione delle prove di questa questione è già stata esposta nell'ottavo paragrafo.
E Allāh menzionò—gloria a Lui, Sia elevato—questi grandi fondamenti in molti versetti suddivise nel Glorioso Corano, tra i quali le Sue parole, Sia elevato: "Il Messaggero ha creduto in ciò che è stato fatto discendere su di lui da parte del suo Signore e così i credenti. Tutti hanno creduto in Allāh, nei Suoi angeli, nei suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. Non facciamo differenze per nessuno tra i Suoi Messaggeri. E dissero: «Ascoltiamo e obbediamo. Il Tuo perdono, Signore nostro! A Te è la destinazione finale»" [Sūrat al-Baqarah: 285]. E disse Allāh, Sia elevato: "La pietà non sta nel volgere i vostri volti in direzione dell'Oriente o dell'Occidente, bensì la pietà è in chi crede in Allāh e nel Giorno Ultimo, negli angeli, nel Libro e nei Profeti ed elargisce i beni, sebbene egli stesso li brami, per i parenti, gli orfani, i poveri, i viandanti e i mendicanti e per l'affrancamento degli schiavi, osserva la preghiera, elargisce la zakāt [1] e tiene fede alle promesse quando promette. Coloro che pazientano nell'infermità, nella miseria e in battaglia: quelli sono i veritieri e quelli sono i timorati" [Sūrat al-Baqarah: 177]. E Allāh, Sia elevato, ha invitato alla fede in questi fondamenti e ha chiarito che chi li rinnega si è perso in un profondo smarrimento. Disse Allāh, Sia elevato: "O voi che avete creduto, [perseverate] nel credo in Allāh e nel Suo Messaggero, nella Scrittura che ha fatto discendere sul Suo Messaggero e nella Scrittura fatta discendere in precedenza. E chi rinnega Allāh o i Suoi angeli o i Suoi Libri o i Suoi Messaggeri o il Giorno Ultimo, si è davvero sviato di profondo sviamento" [Sūrat an-Nisāʾ: 136]. E nel detto profetico, fu riferito che ʿUmar Ibn al-Khattāb—che Allāh Si compiaccia di lui—disse: «Un giorno, mentre eravamo dal Messaggero di Allāh ﷺ, all'improvviso apparve davanti a noi un uomo dai vestiti di un bianco intenso e dai capelli di un nero profondo, senza alcuna traccia di viaggio su di lui, e nessuno di noi lo conosceva. Finché si sedette di fronte al Profeta ﷺ, posando le sue ginocchia alle sue ginocchia e posando le mani sulle sue gambe, e disse: "O Muḥammad, informami a proposito dell'Islam". Il Messaggero di Allāh ﷺ disse: "L'Islam è che tu attesti che non vi è divinità all'infuori di Allāh e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh ﷺ, che tu assolva alla preghiera, che tu versi l'imposta purificatoria, che digiuni Ramaḍān e che compi il pellegrinaggio alla Casa, se ne hai la possibilità». [Allora egli] disse: "Hai detto il vero". Disse [ʿUmar]: "Ci meravigliammo di lui: lo interrogava e affermava che era veritiero". [Allora egli] disse: "Informami a proposito della fede (īmān)". Disse [il Profeta]: «Essa è credere in Allāh, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri, nel Giorno Ultimo e credere nel Destino, sia nel bene che nel male». [Egli] disse: "Hai detto il vero", e aggiunse: "Informami a proposito dell'eccellenza (iḥsān)". Disse [il Profeta]: «È adorare Allāh come se Lo vedessi, poiché anche se anche non Lo vedi, sicuramente Egli vede te"». "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 8). In questo detto profetico, [l'angelo] Gabriele–su di lui la pace–venne dal Messaggero Muḥammad ﷺ e lo interrogò sui livelli della religione, che sono: l'Islam, la fede (imān) e l'eccellenza (iḥsān). Quindi il Messaggero Muḥammad ﷺ gli rispose. Poi il Messaggero Muḥammad ﷺ informò i suoi Compagni, Allāh si compiaccia di loro, che costui era Gabriele–su di lui la pace–venuto a insegnare loro la loro religione. Questo è dunque l'Islam: un messaggio divino trasmesso da Gabriele–su di lui la pace–, comunicato alla gente dal Messaggero Muḥammad ﷺ, preservato dai suoi Compagni, Allāh si compiaccia di loro, e da loro trasmesso alla gente dopo di lui.
2- La fede negli angeli. Essi sono [parte di] un mondo invisibile; Allāh li ha creati conferendo loro una forma specifica e li ha incaricati di compiti grandiosi. Tra i loro compiti più eccelsi vi è il trasmettere i messaggi divini ai Messaggeri e ai Profeti, la pace sia su di loro. Il più nobile degli angeli è Gabriele, la pace sia su di lui. E tra ciò che dimostra il discendere di Gabriele, la pace sia su di lui, con la rivelazione ai Messaggeri, sia concessa loro la preghiera e la pace, vi sono le parole di [Allāh], Sia elevato: "Fa discendere gli angeli con l'ispirazione, per Suo ordine, su chi vuole dei Suoi servi: «Avvertite, che invero non v’è dio all’infuori di Me, temeteMi dunque!»" [Sūrat an-Naḥl: 2]. E disse Allāh, Sia elevato: "E invero, esso è Rivelazione del Signore dei mondi, con cui è disceso lo Spirito fidato sul tuo cuore, affinché fossi tra gli ammonitori, in lingua araba esplicita, e invero è [menzionato] nelle Scritture degli antichi. [Sūrat ash-Shuʿarāʾ: 192-196].
3) La fede nei Libri divini come la Torah, il Vangelo e i Salmi, prima della loro alterazione, e il Corano. Disse Allāh, Sia elevato: "O voi che avete creduto, [perseverate] nel credo in Allāh e nel Suo Messaggero, nella Scrittura che ha fatto discendere sul Suo Messaggero e nella Scrittura fatta discendere in precedenza. E chi rinnega Allāh o i Suoi angeli o i Suoi Libri o i Suoi Messaggeri o il Giorno Ultimo, si è davvero sviato di profondo sviamento" [Sūrat an-Nisāʾ: 136]. E disse Allāh, Sia elevato: "Ha fatto discendere su di te la Scrittura con la Verità, a conferma di quello che l’ha preceduta, e ha fatto discendere la Torāh e il Vangelo, in precedenza, come guida per gli uomini, e ha fatto discendere il Discernimento. In verità coloro che rinnegano i segni di Allāh avranno un severo castigo. Allāh è Possente, Vendicatore". [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 3-4]. E disse Allāh, Sia elevato: "Il Messaggero ha creduto in ciò che è stato fatto discendere su di lui da parte del suo Signore e così i credenti. Tutti hanno creduto in Allāh, nei Suoi angeli, nei suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. Non facciamo differenze per nessuno tra i Suoi Messaggeri. E dissero: «Ascoltiamo e obbediamo. Il Tuo perdono, Signore nostro! A Te è la destinazione finale»" [Sūrat al-Baqarah: 285]. E disse Allāh, Sia elevato: "Dite: «Crediamo in Allāh e in ciò che è stato fatto discendere su di noi e in ciò che è stato fatto discendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che è stato dato a Mosè e Gesù, e in ciò che è stato dato ai Profeti dal loro Signore. Noi non facciamo differenze tra loro, e siamo a Lui sottomessi»" [Sūrat Āl ʿImrān: 84]
4- La fede in tutti i Profeti e i Messaggeri, su di loro la pace. È necessario credere in tutti i Profeti e i Messaggeri—su di loro la pace—ed essere convinti che essi siano tutti Messaggeri da parte di Allāh, i quali hanno trasmesso alle loro comunità i messaggi di Allāh, la Sua religione e la Sua legge. Disse Allāh, Sia elevato: "Dite: «Crediamo in Allāh e in ciò che è stato fatto discendere su di noi e in ciò che è stato fatto discendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che fu dato a Mosè e Gesù, e in ciò che fu dato ai Profeti dal loro Signore. Noi non facciamo differenze tra loro, e siamo a Lui sottomessi»" [Sūrat al-Baqarah, 2:136]. E disse Allāh, Sia elevato: "Il Messaggero ha creduto in ciò che è stato fatto discendere su di lui da parte del suo Signore e così i credenti. Tutti hanno creduto in Allāh, nei Suoi angeli, nei suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. Non facciamo differenze per nessuno tra i Suoi Messaggeri. E dissero: «Ascoltiamo e obbediamo. Il Tuo perdono, Signore nostro! A Te è la destinazione finale»" [Sūrat al-Baqarah: 285]. E disse Allāh, Sia elevato: "Dite: «Crediamo in Allāh e in ciò che è stato fatto discendere su di noi e in ciò che è stato fatto discendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò che è stato dato a Mosè e Gesù, e in ciò che è stato dato ai Profeti dal loro Signore. Noi non facciamo differenze tra loro, e siamo a Lui sottomessi»" [Sūrat Āl ʿImrān: 84].
E di credere nel loro Sigillo, ed egli è Muḥammad, il Messaggero di Allāh ﷺ, il Sigillo dei Profeti e dei Messaggeri, disse [Allāh], Sia elevato: "E quando Allāh strinse l'Alleanza dei Profeti: «Checché vi dia della Scrittura e della Saggezza, e in seguito vi giunga un Messaggero a conferma di ciò che avete, dovrete credergli e supportarlo». Chiese: «Confermate e vi prendete l'onere di queste [condizioni]?». Risposero: «Confermiamo». Disse: «Testimoniate dunque, e Io assieme a voi sarò dei testimoni" [Sūrat Āl ʿImrān: 81].
Infatti, l'Islām rende obbligatorio credere in tutti i Profeti e i Messaggeri in generale, e rende obbligatorio credere nel loro sigillo, ovvero il Messaggero Muḥammad ﷺ. Allāh, Sia elevato, disse: "Di’: «O Gente della Scrittura, non sarete su nulla [di valido] finché non osserverete la Torāh e il Vangelo e ciò che è stato fatto scendere su di voi da parte del vostro Signore». Ciò che è stato fatto discendere su di te accrescerà molti di loro in tracotanza e miscredenza, non ti disperare dunque per un popolo di miscredenti" [Sūrat al-Māʾidah: 68]. E disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «O gente della Scrittura, pervenite a una dichiarazione comune tra noi e voi: che non adoriamo che Allāh e non Gli associamo alcunché, e che non prendano alcuni di noi gli altri come signori all’infuori di Allāh». Se poi voltano le spalle, allora dite: «Testimoniate che in verità siamo musulmani!»" [Sūrat Āl ʿImrān: 64].
E chiunque rinneghi un solo Profeta avrà rinnegato tutti i Profeti e i Messaggeri, su di loro la pace. Per questo Allāh disse, informando del Suo giudizio sul popolo di Noè, su di lui la pace: "Il popolo di Noè tacciò di menzogna gli Inviati" [Sūrat ash-Shuʿarāʾ: 105]. È risaputo che Noè, su di lui la pace, non fu preceduto da nessun Messaggero. Eppure, quando il suo popolo lo tacciò di menzogna, quella loro smentita nei suoi confronti costituì una smentita verso tutti i Profeti e Messaggeri, perché il loro richiamo e il loro fine è uno solo.
5) La fede nel Giorno Ultimo, che è il Giorno della Resurrezione. Alla fine di questa vita terrena, Allāh ordinerà all'angelo Israfil, la pace sia su di lui, ed egli soffierà il soffio della folgorazione; a quel punto cadranno folgorati e moriranno tutti coloro che Allāh vorrà. Disse Allāh, Sia elevato: "E sarà soffiato nel Corno, e folgorati cadranno coloro che sono nei cieli e coloro che sono sulla terra, tranne chi vorrà Allāh. Poi vi sarà soffiato un'altra volta, ed eccoli [risorti], in piedi a guardare" [Sūrat az-Zumar: 68]. E quando periranno tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra, eccetto chi Allāh vuole, Allāh ripiegherà i cieli e la terra, come disse nella Sua Parola, Sia elevato: "Il giorno in cui piegheremo il cielo come si piega un rotolo di manoscritti, come demmo inizio alla prima creazione così la reitereremo: una promessa per noi, e invero Noi lo faremo!" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 104]. E disse Allāh, Sia elevato: "Non hanno considerato Allāh della giusta considerazione: la terra tutta intera sarà nel Suo pugno, e i cieli saranno ripiegati nella Sua destra. Gloria a Lui! Egli è ben al di sopra di ciò che Gli associano" [Sūrat az-Zumar: 67]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Allāh, il Potente e il Maestoso, ripiegherà i cieli nel Giorno della Resurrezione, poi li prenderà con la Sua mano destra, poi dirà: "Io sono il Re, dove sono i tiranni? Dove sono i superbi?". Poi ripiegherà le terre con la Sua sinistra, poi dirà: "Io sono il Re, dove sono i tiranni? Dove sono i superbi?"», riportato da Muslim.
Dopodiché Allāh darà l'ordine all'angelo ed egli vi soffierà di nuovo, ed eccoli [risorti], in piedi a guardare. Disse Allāh, Sia elevato: "E vi soffiò di nuovo, ed eccoli [risorti], in piedi a guardare" [Sūrat az-Zumar: 68]. E quando Allāh risusciterà le creature, le radunerà per il rendiconto. Disse Allāh, Sia elevato: "Il Giorno in cui la terra si fenderà per farli uscire in fretta, questa sarà una radunanza facile per Noi" [Sūrat Qāf: 44]. E disse Allāh, Sia elevato: "Il Giorno in cui usciranno [allo scoperto], nulla di loro sarà nascosto ad Allāh. [E sarà chiesto:] «A chi appartiene la sovranità oggi? Ad Allāh, l’Unico, il Dominatore Supremo!»" [Sūrat Ghāfir: 16]. E in questo giorno Allāh giudicherà tutti gli uomini, renderà giustizia a ogni oppresso contro il suo oppressore, e ogni uomo verrà retribuito per ciò che ha compiuto. Disse Allāh, Sia elevato: "Oggi ogni anima sarà ricompensata per ciò che ha guadagnato. Oggi non vi sarà alcuna ingiustizia. In verità, Allāh è rapido nel rendiconto" [Sūrat Ghāfir: 17]. E disse Allāh, Sia elevato: "Invero Allāh non fa torto, neppure del peso di una particella, e se vi è un’opera buona, la moltiplica, e dona da parte Sua un'immensa ricompensa" [Sūrat an-Nisāʾ: 40]. E disse Allāh, Sia elevato: "Chiunque avrà compiuto [anche solo] il peso di un atomo di bene, lo vedrà. E chiunque avrà compiuto [anche solo] il peso di un atomo di male, lo vedrà" [Sūrat az-Zalzalah: 7-8]. E disse Allāh, Sia elevato: "Disporremo le bilance della giustizia per il Giorno della Resurrezione. Allora nessun individuo subirà torto in alcunché, foss'anche del peso d'un granello di senape, lo presenteremo. Bastiamo Noi a tener conto!" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 47].
E dopo la resurrezione e il rendiconto vi sarà la ricompensa, pertanto, a chi avrà compiuto il bene spetterà la beatitudine eterna che non svanisce, e a chi avrà compiuto il male e la miscredenza spetterà la punizione. Disse Allāh, Sia elevato: "In quel giorno il Regno apparterrà ad Allāh, che giudicherà tra loro. E così coloro che avranno creduto e compiuto opere buone saranno nei Giardini delle Delizie, mentre coloro che avranno rinnegato e smentito i Nostri versetti, a costoro spetterà un castigo avvilente. [Sūrat al-Ḥajj: 56-57]. E sappiamo che se la vita terrena fosse davvero la fine di tutto, la vita e l'esistenza sarebbero puramente vane, [senza alcun senso d'esistere]. Disse Allāh, Sia elevato: "O pensavate forse che vi avessimo creato invano, e che non sareste stati a Noi ricondotti?" [Sūrat al-Muʾminūn: 115].
6- La fede nel Decreto e nella Predestinazione (al-qaḍāʾ wa-al-qadar). Essa consiste nel credere obbligatoriamente che Allāh conosce tutto ciò che è stato, ciò che è, e ciò che sarà in questo universo. E che Allāh ha scritto tutto ciò prima della creazione dei cieli e della terra. E disse Allāh , Sia elevato: "E Sue sono le chiavi dell’Invisibile, nessuno le conosce eccetto Lui. Conosce ciò che è in terra e in mare, e non cade foglia senza che lo sappia, né v'è seme nelle tenebre del sottosuolo, né cosa umida o secca che non si trovi in un Registro esplicito" [Sūrat al-Anʿām: 59]. E che, invero, Allāh certamente avvolge ogni cosa nella Sua Sapienza. Allāh disse, Sia elevato: "Allāh, Colui che ha creato sette cieli e altrettante terre, e tra questi scende il Suo ordine, perché sappiate che Allāh è in verità Onnipotente. E in verità, Allāh ha avvolto ogni cosa nella sua Sapienza" [Sūrat aṭ-Ṭalāq: 12]. E che nulla accade in questo universo se non che Allāh lo abbia voluto, desiderato e creato, e ne abbia facilitato le cause [del suo verificarsi]. Disse Allāh, Sia elevato: "Colui al quale appartiene il Regno dei cieli e della terra, che mai si prese un figlio, che non ha soci nel Regno e ha creato ogni cosa determinandola con giusta misura" [Sūrat al-Furqān: 2]. E a Lui appartiene in ciò la saggezza perfetta che gli uomini non possono comprendere. Allāh disse, Sia elevato: "[Questa] è una saggezza profonda, ma a nulla servirono gli avvertimenti" [Sūrat al-Qamar: 5]. E disse Allāh, Sia elevato: "Ed Egli è Colui Che inizia la creazione e poi la reitera, e ciò [logicamente] è ancor più facile per Lui. A Lui appartiene la metafora più alta nei cieli e sulla terra, ed Egli è l'Onnipotente, il Saggio" [Sūrat ar-Rūm: 27]. E Allāh, Sia elevato, ha attribuito a sé stesso la Saggezza e ha chiamato sé stesso il Saggio. Infatti disse Allāh, Sia elevato: "Allāh testimonia che non v'è divinità all'infuori di Lui, e così gli angeli e i detentori di sapienza, Colui che mantiene la giustizia. Non v'è divinità all'infuori di Lui, il Possente, il Saggio" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 18]. E Allāh—Sia elevato—disse, riferendo a proposito di ʿĪsā, pace su di lui, che egli si rivolgerà ad Allāh nel Giorno del Giudizio dicendo: "Se li punisci, invero sono i Tuoi servi, e se li perdoni, invero Tu sei il Possente, il Saggio" [Sūrat al-Māʾidah: 118]. E Allāh, Sia elevato, disse a Mosè–su di lui la pace–quando lo chiamò mentre era presso il monte Ṭūr: "O Mosè, invero sono Io Allāh, il Possente, il Saggio!" [Sūrat an-Naml: 9].
E il Glorioso Corano fu descritto con la saggezza, in quanto disse Allāh, Sia elevato: "Ālif, Lām, Rā. Una Scrittura i cui versetti sono stati rifiniti e poi esplicati [dettagliatamente] da Colui che è Saggio, Edotto" [Sūrat Hūd: 1]. E disse Allāh, Sia elevato: "Questo appartiene a ciò che della saggezza ti è stato rivelato , e non stabilire assieme a Allāh un’altra divinità, ché saresti gettato nella Gehenna, biasimato e respinto" [Sūrat al-Isrāʾ: 39].
22- I Profeti, su di loro la pace, sono infallibili in ciò che trasmettono da parte di Allāh, e sono infallibili da tutto ciò che contraddice la ragione o che il buon costume rifiuta. I profeti sono coloro che sono incaricati di trasmettere i comandi di Allāh ai Suoi servi. I Profeti non possiedono alcuna caratteristica della Signoria o della Deità; bensì sono esseri umani come tutti gli altri esseri umani, ai quali Allāh, Sia elevato, rivela i Suoi messaggi.
I Profeti, pace su di loro, sono protetti dall'errore in ciò che riferiscono su Allāh; poiché Allāh presceglie i migliori della Sua creazione per comunicare i Suoi Messaggi. Allāh, Sia elevato, disse: "Allāh elegge Messaggeri tra gli angeli e tra gli uomini. Invero Allāh è Audiente, Onniveggente" [Sūrat al-Ḥajj: 75]. E disse Allāh, Sia elevato: "Invero Allāh ha prescelto Adamo, Noè, la stirpe di Abramo e la stirpe di 'Imrān al di sopra del creato" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 33]. E disse Allāh, Sia elevato: "Disse: «O Mosè, invero Io ti ho prescelto tra la gente con i Miei messaggi e la Mia Parola. Prendi dunque ciò che ti ho dato e sii tra i riconoscenti»" [Sūrat al-Aʿrāf: 144]. I Messaggeri–sia concessa in loro favore la preghiera e la pace–sanno che ciò che discende su di loro è la Rivelazione divina, e vedono gli angeli che discendono con la Rivelazione. Disse Allāh, Sia elevato: "[Egli è] Conoscitore dell'Invisibile, e non svela il Suo ignoto a nessuno, eccetto a chi gradisce come Messaggero, a cui in verità assegna un guardiano che lo precede e lo segue. Affinché sappia che essi hanno trasmesso i messaggi del loro Signore. Egli avvolge [nella Sua conoscenza] ciò che è presso di loro, e computa ogni cosa in numero" [Sūrat al-Jinn: 26-28]. Allāh ha ordinato loro di trasmettere i Suoi messaggi, come disse Allāh, Sia elevato: "O Messaggero, riferisci ciò che è stato fatto scendere su di te da parte del tuo Signore, e se non lo farai, allora non avrai trasmesso il Suo messaggio! E Allāh ti preserverà dalla gente, invero Allāh non guida un popolo di miscredenti" [Sūrat al-Māʾidah: 67]. E disse Allāh, Sia elevato: "[Inviammo] messaggeri, nunzi di buona novella e ammonitori, così che la gente non avesse argomentazioni davanti a Allāh dopo [l'invio] dei Messaggeri. E Allāh è da sempre Possente, Saggio" [Sūrat an-Nisāʾ: 165].
I Messaggeri–sia concessa in loro favore la preghiera e la pace–temono Allāh con il massimo timore e Lo riveriscono, e pertanto non aggiungono nulla ai Suoi messaggi né vi sottraggono nulla. Come disse Allāh, Sia elevato: "E se [il Messaggero] avesse inventato contro di Noi delle parole false, l’avremmo afferrato con la destra, poi gli avremmo tagliato l’aorta, E nessuno di voi avrebbe potuto impedirlo". [Sūrat al-Ḥāqqah: 44-47]. Disse Ibnu Kathīr, Allāh abbia misericordia di lui: "Disse [Allāh], Sia elevato: «E se [il Messaggero] avesse inventato contro di Noi», ossia Muḥammad ﷺ, se fosse stato come pretendono, ovvero un inventore di menzogne contro di Noi, aggiungendo al messaggio o sottraendovi, o dicendo qualcosa di sua iniziativa, attribuendolo a Noi–e ciò non avvenne–, lo avremmo immediatamente colpito con il castigo. Per questo prosegue nel versetto dicendo: «L’avremmo preso con la destra». Alcuni dicono che il significato sia: 'lo avremmo punito con la mano destra' perché essa [solitamente] è la più forte nell'afferrare; e si dice [che intenda]: 'lo avremmo afferrato per la sua mano destra'." E disse Allāh, Sia elevato: "E quando Allāh dirà: «O Gesù figlio di Maria, hai forse detto alla gente: "Prendete me e mia madre come due divinità all’infuori di Allāh?"». Rispose: «Gloria a Te! Non avrei potuto dire ciò di cui non possiedo diritto. Se l'avessi detto, Tu l’avresti certamente saputo: Tu conosci ciò che è in me, e io non conosco ciò che è in Te. Invero Tu sei il Conoscitore dell’Invisibile. Non ho detto loro se non ciò che mi hai ordinato: "Adorate Allāh, mio Signore e vostro Signore", e sono stato testimone su di loro fintantoché sono rimasto tra loro. Poi quando mi hai fatto morire [elevandomi], sei rimasto Tu il Guardiano su di loro, e Tu sei Testimone di ogni cosa". [Sūrat al-Māʾidah: 116-117].
E fa parte del favore di Allāh sui Suoi profeti e i Suoi Messaggeri, sia concessa in loro favore la preghiera e la pace, il fatto che Allāh dia loro fermezza nella trasmissione dei Suoi messaggi. Disse Allāh, Sia elevato: "Diciamo soltanto che qualcuna delle nostre divinità ti ha colpito con un maleficio». Disse: «Invero io prendo Allāh come testimone, e testimoniate anche voi, che io prendo le distanze da ciò che associate oltre a Lui: tramate dunque tutti assieme contro di me e non datemi tregua! Invero, io confido in Allāh, mio Signore e vostro Signore! Non v’è essere vivente su cui Egli non abbia il controllo. Invero, il mio Signore è su una retta via" [Sūrat Hūd 54-56]. E disse Allāh, Sia elevato: "E invero, erano sul punto di sviarti da ciò che Noi ti abbiamo rivelato, affinché tu inventassi altro contro di Noi. E allora, ti avrebbero preso per amico intimo. E se non ti avessimo mantenuto saldo, già saresti stato in procinto di propendere verso di loro in qualcosa. E allora ti avremmo fatto saggiare doppio [castigo] in vita e doppio [castigo] in morte; e poi non avresti trovato contro di Noi soccorritore alcuno" [Sūrat al-Isrāʾ: 73-75]. E questi versetti e quelli precedenti sono una testimonianza e una prova che il Corano è la rivelazione del Signore dei mondi; poiché, se fosse stato opera del Messaggero Muḥammad ﷺ, non avrebbe incluso in esso un discorso di questo tipo rivolto a lui stesso.
E Allāh, gloria a Lui, Sia elevato, protegge i Suoi Messaggeri dagli uomini. E disse Allāh, Sia elevato: "O Messaggero, riferisci ciò che è stato fatto scendere su di te da parte del tuo Signore, e se non lo farai, allora non avrai trasmesso il Suo messaggio! E Allāh ti preserverà dalla gente, invero Allāh non guida un popolo di miscredenti" [Sūrat al-Māʾidah: 67]. E disse Allāh, Sia elevato: "E recita loro la storia di Noè, quando disse al suo popolo: «O popol mio, se la mia presenza e il mio rammentarvi dei segni di Allāh vi è gravoso, ebbene io confido in Allāh. Addivenite alla vostra delibera assieme ai vostri soci e che la vostra questione non sia occulta. Dopodiché, decretate [ciò] contro di me e non datemi tregua" [Sūrat Yūnus: 71]. E disse Allāh, Sia elevato, riportando le parole di Mosè, su di lui la pace: "Dissero: «Nostro Signore, invero temiamo che ci si avventi contro o che sia tracotante». Disse: «Non temete, invero Io sono con voi: ascolto e osservo" [Sūrat Ṭā-hā: 45-46]. Allāh–Sia elevato–ha dunque chiarito che Egli protegge i Suoi Messaggeri–su di loro la pace–dai loro nemici, sicché non possano recar loro alcun male. E il Vero—gloria a Lui, Sia elevato—ha informato che Egli protegge la Sua Rivelazione, cosicché nulla vi sia aggiunto né sottratto. Come disse Allāh, Sia elevato: "Invero, siamo Noi che abbiamo fatto discendere il Ricordo ed invero Noi saremo i suoi Custodi!" [Sūrat al-Ḥijr: 9].
I Profeti, pace su di loro, sono immuni da tutto ciò che contraddice la ragione o l'etica; disse Allāh elogiando il Suo Profeta Muḥammad: "E in verità, tu sei di una grandiosa moralità". [Sūrat al-Qalam: 4]. E disse anche di lui: "E il vostro compagno non è un folle" [Sūrat at-Takwīr: 22]. E ciò affinché potessero adempiere al messaggio nel migliore dei modi. I Profeti, su di loro la pace, sono coloro che sono incaricati di trasmettere i comandi di Allāh ai Suoi servi; non possiedono nulla degli attributi della Signoria (rubūbiyyah) o della Deità (ulūhiyyah). Piuttosto, sono esseri umani come gli altri, ai quali Allāh rivela i Suoi messaggi. Disse Allāh, Sia elevato: "Dissero i loro Messaggeri: «Non siamo che degli esseri umani come voi, ma Allāh riversa la Sua grazia su chi vuole dei Suoi servi. Non ci è dato recarvi una prova se non col permesso di Allāh, e solo ad Allāh si affidino i credenti" [Sūrat Ibrāhim: 11]. E disse Allāh, Sia elevato, ordinando al Suo Messaggero Muḥammad ﷺ di comunicare al suo popolo: "Di’: «Invero, io non sono che un essere umano al pari di voi. Mi è stato rivelato che invero il vostro Dio è un Unico Dio: chi dunque spera nell'incontro col suo Signore, che compia opere buone e non associ alcunché all’adorazione del suo Signore»" [Sūrat al-Kahf: 110].
23- L'Islam invita ad adorare Allāh, unicamente, attraverso i grandi pilastri dell'adorazione, che sono: La preghiera, che consiste nell'alzarsi, inchinarsi e prosternarsi, nel ricordare Allāh, lodarlo e invocarlo. L'essere umano la esegue cinque volte, ogni giorno. In essa scompaiono le differenze: il ricco e il povero, il capo e il subordinato stanno in un unico rango nella preghiera. L'imposta purificatoria (zakāh), che è una modesta quantità di denaro–secondo le condizioni e le misure che Allāh ha stabilito–obbligatoria sui beni dei ricchi, da destinare ai poveri e ad altri [beneficiari], una volta all'anno. Il digiuno, che consiste nell'astenersi da ciò che invalida il digiuno durante le giornate del mese di Ramaḍān. Esso educa la volontà e la pazienza. Il pellegrinaggio, che consiste nel recarsi alla Sacra Casa di Allāh alla Mecca, una volta nella vita, per chi ne ha la possibilità e i mezzi. In questo pellegrinaggio tutti sono uguali nel rivolgersi al Creatore–Egli sia glorificato–e in esso scompaiono le differenze e le appartenenze.
"L'Islam invita ad adorare Allāh attraverso i grandi atti di culto e attraverso altri atti di culto. Questi grandi atti di culto sono stati resi obbligatori da Allāh a tutti i Profeti e i Messaggeri, sia concessa loro la preghiera e la pace. I più grandi atti di culto sono:
a) Allāh ha prescritto la preghiera ai musulmani così come l'ha prescritta a tutti gli altri profeti e messaggeri, su di loro la preghiera e la pace. E Allāh ordinò al Suo profeta, l'amico intimo Abramo, su di lui la pace, di purificare la Sua Casa per quelli che vi compiono la circumambulazione, per coloro che vi pregano, per coloro che vi si inchinano e vi si prosternano. Disse Allāh, Sia elevato: "E quando rendemmo la Casa un ritrovo e rifugio per la gente: «Prendete come luogo di preghiera il sito di Abramo». E stabilimmo un patto ad Abramo e Ismaele affinché purificassero la Mia Casa per quelli che la circumambuleranno, quelli che vi si segregheranno e quelli che si inchineranno e prosterneranno" [Sūrat al-Baqarah: 125]. E Allāh la rese obbligatoria per Mosé—su di lui la pace—nel Suo primo richiamo a lui; disse Allāh, Sia elevato: "In verità, Io sono il tuo Signore. Rimuovi i calzari, invero sei nella valle sacra di Ṭuwā. Io ti ho prescelto, ascolta dunque ciò che viene rivelato: invero Io sono Allāh, non v’è divinità all’infuori di Me: adorami dunque e assolvi la preghiera in Mio ricordo" [Sūrat Ṭā-hā: 12-14]. E il Messia Gesù–su di lui la pace–informò che Allāh gli ordinò la preghiera e l'imposta purificatoria, e disse, come informò Allāh, Sia elevato: "Mi ha reso benedetto ovunque io sia, mi ha ingiunto la preghiera e l'imposta purificatoria finché avrò vita". [Sūrat Mariam: 31]. La preghiera nell'Islam consiste nella postura eretta, nell'inchino, nella prosternazione, nel Ricordo di Allāh, nella lode a Lui e nella supplica, che l'uomo compie cinque volte ogni giorno. Allāh, Sia elevato, disse: "Osservate con diligenza le preghiere e [in particolare] quella mediana, e volgetevi ritti ad Allāh, devotamente obbedienti" [Sūrat al-Baqarah: 238]. E disse Allāh, Sia elevato: "Assolvi alla preghiera dal declinar del sole fino all’oscurità della notte, e [l'orazione] della recitazione dell’alba: invero essa suole esser presenziata [dagli angeli]" [Sūrat al-Isrāʾ: 78]. E disse il Profeta ﷺ: «Quanto all'inchino, glorificate in esso il Signore–il Potente, il Maestoso–. Quanto alla prosternazione, impegnatevi nell'invocazione, ché è ben probabile che vi sia esaudita». "Ṣaḥīḥ Muslim".
b) L'imposta purificatoria (zakāh). Allāh l'ha prescritta per i musulmani come la prescrisse per i Profeti e i Messaggeri precedenti–su di loro la preghiera e la pace. Essa è una modesta quantità di denaro, secondo le condizioni e le misure che Allāh ha stabilito, obbligatoria sui beni degli abbienti, da dare ai poveri e ad altri [beneficiari] una volta all'anno. Allāh, Sia elevato, disse: "Preleva [o Profeta] dai loro beni un'elemosina che li purifichi e li accresca, e prega per loro. Invero le tue preghiere sono una rassicurazione per loro. E Allāh è Audiente, Sapiente" [Sūrat at-Tawbah: 103]. E quando il Profeta ﷺ inviò Muʿadh—che Allāh sia soddisfatto di lui—nello Yemen, gli disse: «Invero giungerai presso un popolo della Gente del Libro. Invitali ad attestare che non v'è altro dio autentico all'infuori di Allāh, e che io sono Messaggero di Allāh. Se ti obbediscono in questo, allora informali che Allāh—il Potente il Maestoso—ha stabilito per loro cinque preghiere in ogni dì e notte. Se obbediscono in questo, allora informali che Allāh—il Potente il Maestoso—ha stabilito per loro un'elemosina rituale sui loro beni, che viene prelevata dai loro ricchi e consegnata ai loro poveri. Se ti obbediscono [anche] in questo, allora guardati dalle parti più preziose dei loro beni, e temi la supplica dell'oppresso, ché non v'è tra essa ed Allāh—il Potente il Maestoso—alcun velo», riportato da at-Tirmidhī (n. 625).
c) Il digiuno (ṣawm). Allāh, Sia elevato, ha prescritto il digiuno ai musulmani, così come lo prescrisse ai Profeti e ai Messaggeri precedenti, sia concessa loro la preghiera e la pace. Allāh, Sia elevato, disse: "O voi che avete creduto, vi è prescritto il digiuno come fu prescritto a coloro che vi precedettero, affinché possiate essere timorati" [Sūrat al-Baqarah: 183]. Esso è: l'astensione dalle cose invalidanti [del digiuno] durante il giorno del mese di Ramaḍān, e il digiuno educa nell'animo la volontà e la pazienza. Disse [il Profeta] ﷺ: «Disse Allāh–il Possente, il Maestoso–: Il digiuno è rivolto a Me e sarò Io a darne la ricompensa. Egli abbandona il suo desiderio, il suo cibo e la sua bevanda per amor Mio. E il digiuno è una protezione. Per colui che digiuna vi sono due gioie: una gioia quando rompe il digiuno e una gioia quando incontrerà il suo Signore». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 7492).
d) Il Pellegrinaggio (ḥajj). Allāh lo ha prescritto per i musulmani, così come lo prescrisse per i Profeti e i Messaggeri precedenti, sia concessa loro la preghiera e la pace. E Allāh ordinò al Suo profeta Abramo, l'Amico intimo, su di lui la pace, di richiamare al Pellegrinaggio. Disse Allāh, Sia elevato: "E richiama le genti al Pellegrinaggio: giungeranno a te a piedi, su ogni cammello emaciato e da ogni valico remoto" [Sūrat al-Ḥajj: 27]. E Allāh ordinò a lui di purificare l'Antica Casa per i pellegrini; come Allāh, Sia elevato, disse: "E quando indicammo ad Abramo il luogo della Casa: «Non associare alcuno a Me, e purifica la Mia Casa per coloro che circumambulano e per gli [oranti] ritti, coloro che si inchinano e si prosternano»" [Sūrat al-Ḥajj: 26].
E il Pellegrinaggio consiste nel recarsi alla Sacra Casa di Allāh a Mecca per compiervi riti specifici, una volta nella vita, per chi ne ha la capacità e i mezzi. Allāh, Sia elevato, disse: "È un dovere per la gente il Pellegrinaggio per Allāh alla Casa, per coloro che ne hanno la possibilità. E chi rinnega, allora invero Allāh è Indipendente dal creato" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 97]. Nel Pellegrinaggio i pellegrini musulmani si riuniscono in un unico luogo, dedicando un'adorazione sincera al Creatore, gloria a Lui. Tutti i pellegrini eseguono i riti del pellegrinaggio in modo identico, cosicché scompaiono le differenze di ambiente, cultura e condizione economica.
24- Una delle maggiori caratteristiche dell'adorazione nell'Islam è che i suoi modi, tempi e condizioni sono stati prescritti da Allāh–gloria a lui, Sia elevato–e sono stati trasmessi dal Suo Messaggero ﷺ, e nessun essere umano ha alterato, aggiunto o sottratto ad essa fino ad oggi. E tutti i Profeti, su di loro la pace, hanno invitato questi grandi atti di culto.
Una delle maggiori caratteristiche dell'adorazione nell'Islām è che i suoi modi, tempi e condizioni sono stati prescritti da Allāh—Sia elevato—, che li ha comunicati al Suo Messaggero ﷺ e nessun essere umano ha alterato, aggiunto o sottratto ad essa fino ad oggi. Disse [Allāh], Sia elevato: "Oggi ho perfezionato per voi la vostra religione, ho completato su di voi la Mia grazia e mi sono compiaciuto dell’Islam come religione per voi" [Sūrat al-Māʾidah: 3]. E disse Allāh, Sia elevato: "Tieni saldo ciò che ti è stato rivelato. In verità, sei su una via retta" [Sūrat az-Zukhruf: 43]. E disse Allāh, Sia elevato, riguardo alla preghiera: "Quando poi avrete terminato la preghiera, rimembrate Allāh in piedi, seduti e [stesi] sui fianchi, e quando poi sarete al sicuro, osservate la preghiera [normalmente]: invero la preghiera è prescritta per i credenti in tempi precisi" [Sūrat an-Nisāʾ: 103]. E disse Allāh, Sia elevato, riguardo a chi può beneficiare dell'imposta purificatoria: "Invero le elemosine [obbligatorie] sono destinate ai poveri, ai bisognosi, agli addetti alla loro gestione, a coloro i cui cuori sono propensi [all'Islam], ai riscatti, ai debitori insolventi, per la causa di Allāh e per i viandanti. Un obbligo [imposto] da Allāh. E Allāh è Sapiente, Saggio" [Sūrat at-Tawbah: 60]. E disse Allāh, Sia elevato, riguardo al digiuno: "È il mese di Ramaḍān quello in cui è stato fatto discendere il Corano: guida per gli uomini, prove evidenti di guida e Discernimento. Chi di voi testimoni [l'inizio] del mese che digiuni, e chi è malato o in viaggio, lo faccia in seguito per altrettanti giorni: Allāh vuole per voi la facilità, non vuole la difficoltà, così che possiate completare il periodo e magnificare Allāh per ciò a cui vi ha guidato e affinché siate riconoscenti" [Sūrat al-Baqarah: 185]. E disse Allāh, Sia elevato, riguardo al Pellegrinaggio: "Il Pellegrinaggio è nei mesi noti, dunque chi si sia imposto il Pellegrinaggio in essi non accosti [le donne], e niente dissolutezza o litigi durante il Pellegrinaggio. Ogni bene che operate, Allāh lo conosce. E fate provviste, ma invero la miglior provvista è il timore. TemeteMi dunque, o voi dotati di senno!" [Sūrat al-Baqarah: 197]. E tutti i Profeti, pace su di loro, hanno invitato a tutte queste grandi atti di culto:
25- Il Messaggero dell'Islam è Muḥammad ibn ʿAbd Allāh, della discendenza di Ismaele figlio di Abramo, su di loro la pace. Nacque alla Mecca nell'anno 571 d.C., vi fu inviato come profeta, emigrò a Medina. Non partecipò con il suo popolo alle pratiche pagane, ma condivideva con loro le azioni nobili. Possedeva una moralità immensa già prima della sua missione profetica, e il suo popolo lo chiamava "al-Amīn" (il Fidato). Allāh lo inviò come Profeta quando raggiunse i quarant'anni, e lo sostenne con grandi miracoli, il più grande dei quali è il Nobile Corano, che è il più grande dei segni dei profeti ed è il segno dei profeti che permane fino ad oggi. E dopo che Allāh completò per lui la religione ed egli la trasmise con perfezione, morì all'età di sessantatré anni e fu sepolto a Medina ﷺ. Il Messaggero Muḥammad ﷺ è il sigillo dei Profeti e dei Messaggeri. Allāh lo inviò con la retta guida e la religione della verità per far uscire gli uomini dalle tenebre del politeismo, della miscredenza e dell'ignoranza verso la luce dell'unicità divina e della fede. E Allāh stesso testimoniò che lo inviò come chiamato a Lui con il Suo permesso.
Il Messaggero dell'Islam è Muḥammad ibn ʿAbd Allāh, della discendenza di Ismaele figlio di Abramo, su di lui la pace. Nacque alla Mecca nell'anno 571 d.C., vi fu inviato come profeta ed emigrò a Medina. Il suo popolo lo chiamava "al-Amīn" (il Fidato). Non partecipò con il suo popolo alle pratiche pagane, ma condivideva con loro le azioni nobili. Possedeva una moralità immensa già prima della sua missione profetica, e il suo Signore lo descrisse come dotato di moralità immensa. Allāh, Sia elevato, disse a suo riguardo: "E in verità sei di un carattere nobile" [Sūrat al-Qalam: 4]. Allāh lo inviò come Profeta quando raggiunse i quarant'anni e lo sostenne con grandiosi miracoli, il più grande dei quali è il Nobile Corano. Disse il Suo Messaggero ﷺ: «Non vi è alcun Profeta tra i Profeti a cui non sia stato concesso qualcosa [di miracoloso] in virtù del quale gli esseri umani hanno creduto; e invero, ciò che mi è stato concesso non è che una Rivelazione che Allāh mi ha rivelato. Dunque spero di essere quello con il maggior numero di seguaci nel Giorno della Resurrezione», [riportato nel] "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri". Il Nobile Corano è la Rivelazione di Allāh al Suo Messaggero ﷺ. Disse Allāh a proposito di esso: "Quella è la Scrittura su cui non vi è dubbio, una guida per i timorati" [Sūrat al-Baqarah: 2]. E disse Allāh, Sia elevato, in esso: "Non meditano dunque sul Corano? E se provenisse da altri che Allāh vi avrebbero trovato numerose contraddizioni" [Sūrat an-Nisāʾ: 82]. E Allāh sfidò i demoni e gli uomini a redigere qualcosa di simile, infatti Allāh disse: "Di’: «Seppure si riunissero, uomini e genii, per recare un simile di questo Corano, non riuscirebbero a recarne un simile, dovessero anche spalleggiarsi gli uni con gli altri»." [Sūrat al-Isrāʾ: 88]. E Allāh li sfidò a redigere dieci "sure" (capitoli) simili ad esso. Come disse Allāh, Sia elevato: "O forse dicono: «Lo ha inventato!». Di’: «Recate dunque dieci sure simili inventate, e chiamate ad assistervi chiunque possiate all'infuori di Allāh, se siete veritieri»" [Sūrat Hūd: 13]. Anzi, Allāh sfidò loro a redigere una sola "sura" simile, infatti disse Allāh, Sia elevato: "E se dubitate di ciò che abbiamo fatto discendere sul Nostro servo, recate dunque una sūra simile, e chiamate i vostri testimoni all’infuori di Allāh, se siete veritieri" [Sūrat al-Baqarah: 23].
Il Nobile Corano è l'unica evidenza permanente tra le evidenze dei Profeti sino ad oggi. E dopo che Allāh ebbe completato la religione per il Messaggero ﷺ e che questi l'ebbe riferita nel modo più completo, il Messaggero ﷺ morì all'età di sessantatré anni e fu sepolto nella Città Profetica.
Il Messaggero Muḥammad ﷺ è il sigillo dei profeti e dei messaggeri. Disse Allāh, Sia elevato: "Muḥammad non è padre di nessuno dei vostri uomini, ma è il Messaggero di Allāh e il sigillo dei Profeti. E Allāh è Onnisciente". [Sūrat al-Aḥzāb: 40]. Abū Hurayrah, Allāh si compiaccia di lui, riferì che il Messaggero di Allāh ﷺ disse: «La mia parabola e quella dei Profeti che mi hanno preceduto è come quella di un uomo che costruì una casa, la rese bella e graziosa, tranne il posto di un mattone in un angolo. La gente vi girava intorno, la ammirava e diceva: "Perché mai non è stato posato questo mattone?!". Egli disse: "Io sono quel mattone, e io sono il Sigillo dei Profeti"», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri". E nel Vangelo, il Messia Gesù–su di lui la pace–disse, annunciando la buona novella del Messaggero Muḥammad ﷺ: «La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare, non avete mai letto nelle Scritture: Gesù disse loro, questo è da parte del Signore, ed è meraviglioso ai nostri occhi». E nel Libro della Torah esistente oggi, è riportata la parola di Allāh a Mosè, pace su di lui: «Susciterò per loro un Profeta in mezzo ai loro fratelli, simile a te, e porrò le mie parole nella sua bocca, ed egli parlerà loro di tutto ciò che gli comanderò».
E il Messaggero Muḥammad ﷺ è stato inviato da Allāh con la retta guida e la Religione della verità, e Allāh è stato testimone per lui che egli è sulla verità e che lo ha inviato in qualità di richiamante a Lui, con il Suo permesso. Allāh, Sia elevato, disse: "Ma Allāh è testimone di ciò che ha fatto discendere su di te, lo ha fatto discendere con la Sua sapienza, e [anche] gli angeli ne sono testimoni. E basta Allāh come testimone" [Sūrat an-Nisāʾ: 166]. E disse Allāh, Sia elevato: "Egli è Colui Che ha inviò il Suo messaggero con la guida e la religione della verità, per farla trionfare su ogni altra religione. E basta Allāh come testimone" [Sūrat al-Fatḥ: 28]. Allāh lo inviò con la Retta Guida per far uscire gli uomini dall'oscurità dell'idolatria, della miscredenza e dell'ignoranza verso la luce del puro monoteismo e della fede. Disse Allāh, Sia elevato: "Con cui Allāh guida coloro che ricercano il Suo compiacimento sulle vie della salvezza, li trae dall'oscurità verso la luce col Suo permesso e li guida alla retta via" [Sūrat al-Māʾidah: 16]. E disse Allāh, Sia elevato: "Alif, Lām, Rā. [Questa è] una Scrittura che abbiamo fatto discendere su di te per trarre la gente dalle tenebre alla luce – col permesso del loro Signore – verso il sentiero del Possente, il Lodevole" [Sūrat Ibrāhim: 1].
26. La Legge islamica portata dal Messaggero Muḥammad ﷺ è il l’ultimo dei messaggi divini e delle Leggi del Signore. È una legge perfetta, e in essa risiede la rettitudine della religione degli uomini e dei loro affari mondani. Essa preserva, in primo luogo: la religione degli uomini, i loro sangue, i loro beni, le loro menti e le loro prole. Ed essa abroga ogni legge precedente, così come le leggi precedenti abrogavano altre.
La legge islamica portata dal Messaggero Muḥammad ﷺ è il sigillo dei Messaggi divini e delle Leggi del Signore. Con questo messaggio Allāh ha completato la religione e ha reso perfetta la grazia sugli uomini attraverso l'invio del Messaggero Muḥammad ﷺ. Allāh, Sia elevato, disse: "Oggi ho perfezionato per voi la vostra religione, ho completato su di voi la Mia grazia e mi sono compiaciuto dell’Islam come religione per voi" [Sūrat al-Māʾidah: 3].
La Legge islamica è una Legge perfetta, e in essa risiede la rettitudine della religione degli uomini e dei loro affari mondani, perché ha riunito tutto ciò che era nelle Leggi precedenti, le ha completate e perfezionate. Allāh, Sia elevato, disse: "Invero, questo Corano guida a ciò che è più retto e reca la buona novella ai credenti—coloro che hanno creduto e compiuto buone opere—che per loro vi sarà un'immensa ricompensa" [Sūrat al-Isrāʾ: 9]. La legge islamica ha rimosso dall'umanità i fardelli che vi erano nelle comunità precedenti, disse Allāh, Sia elevato: "Coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano descritto nella Torāh e nel Vangelo, che comanda loro il buon costume e dissuade loro dal riprovevole, che rende loro lecite le cose buone e interdice a loro quelle cattive, e li sgrava dal loro fardello e dalle restrizioni che li opprimevano; coloro dunque che avranno creduto in lui, l'avranno onorato, sostenuto e avranno seguito la Luce che è stata fatta discendere con lui, saranno quelli i prosperanti" [Sūrat al-Aʿrāf: 157].
La Legge dell'Islam abroga tutte le leggi precedenti, come disse Allāh, Sia elevato: "E abbiamo fatto discendere su di te la Scrittura con la verità, a conferma di ciò che l’ha preceduta della Scrittura e criterio per essa. Giudica dunque tra loro secondo ciò che ha fatto discendere Allāh, e non seguire le loro passioni invece di ciò che ti è giunto della verità. Per tutti voi abbiamo disposto un ordinamento e un metodo, e se Allāh avesse voluto, avrebbe fatto di voi un'unica comunità, ma invece vuole mettervi alla prova con ciò che vi ha recato, perciò concorrete nelle opere di bene. Ad Allāh farete ritorno tutti, e vi informerà di ciò su cui differivate" [Sūrat Al-Māʾidah: 48]. Il Nobile Corano, che include la Legislazione, è giunto a conferma delle Scritture divine che lo hanno preceduto, dominante su di essi e loro abrogante definitivo.
27- E Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—non accetta una religione diversa dall'Islām con cui è giunto il Messaggero Muḥammad ﷺ, e chiunque abbracci una religione diversa dall'Islam, questa non sarà accettata.
Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—non accetta, dopo la missione di Muḥammad ﷺ una religione diversa dall'Islām con cui è giunto il Messaggero Muḥammad ﷺ. E chiunque cerchi una religione diversa dall'Islam, questa non sarà accettata. Disse Allāh, Sia elevato: "E chi ricerca una religione diversa dall'Islam, non gli verrà accettato e nell'Aldilà sarà tra i perdenti" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 85]. Disse Allāh, Sia elevato: "Invero la Religione presso Allāh è l’Islam. E non differirono coloro a cui fu dato la Scrittura se non dopo che giunse loro la sapienza, per ostilità reciproca. E chi rinnega i versetti di Allāh, [sappia che] invero Allāh è rapido al conto" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 19]. Questo Islam è la religione di Abramo, l'Amico intimo, su di lui la pace. Disse Allāh, Sia elevato: "E chi mai abbandonerebbe la dottrina di Abramo, se non chi è stolto verso sé stesso? In verità l’abbiamo prescelto in questo mondo e di certo sarà tra i pii nell'Aldilà" [Sūrat al-Baqarah: 130]. Disse Allāh, Sia elevato: "E chi è migliore nella religione di chi sottomette il volto ad Allāh, è pio e segue la fede di Abramo, puro monoteista? E Allāh prescelse Abramo come prediletto" [Sūrat an-Nisāʾ: 125]. E Allāh ordinò al Messaggero Muḥammad ﷺ di dire: "Di’: «Invero il mio Signore mi ha guidato a una retta via, una religione giusta, alla dottrina di Abramo: puro monoteista, e non fu tra gli idolatri»" [Sūrat al-Anʿām: 161].
28. Il Nobile Corano è la Scrittura che Allāh rivelò al Messaggero Muḥammad ﷺ ed è la Parola del Signore dei mondi. Allāh ha sfidato gli uomini e i genii a produrre un suo simile o una capitolo simile, e la sfida rimane aperta fino ad oggi. Il Nobile Corano risponde a molte domande importanti che sconcertano milioni di persone. Il Nobile Corano è preservato fino ad oggi nella lingua araba in cui è stato rivelato; non ne è stata persa una sola lettera, ed è stampato e diffuso. È un Libro grandioso e miracoloso, degno di essere letto o di leggerne la traduzione dei suoi significati. Allo stesso modo, la Tradizione del Messaggero Muḥammad ﷺ, i suoi insegnamenti e la sua biografia sono preservati e trasmessi attraverso una catena di trasmettitori affidabili, sono stampati nella lingua araba in cui il Messaggero ﷺ parlava, e sono tradotti in molte lingue. Il Nobile Corano e la Tradizione del Messaggero di Allāh ﷺ sono l'unica fonte per le norme e le Leggi dell'Islam. L'Islam non si prende dalle azioni degli individui che vi sono associati, ma si prende dalla rivelazione divina: il Nobile Corano e la Tradizione profetica.
Il Nobile Corano è il libro che Allāh rivelò al Messaggero arabo, Muḥammad ﷺ, in lingua araba, ed è la Parola del Signore dei mondi. Disse Allāh, Sia elevato: "E invero, esso è Rivelazione del Signore dei mondi, con cui è disceso lo Spirito fidato sul tuo cuore, affinché fossi tra gli ammonitori, in lingua araba esplicita" [Sūrat ash-Shuʿarāʾ: 192-195]. E disse Allāh, Sia elevato: "E invero, ti giunge il Corano da parte di un Saggio, Sapiente" [Sūrat an-Naml: 6]. E questo Corano è stato rivelato da Allāh ed è una conferma delle Scritture divine che lo hanno preceduto. Disse Allāh, Sia elevato: "Questo Corano non potrebbe essere stato prodotto da altri che Allāh. È anzi una conferma di ciò che lo ha preceduto e un'esplicazione delle Scritture sui cui non v'è dubbio, da parte del Signore dei Mondi" [Sūrat Yūnus: 37]. E il Nobile Corano dirime la maggior parte delle questioni su cui gli Ebrei e i Nazareni hanno discordato nella loro religione. Disse Allāh, Sia elevato: "Invero, questo Corano riporta ai figli d'Israele gran parte di ciò su cui differiscono" [Sūrat an-Naml: 76]. Il Nobile Corano contiene prove e dimostrazioni sufficienti a stabilire l'argomento decisivo contro tutta l'umanità per la conoscenza delle verità riguardanti Allāh, gloria a Lui e Sia elevato, la Sua religione e la Sua ricompensa. Disse Allāh, Sia elevato: "E certamente proponiamo agli uomini in questo Corano esempi di ogni genere, affinché riflettano" [Sūrat az-Zumar: 27]. Disse Allāh, Sia elevato: "E abbiamo fatto discendere su di te la Scrittura a chiarimento d'ogni cosa: una guida, misericordia e lieta novella per i musulmani" [Sūrat an-Naḥl: 89].
Il Nobile Corano risponde a molte domande importanti che sconcertano milioni di persone; il Nobile Corano, infatti, chiarisce come Allāh creò i cieli e la terra. Disse Allāh, Sia elevato: "Non vedono forse i miscredenti che i cieli e la terra solevano essere un'unità e poi li separammo? E che dall'acqua facemmo ogni cosa vivente? Non crederanno allora?" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 30]. E come Allah creò l'uomo? Disse [Allāh], Sia elevato: "O gente, se siete in dubbio a proposito della Resurrezione, [sappiate] dunque che, invero, vi abbiamo creati dalla polvere, poi da una stilla di liquido [seminale], poi da un coagulo, poi da un boccone [di carne]–parte formato e parte informe–per manifestarvi [la Nostra potenza]. E facciamo stabilire nei grembi ciò che Noi vogliamo fino a un termine prefissato, poi ve ne traiamo infanti, affinché in seguito raggiungiate la maturità. E tra voi v’è chi diparte [anzitempo] e chi viene rimandato all'età più grama, sì che non sappia più nulla dopo aver saputo. [Allo stesso modo] vedi il terreno arido, ma quando vi facciamo discendere sopra l'acqua si smuove, si solleva e fa germogliare bellezze d'ogni genere" [al-Ḥajj: 5]. E quale sarà la sua destinazione e quale sarà la ricompensa del virtuoso e del malvagio dopo questa vita? Le prove su questa questione sono già state menzionate nel punto numero venti. E questo universo è venuto all'esistenza per caso o è stato creato per un nobile scopo? Disse Allāh, Sia elevato: "O non contemplano il Regno dei cieli e della terra e le cose che Allāh ha creato, e che forse il loro termine si approssima? In quale narrazione crederanno mai, se non questa?" [Sūrat al-Aʿrāf: 185]. E disse Allāh, Sia elevato: "O pensavate forse che vi avessimo creato invano, e che non sareste stati a Noi ricondotti?»" [Sūrat al-Muʾminūn: 115].
E il Nobile Corano è stato conservato fino ad oggi nella lingua con cui è stato rivelato. Allāh, Sia elevato, disse: "Invero siamo Noi che abbiamo fatto discendere il Ricordo ed invero Noi saremo i suoi Custodi!" [Sūrat Al-Ḥijr: 9]. Non ne è stata omessa alcuna lettera, ed è impossibile che in esso vi sia contraddizione, omissione o alterazione; Allāh, Sia elevato, disse: "Non meditano dunque sul Corano? E se provenisse da altri che Allāh vi avrebbero trovato numerose contraddizioni" [Sūrat an-Nisāʾ: 82]. Esso è stampato e pubblicato. È un Libro grandioso e miracoloso, degno di essere letto, ascoltato, o di leggerne la traduzione dei suoi significati. Allo stesso modo, la Tradizione del Messaggero Muḥammad ﷺ, i suoi insegnamenti e la sua biografia sono preservati e trasmessi attraverso una catena di trasmettitori affidabili; sono stampati nella lingua araba con cui il Messaggero ﷺ parlava, e sono tradotti in molte lingue. Il Nobile Corano e la Tradizione del Messaggero di Allāh ﷺ sono l'unica fonte per le norme e le leggi dell'Islam. L'Islam, infatti, non si prende dalle azioni degli individui che vi sono aderiscono, ma si prende dalla Rivelazione divina infallibile: il Nobile Corano e la Tradizione profetica. Disse Allāh, Sia elevato: "In verità, coloro che rinnegarono il Monito quando giunse loro, [sappiano che] esso è un Libro potente. La falsità non può giungervi né davanti né dietro. È una Rivelazione di un Saggio, Degno di lode" [Sūrat Fuṣṣilat: 41-42]. E disse Allāh, Sia elevato, a proposito della TradIzione profetica e del fatto che essa sia una Rivelazione da parte Sua: "E ciò che vi ha recato il Messaggero ﷺ prendetelo, e rinunciate a ciò da cui Lui vi dissuade, e temete Allāh: in verità Allāh è severo nel castigo" [Sūrat al-Ḥashr: 7].
29- L'Islām impone la benevlenza verso i genitori, anche se non musulmani, e di prendersi cura dei figli.
L'Islām impone la benevolenza verso i genitori. Allāh, Sia elevato, disse: "Chi segue la guida è a proprio vantaggio che la segue, e chi si svia è a proprio detrimento che si svia, e su nessuno graverà il fardello altrui. E non fummo mai castigatori prima dell'invio di un Messaggero" [Sūrat al-Isrāʾ: 23]. Allāh, Sia elevato, disse: "Abbiamo comandato all'uomo [la benevolenza] verso i suoi genitori. Sua madre lo portò [in grembo] con debolezza su debolezza, e il suo svezzamento avviene in due anni. [Dicendogli:] «Sii grato a Me e ai tuoi genitori. A Me è il destino finale»". [Sūrat Luqmān: 14]. Allāh, Sia elevato, disse: "E abbiamo raccomandato all’uomo benevolenza verso i genitori. Sua madre lo portò in grembo con sofferenza, e così lo partorì. La sua gestazione e svezzamento durarono trenta mesi, finché, giunto alla maturità e compiuti i quarant’anni, disse: “Mio Signore, ispirami come esserTi riconoscente per la grazia resa a me e ai miei genitori e e di compiere opere buone come Tu gradisci, e rendi retta la mia discendenza. In verità io sono tornato pentito a Te, e in verità sono tra i musulmani”. [Sūrat al-Aḥqāf: 15]. Abū Hurayrah, Allāh si compiaccia di lui, narrò: «Un uomo venne dal Messaggero di Allāh ﷺ e disse: "O Messaggero di Allāh, chi è la persona che ha più diritto alla mia buona compagnia?" Rispose: "Tua madre". Disse: "Poi chi?" Rispose: "Tua madre". Disse: "Poi chi?" Rispose: "Tua madre". Disse: "Poi chi?" Rispose: "Tuo padre"», "Ṣaḥīḥ Muslim".
E questo comando relativo alla raccomandazione verso i genitori vale sia che siano musulmani o non musulmani. Asmāʾ bint Abī Bakr, Allāh si compiaccia di lei, narrò: «Mia madre giunse [a Medina] quand'ancora era politeista, al tempo dei Quraysh e della loro tregua, quando essi avevano stipulato un patto con il Profeta ﷺ tramite suo figlio. Chiesi allora un parere al Profeta ﷺ e dissi: "Mia madre è giunta desiderosa [di vedermi]. Posso mantenere i legami con lei?". Rispose: "Sì, mantieni i legami con tua madre"», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri". Anzi, se i genitori cercassero e si adoperassero per far sì che il figlio si allontani dall'Islam verso la miscredenza, l'Islam gli ordina–in questa situazione–di non obbedire loro e di rimanere credente in Allāh, pur continuando a trattarli con benevolenza e gentilezza. Allāh, Sia elevato, disse: "Ma se essi ti dovessero costringere ad associare a Me ciò di cui non hai conoscenza, allora non obbedire loro. Ma accompagna loro nella vita terrena in modo conveniente. Segui la via di chi si volge pentito a Me. Poi a Me sarà il vostro ritorno, e vi informerò di ciò che facevate" [Sūrat Luqmān: 15].
Quindi l'Islam non vieta al musulmano di trattare bene i propri parenti, seppur idolatri, o anche coloro che non sono suoi parenti, finché non lo combattono. Allāh, Sia elevato, disse: "Allāh non vi vieta di essere buoni e giusti verso coloro che non vi hanno combattuto per la religione e non vi hanno scacciato dalle vostre case. In verità, Allāh ama coloro che sono equi" [Sūrat al-Mumtaḥanah: 8].
L'Islam comanda di prendersi cura dei figli. La cosa più importante che l'Islam comanda al padre è che insegni ai suoi figli i diritti che il loro Signore ha su di loro, come disse il Profeta ﷺ a suo cugino ʿAbd Allāh ibn ʿAbbās, che Allāh si compiaccia di entrambi: «O fanciullo, o giovanetto, vuoi che ti insegni alcune parole tramite le quali Allāh ti beneficerà?». Risposi: «Sì». Disse: "Temi Allāh ed Egli ti proteggerà; temi Allāh e Lo troverai davanti a te; riconosci Allāh nel benessere, e Lui ti riconoscerà incontro nel momento del bisogno; e quando chiedi, chiedi ad Allāh, e quando cerchi aiuto, cerca aiuto in Allāh», riportato da Aḥmad 4/287.
E Allāh ha prescritto ai genitori di insegnare ai propri figli ciò che è loro utile nelle questioni della loro religione e della loro vita terrena. Allāh, Sia elevato, disse: "O voi che avete creduto, preservate voi stessi e le vostre famiglie dal Fuoco il cui combustibile sono gli uomini e le pietre, vigilato da angeli potenti e severi, che non disobbediscono ad Allāh in ciò che comanda loro e fanno ciò che viene loro ordinato" [Sūrat At-Taḥrīm: 6]. E si tramanda da ʿAlī, Allāh si compiaccia di lui, riguardo alla Parola di [Allāh], Sia elevato: "Proteggete voi stessi e i vostri familiari dal Fuoco", disse: "Educateli, insegnate loro". E il Profeta ﷺ ordinò al padre di insegnare al figlio la preghiera affinché si abitui ad essa; e il Profeta ﷺ disse: «Ordinate ai vostri figli la preghiera al raggiungimento dei sette anni», riportato da Abu Dāwūd. E disse anche [il Profeta] ﷺ: «Ognuno di voi è dirigente ed ognuno di voi è responsabile di coloro che dirige; il sovrano è dirigente ed è responsabile di coloro che dirige, l’uomo è dirigente nella la sua famiglia ed è responsabile di coloro che dirige, la donna è dirigente nella casa del proprio marito ed è responsabile di coloro che dirige, e il servo è dirigente dei beni del proprio padrone ed è responsabile di ciò che dirige. Dunque ognuno di voi è dirigente e ognuno di voi è responsabile di ciò che dirige», "Ṣaḥīḥ Ibn Hibbān (n. 4490)".
L'Islām ha imposto al padre il sostentamento dei propri figli e della propria famiglia, e una parte di ciò è già stata menzionata nel diciottesimo paragrafo; e il Profeta ﷺ ha chiarito il merito del sostentamento dei figli dicendo: «Il migliore dinaro che un uomo spenda è un dinaro che egli spende per la sua famiglia a carico, e un dinaro che un uomo spende per la sua cavalcatura per la causa di Allāh, e un dinaro che egli spende per i suoi compagni sul sentiero di Allāh». Abū Qilābah disse: «Ha iniziato con la famiglia a carico» e poi Abū Qilābah commentò: «E qual uomo potrebbe avere una ricompensa maggiore di un uomo che spende per dei piccoli a carico, preservandoli dal bisogno, o che Allāh li benefici tramite lui e li renda autosufficienti?». "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 994).
30- L'Islam impone la giustizia nella parola e nell'azione, anche con i nemici.
Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—è caratterizzato dalla giustizia e dall'equità nelle Sue azioni e nelle Sue disposizioni tra i Suoi sudditi. Egli è su una retta via in ciò che comanda e vieta, e in ciò che crea e decreta. Allāh, Sia elevato, disse: "Allāh testimonia che non v'è divinità all'infuori di Lui, e così gli angeli e i detentori di sapienza, Colui che mantiene la giustizia. Non c'è divinità all'infuori di Lui, il Possente, il Saggio" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 18]. E Allāh ordina la giustizia, come disse Allāh, Sia elevato: "Di’: II mio Signore ha ordinato l'equità" [Sūrat al-Aʿrāf: 29]. E tutti i Messaggeri e i Profeti, sia concessa loro la preghiera e la pace, giunsero con la giustizia. Disse Allāh, Sia elevato: "Certamente inviammo i Nostri messaggeri con le prove evidenti e facemmo scendere con loro il Libro e la Bilancia, affinché gli uomini osservassero l'equità", [Sūrat al-Ḥadīd: 25]. La Bilancia è l'equità nelle parole e nelle azioni.
E l'Islam impone la giustizia nella parola e nell'azione, anche verso i nemici. Disse Allāh, Sia elevato: "O voi che avete creduto, siate paladini della giustizia, testimoni per Allāh, fosse anche contro voi stessi o i genitori o i parenti, ché se anche fossero ricchi o poveri, Allāh di entrambi [rimane] il miglior protettore. Pertanto, non seguite la passione a costo d'essere ingiusti, e se distorcerete o tratterrete [la testimonianza], invero Allāh è da sempre Consapevole di ciò che fate" [Sūrat an-Nisāʾ: 135]. E disse Allāh, Sia elevato: "E non vi spinga alla trasgressione l’odio per la gente che vi ha impedito la Sacra Moschea. Aiutatevi in pietà e timore, ma non aiutatevi nel peccato e nella trasgressione, e temete Allāh: invero Allāh è severo nella pena" [Sūrat al-Māʾidah: 2]. E disse Allāh, Sia elevato: "O voi che avete creduto siate paladini di Allāh e testimoni secondo giustizia, e non vi spinga l'odio per certa gente a non essere equi: siate equi che è più vicino al timore, e temete Allāh! invero Allāh è Consapevole di ciò che operate" [Sūrat al-Māʾidah: 8]. Puoi forse trovare oggi nelle leggi delle varie nazioni o nelle religioni degli uomini un comando simile, ossia testimoniare la verità e dire il giusto anche se ciò dovesse andare a proprio svantaggio o a svantaggio dei genitori e dei parenti più stretti, e l'ordine di essere equi sia con il nemico che con l'amico?
Il Profeta ﷺ ordinò la giustizia anche tra i figli: ʿĀmir narrò: «Ho sentito an-Nuʿmān ibn Bashīr, Allāh sia soddisfatto di lui e del padre, dire mentre era sul pulpito: Mio padre mi fece un dono. Allora ʿAmrah bint Rawāḥah (sua madre) disse: "Non accetterò finché non avrai preso come testimone il Messaggero di Allāh ﷺ". Allora Egli andò dal Messaggero di Allāh ﷺ e disse: "Ho dato a mio figlio, da parte di ʿAmrah bint Rawāḥah, un dono, ed ella mi ha ordinato di chiedere la tua testimonianza a riguardo, o Messaggero di Allāh". Egli chiese: "Hai dato agli altri tuoi figli qualcosa di simile?". Rispose: "No". Disse: "Allora temete Allāh e siate giusti tra i vostri figli!". Disse: "Allora egli tornò e revocò il dono"», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 2587).
Ciò poiché gli affari delle persone e degli stati non si mantengono se non con la giustizia, né le persone sono al sicuro riguardo alle loro religioni, al loro sangue, alla loro progenie, al loro onore, ai loro beni e alle loro patrie se non con la giustizia. Per questo motivo troviamo che il Profeta ﷺ, quando i miscredenti della Mecca vessarono i musulmani alla Mecca, ordinò loro di migrare in Abissinia; motivando ciò col fatto che in essa vi è un re equo, presso il quale nessuno subisce ingiustizia.
31. L'Islam impone la gentilezza verso tutta la creazione e invita ai buoni costumi e alle buone azioni.
Inoltre, esso impone la gentilezza verso tutta la creazione, come disse Allāh, Sia elevato: "Invero, Allāh ordina la giustizia e la beneficenza, e la carità verso i parenti, e dissuade dall'indecenza, dal riprovevole e dall'aggressione. Egli vi avverte affinché ve ne rammentate" [Sūrat an-Naḥl: 90]. E disse Allāh, Sia elevato: "Coloro che elargiscono in buona e cattiva sorte, che governano la collera e assolvono la gente. E Allāh ama i pii" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 134]. E disse il Profeta ﷺ: «In verità, Allāh ha prescritto l'eccellenza in ogni cosa. Quando uccidete, fatelo con eccellenza (verso l'animale), e quando sgozzate [l'animale] fatelo con accuratezza (verso di esso). Che ciascuno di voi affili la sua lama e faccia adagiare l'animale da sgozzare», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 1955).
L'Islam invita alle nobili virtù morali e alle eccellenti azioni. Allāh, Sia elevato, disse riguardo alla descrizione del Messaggero Muḥammad ﷺ nelle Scritture precedenti: "Coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano descritto nella Torāh e nel Vangelo, che comanda loro il buon costume e dissuade loro dal riprovevole, che rende loro lecite le cose buone e interdice a loro quelle cattive, e li sgrava dal loro fardello e dalle restrizioni che li opprimevano; coloro dunque che avranno creduto in lui, l'avranno onorato, sostenuto e avranno seguito la Luce che è stata fatta discendere con lui, saranno quelli i prosperanti". [Sūrat al-Aʿrāf: 157]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «O ʿĀʾishah, in verità Allāh è Compassionevole, ama la compassione, e concede per la compassione ciò che non concede per la violenza né per ciò che è diverso da essa», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 2593). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità Allāh vi ha proibito: la disobbedienza verso i genitori, seppellire vive le figlie, il rifiuto di dare [ciò che è dovuto] e il chiedere [ciò che non è dovuto], e ha disapprovato per voi i discorsi inutili, l’eccessivo chiedere e lo sperpero dei beni», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 2408). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Non entrerete in Paradiso finché non avrete fede, e non avrete fede finché non vi amerete gli uni con gli altri. Non volete che vi indichi qualcosa che, se farete, vi amerete? Diffondete il saluto tra di voi», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 54).
32- L'Islam comanda le qualità morali lodevoli, come: la veridicità, l'affidabilità, la castità, il pudore, il coraggio, la generosità, la magnanimità, l'aiuto al bisognoso, il soccorso dell'afflitto, il nutrire l'affamato, la buona vicinanza, il mantenimento dei legami di parentela e la clemenza verso gli animali.
L'Islām comanda qualità morali lodevoli, come disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Sono stato inviato solo per portare a compimento le virtù morali». "Ṣaḥīḥ al-Adab al-Mufrad" (n. 207). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, i più amati da me e i più vicini a me nel giorno della Resurrezione sono coloro che hanno le migliori virtù morali. In verità, i più odiati da me e i più lontani da me nel giorno della Resurrezione sono i loquaci, gli sproloquianti e gli arroganti. Allora dissero: "Conosciamo i loquaci e gli sproloquianti; ma chi sarebbero gli arroganti?". Rispose: "I superbi"», "as-Silsilah aṣ-Ṣaḥīḥah" (n. 791). ʿAbd Allāh ibn ʿAmr, Allāh si compiaccia di lui e del padre, narrò: "Il Profeta ﷺ non era volgare né osceno, e soleva dire: «In verità, i migliori tra voi sono quelli che hanno le migliori virtù morali»", "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 3559). Oltre ad altri versetti e detti profetici i quali indicano che l'Islam esorta ai virtù morali e alle opere eccellenti in generale.
E tra ciò che l'Islam ordina: la sincerità. Come disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Attenetevi alla sincerità! In verità, la sincerità conduce alla pietà, e in verità la pietà conduce al Paradiso. L'uomo non cessa di dire la verità e di ricercare la sincerità fino a che non venga scritto presso Allāh come sincero», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 2607).
Tra le cose che l'Islam comanda vi è la restituzione dei depositi (adāʾ al-amānah), come disse Allāh, Sia elevato: "Invero Allāh vi ordina di rendere i depositi ai proprietari e, se giudicate tra la gente, fatelo con giustizia. Quanto è eccellente ciò a cui Allāh vi esorta! Invero Allāh è Audiente, Veggente" [Sūrat an-Nisāʾ: 58].
E tra ciò che l'Islam ordina: la castità. Disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Tre [persone] hanno diritto all'aiuto di Allāh, e menzionò tra questi: colui che si sposa desiderando la castità», "Sunan at-Tirmidhi" (n. 1655). E il Profeta ﷺ, tra le sue invocazioni egli soleva dire: «O Allāh, Ti chiedo la guida, la rettitudine, la castità e l’autosufficienza», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 2721).
E tra ciò che l'Islam comanda vi è la modestia. Il Messaggero di Allāh ﷺ disse: «La modestia porta solo il bene», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6117). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Ogni religione ha una sua virtù caratteristica; e la virtù caratteristica dell'Islam è il pudore», Riportato da al-Bayhaqī in "Shuʿab al-imān" 6/2619.
E tra ciò che l'Islam ordina vi è il coraggio; e si tramanda che Anas, Allāh si compiaccia di lui, disse: «Il Profeta ﷺ era il più bello degli uomini, il più coraggioso degli uomini e il più generoso degli uomini. Una volta gli abitanti di Medina furono presi dal panico, e il Profeta ﷺ li precedette su un cavallo». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 2820). Il Messaggero di Allāh ﷺ cercava la protezione di Allāh dalla codardia e diceva: «O Allāh, mi rifugio in Te contro la codardia». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6374).
E tra ciò che l'Islam ordina vi sono l'elargizione e la generosità. Disse Allāh, Sia elevato: "La parabola di quelli che elargiscono i loro beni per la causa di Allāh è come quella di un chicco di grano che ha germogliato sette spighe: in ogni spiga cento chicchi. E Allāh moltiplica a chi vuole. Allāh è Immenso, Sapiente". [Sūrat al-Baqarah: 261]. E la creanza del Messaggero di Allāh ﷺ era la generosità; si tramanda infatti da Ibn ʿAbbās, Allāh si compiaccia di lui e del padre, narrò: «Il Profeta ﷺ era il più generoso tra le persone nel fare il bene, e la sua generosità raggiungeva l'apice durante il Ramaḍān quando incontrava Gabriele. Gabriele, su di lui la pace, lo incontrava ogni notte del mese di Ramaḍān fino al suo termine, e il Profeta ﷺ gli recitava il Corano. Quando Gabriele, su di lui la pace, lo incontrava, egli era più generoso nel fare il bene del vento spedito (detto arabo)» Ṣaḥīḥ al-Bukhāri (1902).
E tra ciò che l'Islām comanda vi è l'aiuto ai bisognosi, il soccorso dell'afflitto, il nutrire gli affamati, il trattare bene il vicinato, il mantenimento dei legami di parentela e il trattare bene gli animali. ʿAbd Allāh ibn ʿAmr, Allāh si compiaccia di lui, narrò che un uomo chiese al Profeta ﷺ: «Qual è la virtù migliore dell'Islam?». Rispose: «Dai in pasto il cibo e diffondi il saluto, sia ai conoscenti che agli sconosciuti». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 12). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Mentre un uomo camminava per strada, gli venne una gran sete; trovò un pozzo, vi scese e bevve, e poi ne uscì. Ed ecco che c’era un cane che ansimava, e che mordeva la terra per la sete; allora l’uomo disse: “Questo cane è arrivato ad aver sete come l'ho avuta io”. Quindi scese nel pozzo, riempì le scarpe d'acqua, poi le tenne con la bocca [per risalire], ed infine abbeverò il cane. Quindi Allāh lo gratificò e lo perdonò». Dissero: «O Messaggero di Allāh, avremo una ricompensa anche per come trattiamo le bestie?». Disse: «Sì, per ogni creatura vivente v'è ricompensa», "Ṣaḥīḥ Ibn Hibbān" (n. 544). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Colui che si occupa della vedova e del povero è come il combattente sulla via di Allāh o come colui che veglia la notte e digiuna il giorno», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 5353).
L'Islam enfatizza i diritti dei parenti e rende obbligatorio mantenere i legami con i familiari. Allāh, Sia elevato, disse: «Il Profeta ha maggior diritto sui credenti di quanto essi stessi ne abbiano su loro stessi, e le sue spose sono madri per loro. I legami di parentela hanno priorità gli uni sugli altri nel Libro di Allah, rispetto ai [diritti dei] credenti e degli emigrati, a meno che non vogliate fare del bene ai vostri alleati. Ciò è trascritto nel Libro». [Sūrat al-Aḥzāb: 6]. E Allāh mise in guardia dall'interrompere i legami di sangue e lo associò al diffondere la corruzione in terra, come disse, Sia elevato: "Se volgeste le spalle, non rischiereste forse di spargere la corruzione sulla terra e di rompere i vostri legami di parentela? Costoro sono quelli che Allāh ha maledetto: ha reso sordi e ha accecato i loro sguardi" [Sūrat Muḥammad: 22-23]. E il Messaggero di Allāh ﷺ disse: «Non entrerà in Paradiso colui che rompe i legami di parentela», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 2556). I parenti con i quali si ha il dovere di mantenere i legami sono: i genitori, i fratelli, le sorelle, gli zii paterni, le zie paterne, gli zii materni e le zie materne.
E l'Islam enfatizza anche il diritto del vicino, fosse anche un miscredente. Disse Allāh, Sia elevato: "Adorate Allāh e non associateGli nulla. Siate benevoli verso i genitori, i parenti, gli orfani, i poveri, il vicino di casa parente, il vicino di casa estraneo, il viandante e gli schiavi che possedete. Invero, Allāh non ama il presuntuoso vanaglorioso" [Sūrat an-Nisāʾ: 36]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Gabriele continuava a raccomandarmi riguardo al vicino di casa, al punto che pensai che l'avrebbe reso tra gli eredi» "Ṣaḥīḥ Abū Dāwūd" (n. 5152).
33- L'Islam ha reso lecite le cose buone tra i cibi e le bevande, e ordina la purezza del cuore, del corpo e della casa. Per questo ha reso lecito il matrimonio, come hanno comandato i Profeti, la pace sia su di loro, poiché essi comandano ogni cosa buona.
E l'Islam ha reso lecite le cose buone tra i cibi e le bevande, come riportò il Messaggero di Allāh ﷺ: «O gente, in verità Allāh è Buono e non accetta se non ciò che è buono. E in verità Allāh ha ordinato ai credenti ciò che ha ordinato ai Messaggeri. Disse [Allāh], Sia elevato: "O Messaggeri, mangiate delle cose buone e operate il bene! In verità, Io sono Sapiente di ciò che fate". E disse, Sia elevato: "O voi che avete creduto, mangiate le bontà di cui vi abbiamo provvisto e siate grati ad Allāh, se è Lui che adorate [...]". Poi [il Profeta] menzionò l'uomo che in un lungo viaggio, coi capelli arruffati e coperto di polvere, protende le sue mani verso il cielo [supplicando]: "O Signore, O Signore!", mentre il suo cibo è illecito, il suo abito è illecito, la sua bevanda è illecita ed è stato nutrito con l'illecito. Come potrebbe essere esaudita [la supplica] per colui che è in tale condizione?», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 1015). E disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «Chi ha interdetto l'ornamento di Allāh che Egli ha prodotto per i Suoi servi e le cose buone della provvidenza?». Di’: «Ciò è per coloro che credono durante la vita terrena, [ma saranno] esclusive per loro nel Giorno della Resurrezione». Così esplichiamo dettagliatamente i nostri versetti per gente che sa" [Sūrat al-Aʿrāf: 32].
E l'Islam ordina la purificazione del cuore, del corpo e della casa, per questo ha reso lecito il matrimonio, come comandavano i Profeti e i Messaggeri, la pace sia su di loro, poiché comandano ogni cosa buona. E Allāh, Sia elevato, disse: "Ed è Allāh che ha tratto da voi stessi delle spose per voi, e ha disposto per voi, dalle vostre spose, figli e nipoti. E vi ha provvisti di buone cose. Crederanno dunque nella falsità e rinnegheranno la grazia d'Allāh?" [Sūrat an-Naḥl: 72]. E disse Allāh, Sia elevato: "E purifica i tuoi abiti, ed evita l'impurità" [Sūrat al-Muddatthir: 4-5]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «"Non entrerà in Paradiso colui che ha il peso di un atomo di arroganza nel cuore". Allora disse un uomo: "All'uomo piace avere begli abiti e belle scarpe". Rispose: "In verità Allāh è Bello e ama la bellezza. Ma l'arroganza è rifiutare la verità e disprezzare le persone"», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 91).
34- L'Islam ha interdetto le cose proibite fin dal loro principio, come l'idolatria la miscredenza, l’adorazione degli idoli, l'affermare su Allāh cose senza conoscenza, l'uccisione dei figli, l'uccisione di un'anima innocente, la corruzione sulla terra, la stregoneria, l'immoralità palese e nascosta, la fornicazione e la sodomia. Ha inoltre proibito l'usura, ha proibito il cibarsi della carogna, di ciò che è stato sacrificato per gli idoli, e ha proibito la carne di maiale e tutte le altre impurità e cose cattive. Così come ha proibito appropriarsi del denaro degli orfani, truffare nella misura e nel peso, troncare i rapporti con i propri parenti. E i Profeti, la pace sia su di loro, erano tutti concordi nella proibizione di queste cose.
L'Islām ha interdetto le cose proibite fin dal loro principio, come l'idolatria e la miscredenza, l'adorazione delle statue, l'affermare su Allāh cose senza conoscenza e l'uccisione dei figli. Disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «Venite, affinché vi reciti ciò che il vostro Signore vi ha proibito: che non Gli associate nulla; che siate benevoli verso i genitori; che non uccidiate i vostri figli a causa della povertà–siamo Noi a provvedere a voi e loro–; che non vi accostiate alle indecenze–in pubblico e in segreto–che non uccidiate un individuo, che Allāh ha reso sacro, se non a buon diritto. Codeste cose Egli vi ha ingiunto affinché riflettiate. E non approcciatevi ai beni dell’orfano se non nel modo più benefico [per lui], finché abbia raggiunto la maturità. E adempite con equità nella misura e nella pesata. Non imponiamo ad un'anima se non entro la sua capacità. E quando vi pronunciate, fatelo secondo equità, anche se fosse [implicato] un vicino parente. E assolvete al patto con Allāh! Codeste cose Egli vi ha ingiunto, affinché ve ne rammentiate»" [Sūrat al-Anʿām: 151 - 152]. E disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «Il mio Signore non ha interdetto che le indecenze – in pubblico e in segreto – e il peccato, l'aggressione senza diritto, che associate ad Allāh ciò per cui non ha fatto discendere alcuna prova e che proferiate sul conto di Allāh ciò che non sapete»" [Sūrat al-Aʿrāf: 33].
L'Islam ha proibito l'uccisione dell'anima che è stata resa inviolabile. Disse Allāh, Sia elevato: "E non uccidete l'individuo che Allāh ha reso inviolabile, se non a buon diritto. Quanto a chi viene ucciso a torto, abbiamo disposto al suo tutore un’autorità [di rivalsa]: che non ecceda quindi nell'esecuzione, ché invero sarà sostenuto" ʾ[Sūrat al-Isrāʾ: 33]. E disse Allāh, Sia elevato: "E coloro che non invocano un'altra divinità assieme ad Allāh, non uccidono l'individuo, che Allāh ha reso sacro, se non a buon diritto, e che non fornicano. E chi commette ciò incorrerà nella pena" [Sūrat al-Furqān: 68].
Così come l'Islam ha proibito la corruzione sulla terra, infatti disse Allāh, Sia elevato: "E non seminate la corruzione sulla terra dopo la sua riforma [...]" [Sūrat al-Aʿrāf: 56]. E Allāh disse, riportando le parole del Profeta Shuʿayb–su di lui la pace–il quale disse al suo popolo: "E a Madyan [inviammo] il loro fratello Shu'ayb. Disse: «O popolo mio, adorate Allāh ché non avete altro dio che Lui. Certamente vi è giunta una prova evidente da parte del vostro Signore: adempite [con equità] nella misura e nella pesata, e non deprezzate la roba della gente, e non diffondete la corruzione sulla terra dopo la sua riforma. Ciò è meglio per voi, se siete credenti!" [Sūrat al-Aʿrāf: 85].
L'Islam ha proibito la stregoneria; disse il Vero, gloria a Lui, Sia elevato: "Lancia ciò che hai nella destra: divorerà i loro artefatti, ché invero i loro artefatti altro non sono che stratagemmi da mago, e il mago giammai avrà successo, per quanto si adoperi" [Sūrat Ṭā-hā: 69]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Evitate i sette [peccati] che portano alla distruzione. Dissero: "O Messaggero di Allāh, quali sono?". Rispose: "L'associazione ad Allāh (shirk), la stregoneria, l'uccisione dell'anima che Allāh ha reso inviolabile senza alcun diritto, il consumo dell'usura, il consumo dei beni dell'orfano, il volgere le spalle [al nemico] nel giorno dell'offensiva, e la calunnia delle donne caste, credenti e ignare», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6857).
L'Islam ha proibito le oscenità palesi e nascoste, la fornicazione e la sodomia, e all'inizio di questo paragrafo sono già stati menzionati i versetti che indicano ciò; così come l'Islām ha proibito l'usura, infatti disse Allāh, Sia elevato: "O voi che avete creduto, temete Allāh e rinunciate al rimanente dell'usura se siete [davvero] credenti. E se non lo farete, allora avrete acconsentito ad una dichiarazione di guerra da parte di Allāh e del Suo Messaggero. Ma se vi pentite, avrete il vostro capitale originario: [così] non farete torto né vi sarà fatto torto" [Sūrat al-Baqarah: 278-279]. E Allāh non ha minacciato di battagliare nessun peccatore come ha minacciato colui che pratica l'usura, perché nell'usura vi è la rovina delle religioni, delle patrie, dei beni e delle persone.
L'Islām ha inoltre proibito di mangiare la carogna e l'animale sacrificato agli idoli e ai statue, così come ha proibito la carne del maiale. Allāh, Sia elevato, disse: "Vi sono stati interdetti la carogna, il sangue, la carne di suino e ciò che è stato consacrato ad altri che Allāh, gli animali strangolati, quelli uccisi a colpi, quelli morti per una caduta, quelli incornati, quelli divorati dalle belve - ad eccezione di quelli che avrete sgozzato [prima della loro morte] - e quelli sacrificati sugli altari. E che sorteggiate con le freccette divinatorie, questa è una dissolutezza!" [Ṣaḥīḥ al-Māʾidah: 3].
E l'Islām ha proibito di bere il vino [e le altre sostanze inebrianti], così come sono proibite altre impurità e cose malvagie. Allāh, Sia elevato, disse: "O voi che avete creduto, invero gli inebrianti, il gioco d'azzardo, gli altari sacrificali e la belomanzia sono immonde opere di Satana: evitatele dunque, affinché possiate prosperare. Invero, Satana non intende che causare tra di voi l’inimicizia e l’odio per mezzo degli inebrianti e del gioco d'azzardo, e distogliervi dal ricordo di Allāh e dalle preghiere: cesserete dunque?" [Sūrat al-Māʾidah: 90-91]. Ed è già stato menzionato nel trentunesimo paragrafo ciò che Allāh—Sia elevato—rivelò, ossia che tra le caratteristiche del Messaggero ﷺ nella Torah vi è che egli proibisce loro le cose impure; come disse Allāh, Sia elevato: "Coloro che seguono il Messaggero, il Profeta illetterato che trovano descritto nella Torāh e nel Vangelo, che comanda loro il buon costume e dissuade loro dal riprovevole, che rende loro lecite le cose buone e interdice a loro quelle cattive, e li sgrava dal loro fardello e dalle restrizioni che li opprimevano; coloro dunque che avranno creduto in lui, l'avranno onorato, sostenuto e avranno seguito la Luce che è stata fatta discendere con lui, saranno quelli i prosperanti" [Sūrat al-Aʿrāf: 157].
L'Islam ha anche proibito l'appropriarsi del patrimonio dell'orfano, infatti disse Allāh, Sia elevato: "E consegnate agli orfani i loro beni, e non scambiate il cattivo con il buono, e non assimilate i loro beni nei vostri: questo è invero un gran misfatto" [Sūrat an-Nisāʾ: 2]. E disse Allāh, Sia elevato: "Invero, coloro che consumano i beni degli orfani iniquamente non fanno che alimentare il fuoco nei propri ventri, e saranno gettati nella Fiamma" [Sūrat an-Nisāʾ: 10].
L'Islam ha proibito di diminuire nelle misure e nel peso, e disse Allāh, Sia elevato: "Guai a coloro che frodano [nelle misure], coloro che, quando ricevono dagli altri una misura, la pretendono piena, ma quando danno a loro la misura o il peso, [li] defraudano. Non credono forse che saranno risuscitati?" [Sūrat al-Muṭaffifīn: 1-4].
L'Islam ha proibito di troncare i rapporti con i propri parenti, ed è già stata fatta menzione nel trentunesimo paragrafo dei versetti e dei detti profetici che indicano ciò. E i Profeti e i Messaggeri, la pace sia con loro, erano tutti concordi nella proibizione di queste cose.
35- L'Islam proibisce i comportamenti riprovevoli come la menzogna, il raggiro, il tradimento, l'inganno, l'invidia, il complotto, il furto, la prevaricazione e l'ingiustizia e proibisce ogni comportamento cattivo.
L'Islam proibisce i comportamenti riprovevoli in generale. Disse Allāh, Sia elevato: "E non rivolgere la tua guancia alla gente e non camminare sulla terra con arroganza: in verità Allāh non ama gli arroganti e i vanagloriosi" [Sūrat Luqmān: 18]. Disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, i più amati da me e i più vicini a me nel giorno della Resurrezione saranno coloro che avranno avuto le migliori virtù morali. In verità, i più odiati da me e i più lontani da me nel giorno della Resurrezione sono i loquaci, gli sproloquianti e i "mutafayqihūn". Dissero: "O Messaggero di Allāh, conosciamo i loquaci e gli sproloquianti; ma chi sono i mutafayqihūn?". Rispose: "I superbi"», "as-Silsilah aṣ-Ṣaḥīḥah" (n. 791).
L'Islām proibisce la menzogna, come disse [Allāh], Sia elevato: "In verità, Allāh non guida chi si dà all'eccesso e il bugiardo" [Sūrat Ghāfir: 28]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Guardatevi dalla menzogna! Ché, in verità, la menzogna conduce all'empietà, e l'empietà conduce al Fuoco. L'uomo non cessa di mentire e di cercare la menzogna, finché non viene scritto presso Allāh come mentitore», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 2607). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «I segni dell'ipocrita sono tre: quando parla, mente; quando promette, non mantiene; e quando gli viene affidata una cosa, tradisce». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6095).
L'Islam proibisce l'inganno. Si narra nel detto profetico che il Messaggero di Allāh ﷺ una volta si imbatté in un mucchio di cibo, e quando ci mise la mano dentro, le sue dita sentirono un po' di umidità. Quindi, chiese: «Cos'è questo, o proprietario del cibo?». Egli rispose: «Vi è caduta la pioggia, o Messaggero di Allāh». Disse: «Perché allora non l'hai messo in cima al cibo, affinché la gente lo vedesse? Chi inganna non mi appartiene». "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 102).
L'Islam proibisce la slealtà, il tradimento e l'inganno. Allāh, Sia elevato, disse: "O voi che avete creduto, non tradite Allāh e il Messaggero, e non tradite ciò che vi è stato affidato consapevolmente" [Sūrat al-Anfāl: 27]. E disse [Allāh], Sia elevato: "Coloro che assolvono al patto con Allāh e non infrangono il patto solenne" [Sūrat ar-Raʿd: 20]. Il Messaggero di Allāh ﷺ diceva ai suoi eserciti quando partivano: «Combattete, ma non frodate, non tradite, non mutilate e non uccidete alcun fanciullo», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 1731). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Quattro [caratteristiche]: chi le possiede tutte è un puro ipocrita, e chi possiede una caratteristica di esse, in lui rimane una caratteristica di ipocrisia finché non la abbandoni: quando gli viene affidato qualcosa, tradisce; quando parla, mente; quando pattuisce un patto, tradisce; e quando disputa, eccede», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 34).
L'Islam proibisce l'invidia. Disse Allāh, Sia elevato: "O che forse invidiano la gente per ciò che Allāh ha donato loro del Suo Favore? E già donammo alla stirpe di Abramo la Scrittura e la Saggezza, e donammo loro un magnifico regno" [Sūrat an-Nisāʾ: 54]. E disse Allāh, Sia elevato: "Molti tra la Gente della Scrittura desidererebbero farvi tornare miscredenti dopo la vostra fede, per invidia da parte loro, [anche] dopo che la Verità gli si è manifestata. Perdonate e siate indulgenti finché Allāh non arriverà con il Suo ordine. In verità, Allāh ha potere su tutte le cose" [Sūrat al-Baqarah: 109]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Si è diffuso tra voi il morbo delle nazioni che vi precedettero: l'invidia e l'odio. Essa è la "rasatrice"; non dico che rada i capelli, ma che rade la religione. Per Colui nella Cui mano è la mia anima, non entrerete in Paradiso finché non crederete, e non crederete finché non vi amerete a vicenda. Non vi informerò forse di ciò che consoliderà questo per voi? Diffondete il saluto di pace (as-salām) tra di voi». "Sunan at-Tirmidhī" (n. 2510).
L'Islam proibisce il complotto. Disse Allāh, Sia elevato: "E così ponemmo in ogni città i suoi più grandi criminali così che tramassero in essa, ma essi non tramano che contro sé stessi e non se n'avvedono" [Sūrat al-Anʿām: 123]. E Allāh, Sia elevato, rivelò che gli ebrei tentarono di uccidere il Messia–su di lui la pace–e complottarono, ma Allāh tramò contro di loro. E Allāh chiarì che il complotto non ricade se non sui suoi stessi autori. Disse Allāh, Sia elevato: "E quando Gesù percepì da parte loro la miscredenza, disse: «Chi sono i miei ausiliari in favore di Allāh?». Risposero i discepoli: «Noi siamo gli ausiliari di Allāh! Crediamo in Allāh, e testimonia che ci siamo sottomessi. Nostro Signore, noi crediamo in ciò che hai fatto discendere e seguiamo il Messaggero, dunque annoveraci tra i testimoni!». Quindi tramarono ed Allāh tramò, e Allāh è il migliore nel tessere trame. E quando Allāh disse: «O Gesù, invero ti farò morire, ti eleverò a Me e ti libererò dai miscredenti, ponendo coloro che ti hanno seguito al di sopra dei miscredenti fino al Giorno della Resurrezione; poi a Me sarà il vostro ritorno, e giudicherò tra voi a proposito di ciò su cui differivate»" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 52-55]. E Allāh, Sia elevato, informò che il popolo del Profeta Ṣāliḥ–su di lui la pace–tentò di ucciderlo con un complotto; ordirono così una trama, ma Allāh tramò contro di loro, e distrusse loro e tutto il loro popolo. Disse Allāh, Sia elevato: "Dissero: «Giuriamoci su Allāh di assalire nottetempo lui e la sua famiglia, e in seguito diremo al suo patrocinante che, invero, non abbiamo assistito alla strage della sua famiglia, e che per certo siamo veritieri». Così ordirono una trama, e Noi ordimmo una trama, mentr'essi non se ne avvedevano. Contempla dunque quale fu l'esito della loro trama, che di certo annientammo loro e il loro popolo, tutti assieme" [Sūrat an-Naml: 49-51].
L'Islam proibisce il furto. Disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «L'adultero non commette adulterio mentre è credente, il ladro non ruba mentre è credente, e il bevitore non beve [l'inebriante] mentre è credente. Tuttavia, in seguito a ciò il pentimento gli viene offerto». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6810).
L'Islam proibisce la prevaricazione. Disse Allāh, Sia elevato: "Invero Allāh ordina la giustizia e la beneficenza, e la carità verso i parenti, e dissuade dall'indecenza, dal riprovevole e dalla prevaricazione. Egli vi avverte affinché ve ne rammentate" [Sūrat an-Naḥl: 90]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, Allāh mi ha rivelato che dovete essere umili, così che nessuno prevarichi contro un altro e nessuno sia altezzoso verso un altro». "Ṣaḥīḥ Abū Dāwūd" (n. 4895).
L'Islam proibisce l'ingiustizia. Disse [Allāh], Sia elevato: "E Allāh non ama gli ingiusti" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 57]. E disse [Allāh], Sia elevato: "In verità, gli ingiusti non avranno successo!" [Sūrat al-Anʿām: 21]. E disse [Allāh], Sia elevato: "E per gli ingiusti ha predisposto un doloroso castigo" [Sūrat al-Insān: 31]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Tre [categorie di persone] non vedono respinta la loro supplica: il sovrano giusto, il digiunante fino a quando rompe il digiuno, e la supplica dell'oppresso, la quale viene portata sopra le nuvole e le vengono aperte le porte dei cieli, e il Signore–il Possente e il Maestoso–dice: "Per la Mia potenza, ti soccorrerò, anche se ciò [avvenisse] in un secondo momento"», Riportato da Muslim (n. 2749) in forma abbreviata con una piccola variazione, at-Thirmidhī (n. 2526) con una piccola variazione, e Aḥmad (n. 8043) e questa versione è la sua. E quando il Messaggero Muḥammad ﷺ inviò Muʿādh nello Yemen, tra ciò che gli disse vi fu: «E temi la supplica dell'oppresso, perché tra essa ed Allāh non c'è alcun velo», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 1496). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, chiunque faccia torto a una persona protetta [secondo un patto], o ne leda i diritti, o le imponga un onere superiore alle sue capacità, o prenda da lei qualcosa senza il suo consenso, io disputerò contro di lui nel Giorno della Resurrezione». "Sunan Abī Dāwūd" (n. 3052). Pertanto l'Islam, come hai visto, vieta ogni carattere malvagio, ogni trattamento ingiusto e ogni azione oppressiva.
36- L'Islam proibisce le transazioni finanziarie che implicano usura, danno, inganno, ingiustizia o frode, o che portano a tribolazioni e danni generali a società, popoli e individui.
L'Islam proibisce le transazioni finanziarie che implicano usura, danno, inganno, ingiustizia o frode, o che portano a tribolazioni e danni generali a società, popoli e individui. E all'inizio di questo paragrafo sono già stati menzionati i versetti e i detti profetici che vietano l'usura, l'ingiustizia, l'inganno o la corruzione sulla terra. E disse Allāh, Sia elevato: "Coloro procurano nocimento ai credenti e alle credenti senza alcuna colpa, si sono caricati di una calunnia e di un peccato evidente" [Sūrat al-Aḥzāb: 58]. E disse Allāh, Sia elevato: «Chi compie un'opera buona, lo fa a proprio vantaggio; chi compie il male, lo fa a proprio danno. Il tuo Signore non è affatto ingiusto verso i Suoi servi». [Sūrat Fuṣṣilat: 46]. Ed è riportato nella Tradizione profetica: «Il Messaggero di Allāh ﷺ, pace e benedizioni su di Lui, ha decretato che non [si deve] arrecare danno, né ricambiare con un danno [maggiore]», "Sunan Abī Dāwūd". E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Chi crede in Allāh e nell'Ultimo Giorno non arrechi danno al suo vicino. Chi crede in Allāh e nell'Ultimo Giorno onori il suo ospite. Chi crede in Allāh e nell'Ultimo Giorno dica il bene o taccia». E in un'altra versione: «[...] faccia del bene al suo vicino», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 47). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Una donna verrà punita (nell'Inferno) a causa di una gatta che tenne imprigionata finché morì. Entrerà nel Fuoco per causa sua. Non le diede da mangiare né da bere quando la imprigionò, né la lasciò libera di [procurarsi cibo] mangiando tra gli insetti della terra», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 3482). Questo [vale] per chi ha recato danno a una gatta. Cosa dire allora di chi estende il suo danno alle persone? Da Ibn ʿUmar, Allāh si compiaccia di lui e del padre, disse: «Il Messaggero di Allāh ﷺ salì sul pulpito e chiamò ad alta voce dicendo: «O voi che avete abbracciato l'Islam con la lingua ma la fede non è ancora penetrata nei vostri cuori: astenetevi dal recare danno ai musulmani, dal denigrarli e dal ricercare i loro difetti; giacché a chi ricerca i difetti del suo fratello musulmano, Allāh ricercherà i suoi, e colui i cui difetti saranno ricercati da Allāh, sarà da Lui pubblicamente disonorato, anche se si trovasse nel profondo della sua abitazione». Disse: «Un giorno Ibn ʿUmar guardò verso la Casa [sacra]–o verso la Kaʿbah–e disse: "Quanto sei magnifica, e quanto è magnifica la tua sacralità! E il credente ha una sacralità ancora maggiore della tua presso Allāh"», riportato da at-Tirmidhī (n. 2032) e Ibn Hibbān (n. 5763). E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Chi crede in Allāh e nell'Ultimo Giorno non rechi danno al suo vicino. Chi crede in Allāh e nell'Ultimo Giorno onori il suo ospite. Chi crede in Allāh e nell'Ultimo Giorno dica il bene o taccia». "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6018). Abū Hurayrah narrò che il Profeta ﷺ disse: «Sapete chi è il fallito?». Dissero: «Il fallito per noi, o Messaggero di Allah, è colui che non ha né un dirham (denaro) né beni». Disse: «In verità, il fallito della mia comunità è colui che verrà nel Giorno della Resurrezione con digiuni, preghiere e zakāh (imposta purificatoria), ma avrà insultato l'onore di questo, calunniato quello, e consumato i beni di quest'altro. Allora verrà fatto sedere e questi prenderà dalle sue buone azioni, e quello prenderà dalle sue buone azioni. Se le sue buone azioni si esauriranno prima di aver compensato ciò che deve per le sue colpe, verranno presi dai loro peccati e gli saranno caricati addosso, poi sarà gettato nel Fuoco». Riportato da Muslim (n. 2581), at-Thirmidhī (n. 2418) e Aḥmad (n. 8029) e questa versione è sua.
E disse il Messaggero di Allāh: «C'era su un sentiero un ramo di un albero che recava danno alle persone; allora un uomo lo rimosse e [grazie a ciò] fu fatto entrare in Paradiso». Riportato da al-Bukhārī (n. 652) nel significato, Muslim (n. 1914) in forma simile, Ibn Mājah (n. 3682) e Aḥmad (n. 10432), e questa versione è di entrambi; dunque, se togliere di mezzo ciò che è di disturbo nella strada fa entrare in Paradiso, che dire di colui che reca danno alle persone e rovina le loro vite.
37- L'Islam è giunto a preservare l'intelletto e a proibire tutto ciò che gli arreca danno, come il consumo di bevande inebrianti. Ha elevato lo status dell'intelletto, lo ha reso il requisito fondamentale per la responsabilità giuridica (taklīf) e l'ha liberato dalle catene della superstizione e del politeismo. Nell'Islam non ci sono segreti o norme che riguardano una classe sociale piuttosto che un'altra. Tutte le sue norme e leggi sono in armonia con il sano intelletto e in accordo con i requisiti di giustizia e saggezza.
L'Islam è venuto per preservare l'intelletto e innalzarne lo status. Disse Allāh, Sia elevato: "Invero, l’udito, la vista e il cuore: di ognuno di questi si dovrà rispondere" [Sūrat al-Isrāʾ: 36]. È pertanto dovere dell'uomo salvaguardare il proprio intelletto, ed è per questo che l'Islam ha proibito il vino e le droghe—e ho menzionato il divieto del vino nel trentaquattresimo paragrafo—e molti versetti del Nobile Corano si concludono con le parole di [Allāh], Sia elevato: "Affinché riflettiate" [Sūrat al-Baqarah: 242]. E disse Allāh, Sia elevato: "E la vita terrena non è altro che gioco e svago! La dimora dell’Aldilà sarà migliore per i timorati: non riflettete dunque?" [Sūrat al-Anʿām: 32]. E disse Allāh, Sia elevato: "In verità, lo abbiamo fatto discendere in lingua araba, affinché riflettiate" [Sūrat Yusuf: 2]. E Allāh, Sia elevato, chiarì che dalla guida e dalla saggezza non traggono beneficio se non coloro che possiedono la ragione, e sono costoro i dotati di intelletto. Disse Allāh, Sia elevato: "Egli concede la saggezza a chi vuole, e chi riceve la saggezza, davvero ha ricevuto un abbondante bene. Ma non se lo ricordano se non i dotati di senno" [Sūrat al-Baqarah: 269].
Per questo l'Islam ha reso l'intelletto il requisito fondamentale per assumere la responsabilità giuridica. Disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Il calamo [che registra le azioni] è sollevato [dallo scrivere] per tre [tipi di persone]: per il dormiente fino al suo risveglio, per il fanciullo fino al raggiungimento della pubertà, e per il folle fino al recupero della ragione». Riportato da al-Bukhārī in forma "muʿallaq" (senza citare tutti i narratori) con formula assertiva prima del detto n. 5269 con una versione simile. Ed è riportato in forma senza interruzione (nei narratori) da Abū Dāwūd (n. 4402) e la versione citata è sua, at-Tirmidhī (n. 1423), an-Nasāʾī in "as-Sunan al-Kubrā" (n. 7346), Aḥmad (n. 956) con una piccola variazione, e Ibn Mājah (n. 2042) in forma abbreviata. E lo ha liberato dalle catene della superstizione e dell'idolatria. Allāh—Sia elevato—disse, informando sulla condizione delle nazioni nel loro attaccamento alle proprie superstizioni e nel loro rifiuto della verità che giunse loro da parte di Allāh: "E non inviammo, prima di te, nessun ammonitore a un paese i cui notabili non dicessero: «In verità trovammo i nostri padri su un sentiero, e in verità ora ne seguiamo le orme»" [Sūrat az-Zukhruf: 23]. E disse Allāh—Sia elevato—riferendo che Abramo, l'Amico ravvicinato, disse al suo popolo: "«Cosa sono questi simulacri ai quali siete devoti?». Risposero: «Trovammo i nostri avi loro adoratori»" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 52-53]. Così giunse l'Islam e ordinò agli uomini di abbandonare l'adorazione degli idoli, di rinunciare alle superstizioni ereditate dai padri e dagli antenati e di seguire la via dei Messaggeri, sia concessa loro la preghiera e la pace.
Nell'Islam non vi sono segreti o norme specifiche per una classe sociale piuttosto che un'altra. Fu chiesto a ʿAlī ibn Abī Ṭālib, Allāh sia soddisfatto di lui, cugino del Messaggero di Allāh ﷺ e marito di sua figlia: «Il Messaggero di Allāh ﷺ vi ha riservato qualcosa?». Rispose: «Il Messaggero di Allāh ﷺ non ci ha riservato nulla che non riguardi tutta l’umanità, all’infuori di ciò che è nel fodero di questa mia spada». Disse: «Tirò fuori una pagina in cui vi era scritto: Colui che sacrifica per altri all'infuori di Allāh è maledetto da Allāh, e colui che si appropria senza diritto dei confini della terra è maledetto da Allāh, e colui che maledice il proprio padre è maledetto da Allāh, e colui che dà rifugio a qualcuno che inventa qualcosa sulla fede è da Allāh». "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 1978). Tutte le regole e leggi dell'Islam sono in armonia con il sano intelletto e in accordo con i requisiti di giustizia e saggezza.
38. Nelle religioni false, quando i seguaci non colgono le contraddizioni e gli aspetti che la ragione rifiuta, i capi religiosi fanno credere loro che la religione è al di sopra della ragione e che la ragione non ha spazio nella comprensione e nell'assimilazione della religione. L'Islam, al contrario, considera la religione una luce che illumina il cammino della ragione. I promotori delle religioni false vogliono che l'uomo abbandoni la sua ragione e li segua, mentre l'Islam vuole che l'uomo risvegli la sua ragione per conoscere le realtà delle cose così come sono.
Nelle religioni false, quando i loro seguaci non colgono le contraddizioni e gli aspetti che la ragione rifiuta, i capi religiosi fanno credere loro che la religione è al di sopra della ragione e che la ragione non ha spazio nella comprensione e nell'assimilazione della religione. L'Islam, al contrario, considera la religione una luce che illumina il cammino della ragione. I promotori delle religioni false vogliono che l'uomo abbandoni la sua ragione e li segua, mentre l'Islam vuole che l'uomo risvegli la sua ragione, affinché rifletta, pensi e conosca le realtà delle cose così come sono. Disse Allāh, Sia elevato: "E così rivelammo a te uno spirito per Nostro ordine. Non conoscevi né il Libro né la fede, ma facemmo di esso una luce con cui guidiamo chi vogliamo dei Nostri servi. E in verità, tu guidi verso una via retta" [Sūrat ash-Shūrā: 52]. Dunque la rivelazione divina contiene quelle prove e argomentazioni che guidano la sana ragione verso le verità che essa aspira a conoscere e nelle quali credere. Disse Allāh, Sia elevato: "O gente, davvero vi è giunta una prova inconfutabile da parte del vostro Signore, e abbiamo fatto discendere su di voi una Luce evidente" [Sūrat an-Nisāʾ: 174]. Allāh—gloria a Lui, Sia elevato—vuole che l'uomo viva nella luce della guida, della conoscenza e della verità, mentre i demoni e i falsi dèi vogliono che l'uomo rimanga nelle tenebre della miscredenza, dell'ignoranza e dello sviamento. Allāh, Sia elevato, disse: "Allāh è Protettore di coloro che hanno creduto: li fa uscire dalle tenebre verso luce; invece coloro che rinnegano hanno per protettori gli idoli, che li fanno uscire dalla luce verso l’oscurità" [Sūrat al-Baqarah: 257].
39- L'Islam onora la vera scienza, sollecita la ricerca scientifica scevra di parzialità, e invita alla riflessione e contemplazione di noi stessi e dell'universo che ci circonda, e i risultati scientifici corretti non contraddicono l'Islam.
L'Islam onora la sapienza. Disse Allāh, Sia elevato: "Allāh eleverà in gradi coloro che tra voi hanno creduto e coloro a cui fu concessa la sapienza. Allāh è ben consapevole di ciò che fate" [Sūrat al-Mujādalah: 11]. E Allāh ha citato la testimonianza dei sapienti assime alla Sua testimonianza e alla testimonianza dei Suoi angeli a proposito della più grande verità testimoniata. Disse Allāh, Sia elevato: "Allāh testimonia che non v'è divinità all'infuori di Lui, e così gli angeli e i detentori di sapienza, Colui che mantiene la giustizia. Non c'è divinità all'infuori di Lui, il Possente, il Saggio" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 18]. Questo evidenzia il rango dei sapienti nell'Islam, e Allāh non ordinò al Suo profeta Muḥammad ﷺ di ricercare l'accrescimento di alcuna cosa se non della sapienza. Disse Allāh, Sia elevato: "Mio Signore, accresci la mia sapienza!» [Sūrat Ṭā-hā: 114]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Colui che segue un cammino nel rcercare la conoscenza, Allāh gli facilita la strada verso il Paradiso. E gli angeli posano le loro ali per il ricercatore della sapienza, in segno di compiacimento, e tutti quelli che sono nei cieli e in terra, anche i pesci nell’acqua, chiedono perdono per colui che ricerca la conoscenza. Un sapiente è superiore a un adoratore come la luna è superiore a tutti i pianeti. I sapienti sono eredi dei Profeti; i Profeti non lasciarono in eredità né dirham né dinari, ma solo la sapienza. E colui che la acquisisce, avrà acquisito una parte abbondante [di bene]», Riportato da Abū Dawūd (n. 3641), at-Tirmidhī (n. 2682), Ibn Mājah (n. 223) e la versione è sua, ed è riportato anche da Aḥmad (n. 21715).
L'Islam sollecita la ricerca scientifica scevra di parzialità, e invita alla riflessione e contemplazione di noi stessi e dell'universo che ci circonda. Disse Allāh, Sia elevato: "Mostreremo loro i Nostri segni nel cosmo e in loro stessi, finché diventi loro chiaro che [il Corano] è la verità. Non basta forse che il tuo Signore sia testimone di ogni cosa?" [Sūrat Fuṣṣilat: 53]. E disse Allāh, Sia elevato: "O non contemplano il Regno dei cieli e della terra e le cose che Allāh ha creato, e che forse il loro termine si approssima? In quale narrazione crederanno mai, se non questa?" [Sūrat al-Aʿrāf: 185]. E disse Allāh, Sia elevato: "Non hanno forse viaggiato sulla terra e osservato quale fu la fine di coloro che li precedettero? Erano più forti di loro e solcarono la terra e la abitarono più di quanto essi l'abbiano abitata. E vennero loro messaggeri con le prove evidenti. Non fu Allāh a fare loro torto, ma furono loro a fare torto a sé stessi". [Sūrat ar-Rūm: 9].
I risultati scientifici corretti della scienza non contraddicono l'Islam. Menzioneremo un solo esempio: il Corano ha fornito dettagli precisi su questo argomento più di mille e quattrocento anni fa, e la scienza moderna lo ha scoperto solo in tempi recenti. I risultati della scienza sono risultati in conformità con ciò che è nel Nobile Corano., ossia la creazione dell'embrione nel grembo di sua madre. Allāh, Sia elevato, disse: "E invero creammo l’uomo da un estratto di argilla, poi ne facemmo una stilla di liquido [seminale] in un saldo ricettacolo, poi dalla stilla di liquido creammo un coagulo, e dal coagulo creammo un boccone [di carne], e dal boccone ossa, dunque rivestimmo le ossa di carne, e così demmo vita a una nuova creazione. Che Sia benedetto Allāh, il miglior Creatore!" [Sūrat al-Muʾminūn: 12-14].
40- Allāh non accetta le opere e non saranno ricompensati per esse nell'Aldilà se non coloro che credono in Allāh e Gli obbediscono, e che credono nei Suoi Messaggeri, sia concessa loro la preghiera e la pace. E Allāh non accetta atti di culto all’infuori di quelli che ha prescritto, e come può un individuo rinnegare Allāh e poi sperare in una ricompensa? E Allāh non accetta la fede di alcuna persona fino a che non creda nei Profeti, la pace sia su tutti loro, e nella Profezia di Muḥammad ﷺ.
Allāh, Sia elevato, non accetta le opere e non saranno ricompensati per esse nell'Aldilà se non coloro che credono in Allāh e Gli obbediscono, e che credono nei Suoi Messaggeri, sia concessa loro la preghiera e la pace. Disse Allāh, Sia elevato: "Quanto a chi desidera la vita immediata, anticipiamo per lui in essa ciò che vogliamo, a chi vogliamo. E in seguito disporremo per lui la Gehenna: sarà gettato ad ardere, vilipeso e rifiutato. Ma chi invece desidera l’Aldilà, e per essa compie lo sforzo che le è dovuto, ed è credente, vedrà riconosciuto il suo impegno" [Sūrat al-Isrāʾ: 18-19]. Allāh, Sia elevato, disse: "Quanto a chi compie opere buone ed è credente, non sarà negato il suo sforzo: invero siamo Noi a trascriverlo per lui" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 94]. E Allāh, Sia elevato, non accetta alcuna adorazione se non quella che ha legiferato. Disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «Invero, io non sono che un essere umano al pari di voi. Mi è stato rivelato che invero il vostro Dio è un Unico Dio: chi dunque spera nell'incontro col suo Signore, che compia opere buone e non associ alcunché all’adorazione del suo Signore»". [Sūrat al-Kahf: 110]. Egli ha quindi chiarito che un'opera non è retta se non quando è tra ciò che Allāh ha prescritto, il suo autore è sincero verso Allāh nella sua opera, ed è credente in Allāh, attestando la veridicità dei Suoi profeti e messaggeri, su di loro la pace. Quanto a colui la cui opera è diversa da ciò, Allāh—Sia elevato—disse: "E perveniremo a quanto avranno compiuto di opere, poi lo ridurremo a polvere dispersa" [Sūrat al-Furqān: 23]. E disse Allāh, Sia elevato: "In quel Giorno ci saranno volti umiliati, affaticati ed esausti. Bruceranno in un Fuoco ardente" [Sūrat al-Ghāshiyah: 2-4]. Questi volti saranno umiliati e affaticati per le loro opere, ma poiché avranno agito senza la guida di Allāh, ed Egli ha fatto del Fuoco la loro destinazione poiché hanno agito diversamente da ciò che ha prescritto, dedicandosi ad atti di adorazione vani e seguendo i capi della devianza che inventano per loro false religioni. L'opera buona accettata presso Allāh, infatti, è quella conforme a ciò con cui è giunto il Messaggero ﷺ. Come può dunque l'uomo rinnegare Allāh e sperare che Egli lo ricompensi?
E Allāh non accetta la fede di alcuna persona fino a che non creda nei Profeti, la pace sia su tutti loro, e nella Profezia di Muḥammad ﷺ. Alcune prove di ciò sono già state menzionate nel ventesimo paragrafo. Disse Allāh, Sia elevato: "Il Messaggero ha creduto in ciò che è stato fatto discendere su di lui da parte del suo Signore e così i credenti. Tutti hanno creduto in Allāh, nei Suoi angeli, nei suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. Non facciamo differenze per nessuno tra i Suoi Messaggeri. E dissero: «Ascoltiamo e obbediamo. Il Tuo perdono, Signore nostro! A Te è la destinazione finale»" [Sūrat al-Baqarah: 285]. E disse Allāh, Sia elevato: "O voi che avete creduto, [perseverate] nel credo in Allāh e nel Suo Messaggero, nella Scrittura che ha fatto discendere sul Suo Messaggero e nella Scrittura fatta discendere in precedenza. E chi rinnega Allāh o i Suoi angeli o i Suoi Libri o i Suoi Messaggeri o il Giorno Ultimo, si è davvero sviato di profondo sviamento" [Sūrat an-Nisāʾ: 136]. E disse Allāh, Sia elevato: "E quando Allāh strinse l'Alleanza dei Profeti: «Checché vi dia della Scrittura e della Saggezza, e in seguito vi giunga un Messaggero a conferma di ciò che avete, dovrete credergli e supportarlo». Chiese: «Confermate e vi prendete l'onere di queste [condizioni]?». Risposero: «Confermiamo». Disse: «Testimoniate dunque, e Io assieme a voi sarò dei testimoni" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 81].
41- Lo scopo di tutti i messaggi divini è che la vera religione elevi l'uomo al punto da renderlo un servo devoto di Allāh, il Signore dei mondi, e lo liberi dalla schiavitù verso l'uomo, verso la materia o verso la superstizione. L'Islam, come puoi constatare, non santifica le persone e non le eleva al di sopra del loro rango, né le rende signori e dei.
Lo scopo di tutti i messaggi divini è che la vera religione elevò l'uomo al punto da renderlo un servo devoto di Allāh, il Signore dei mondi. Pertanto, l'Islam libera l'uomo dalla schiavitù verso la materia o verso la superstizione. Infatti il Messaggero di Allāh ﷺ disse: «Perduti sono quelli che adorano i dinari, i dirham, la qaṭīfah e la khamīṣah (tessuti o abiti pregiati). Se vengono dati loro, se ne compiacciono, ma se non vengono dati loro, rimangono insoddisfatti», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 6435). Pertanto, l'uomo retto non è sottomesso ad altri se non ad Allāh: non è reso schiavo dalle ricchezze, dal prestigio, dalla posizione o dalla tribù. In questa storia vi è ciò che rivela al lettore la condizione in cui si trovava la gente prima della missione profetica e come divennero dopo di essa".
[Ciò avvenne] quando i primi musulmani emigrarono in Abissinia e il re d'Abissinia–al-Najāshī–chiese loro: «Qual è questa religione per la quale avete abbandonato il vostro popolo, senza essere entrati nella mia religione né in quella di nessun'altra di queste nazioni?». Jaʿfar ibn Abī Ṭālib rispose a lui: «O Re, eravamo un popolo immerso nell'ignoranza: adoravamo gli idoli, ci cibavamo della carogna, commettevamo turpitudini, recidevamo i legami di parentela, maltrattavamo i vicini ed il forte tra noi soverchiava il debole. Rimanemmo in questo stato finché Allāh inviò a noi un Messaggero della nostra stessa stirpe, del quale conoscevamo il lignaggio, la sincerità, l'affidabilità e la purezza. Così ci invitò ad Allāh, affinché attestassimo la Sua Unicità e Lo adorassimo, e abbandonassimo le pietre e gli idoli che noi e i nostri padri adoravamo all'infuori di Lui. Ci ordinò la sincerità nel parlare, la restituzione dei beni affidati, il mantenimento dei legami di parentela, il buon vicinato e l'astensione da ciò che è proibito e dallo spargimento di sangue. Ci vietò le turpitudini, la falsa testimonianza, l'appropriazione dei beni dell'orfano e la calunnia contro le donne caste. Inoltre, ci ordinò di adorare Allāh, unicamente, senza associarGli nulla, e ci ordinò la preghiera, l'elemosina e il digiuno». Disse: «Quindi ci enumerò le prescrizioni dell'Islam, così gli abbiamo creduto, abbiamo avuto fede in lui e lo abbiamo seguito in ciò che aveva recato. Pertanto, adoriamo Allāh, unicamente, senza associarGli nulla, dichiariamo illecito ciò che Egli ci ha dichiarato illecito, e dichiariamo lecito ciò che ci ha dichiarato lecito [...]». Lo ha riportato Aḥmad (n. 1740) con lievi differenze, e Abū Nuʿaym in "Ḥilyat al-awliyāʾ" (1/115) in forma abbreviata. L'Islam, come puoi vedere, non santifica le persone e non le eleva al di sopra del loro rango, né le rende signori e divinità. Disse Allāh, Sia elevato: "Di’: «O gente della Scrittura, pervenite a una dichiarazione comune tra noi e voi: che non adoriamo che Allāh e non Gli associamo alcunché, e che non prendano alcuni di noi gli altri come signori all’infuori di Allāh». Se poi voltano le spalle, allora dite: «Testimoniate che in verità siamo musulmani!»" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 64]. E disse Allāh, Sia elevato: "E non vi ordina di prendere gli angeli e i Profeti come Signori. Vi ordinerebbe mai la miscredenza, dopo che vi siete sottomessi [ad Allāh]?" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 80]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «Non esaltatemi oltre misura come fecero i nazareni con il figlio di Maria. Invero, io sono un Suo servo; pertanto dite: "Servo di Allāh e Suo Messaggero"», "Ṣaḥīḥ al-Bukhāri" (n. 3445).
42- Allāh ha prescritto il ravvedimento nell'Islam, ossia il ritorno [con pentimento] della persona al suo Signore e l'abbandono del peccato. L'Islam cancella i peccati che l'hanno preceduto, così come il pentimento espia i peccati che l'hanno preceduto, quindi non vi è bisogno di confessare di fronte a un essere umano le proprie colpe.
Allāh ha prescritto il ravvedimento nell'Islam, ossia il ritorno [con pentimento] della persona al suo Signore e l'abbandono del peccato. Disse Allāh, Sia elevato: "Rivolgetevi ad Allāh pentiti, tutti voi o credenti, affinché possiate avere successo!" [Sūrat an-Nūr: 31]. E disse Allāh, Sia elevato: "Non sanno forse che è Allāh che accoglie il pentimento dei Suoi servi, riceve le elemosine e che è Allāh Colui che accoglie il pentimento, il Misericordioso?" [Sūrat at-Tawbah: 104]. E disse Allāh, Sia elevato: "Ed è Lui che accetta il pentimento dai Suoi servi, perdona i peccati e sa ciò che fate" [Sūrat ash-Shūrā: 25]. E disse il Messaggero di Allāh ﷺ: «In verità, Allāh è più felice per il pentimento del Suo servo credente di un uomo che, trovandosi in una terra desertica e pericolosa, con la sua cavalcatura che porta il suo cibo e la sua bevanda; egli si addormentò e, quando si svegliò, si accorse che essa era scomparsa. Quindi la cercò finché fu sopraffatto dalla sete, poi disse: "Tornerò al posto dove mi trovavo e mi addormenterò finché non muoia". Quindi appoggiò la testa sul suo avambraccio per morire, poi ad un tratto si svegliò e vide accanto a sé la sua cavalcatura con la sua provvista, il suo cibo e la sua bevanda. Ebbene, Allāh è più felice per il pentimento del Suo servo credente di quanto lo sia quest'uomo per la sua cavalcatura e la sua provvista». "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 2744).
L'Islam cancella i peccati che l'hanno preceduto, e il ravvedimento espia i peccati che l'hanno preceduto. Disse Allāh, Sia elevato: "Di’ ai miscredenti che, se desistono, sarà perdonato loro ciò che è passato. Ma se vi ricadono, ebbene, è già trascorsa la consuetudine [punitiva] sugli antichi" [Sūrat al-Anfāl: 38]. Allāh invitò i cristiani a pentirsi, infatti disse [Allāh]—Sia esaltata la Sua grandezza—: "Ebbene, non si volgono pentiti ad Allāh chiedendoGli perdono? E Allāh è Perdonatore, Misericordioso". [Sūrat al-Māʾidah: 74]. E Allāh ha esortato tutti i trasgressori e i peccatori a pentirsi, infatti disse—Sia elevato—: "Di': «O Miei servi che avete ecceduto contro voi stessi, non disperate della misericordia di Allāh. In verità, Allāh perdona tutti i peccati. Egli è il Perdonatore, il Misericordioso»" [Sūrat az-Zumar: 53]. Quando ʿAmr ibn al-ʿĀṣ decise di abbracciare l'Islam, temette che i peccati che aveva commesso prima dell'Islam non gli sarebbero stati perdonati. ʿAmr disse, narrando questo episodio: «Quando Allāh–il Possente e il Maestoso–pose nel mio cuore l'Islam, mi recai dal Profeta ﷺ per giurargli fedeltà. Quindi egli stese la sua mano verso di me, allora io dissi: "Non ti presterò giuramento di fedeltà, o Messaggero di Allāh, finché non mi perdoni i miei peccati passati". Quindi il Messaggero di Allāh ﷺ mi disse: "O ʿAmr, non sai che l'emigrazione (verso l'Islam) cancella i peccati che l'hanno preceduta? O ʿAmr, non sai che l'Islam cancella i peccati che sono stati [compiuti] prima di esso?"». Riportato da Muslim (n. 121) per esteso con formulazione simile, e Aḥmad (n. 17827) e la versione è sua.
43- Nell'Islam, la relazione tra l'uomo ed Allāh è diretta, senza bisogno di alcun intermediario tra l'uomo ed Allāh. Infatti l'Islam vieta di fare degli esseri umani delle divinità o di considerarli partecipi della signoria (rubūbiyyah) o della divinità (ulūhiyyah) di Allāh.
Nell'Islam non v'è alcun bisogno di confessare i propri peccati ad un essere umano, poiché in esso la relazione tra l'uomo ed Allāh è diretta, senza bisogno di alcun mediatore tra essi. Come già esposto nel trentaseiesimo punto, Allāh—Sia elevato—ha invitato tutte le persone al pentimento e al ritorno a Lui, e allo stesso modo, ha vietato alle persone di intraprendere i profeti o gli angeli come intermediari tra Lui e i Suoi servi. Infatti, disse Allāh, Sia elevato: "E non vi ordina di prendere gli angeli e i Profeti come Signori. Vi ordinerebbe mai la miscredenza, dopo che vi siete sottomessi [ad Allāh]?" [Sūrat ʾĀl ʿImrān: 80]. L'Islam, come si può notare, ci proibisce di fare degli esseri umani delle divinità o di considerarli partecipi della signoria (rubūbiyyah) o della divinità (ulūhiyyah) di Allāh. Infatti, Allāh—Sia elevato—disse riguardo ai cristiani: "Hanno intrapreso i loro eruditi, i loro monaci e il Messia figlio di Maria come signori all'infuori di Allāh. Eppure non era stato ordinato loro che di adorare un Dio Unico. Non v’è altra divinità all’infuori di Lui, gloria a Lui ben al di sopra di ciò che Gli associano!" [Sūrat at-Tawbah: 31]. E Allāh biasimò i miscredenti per aver intrapreso degli intermediari tra loro e Lui, infatti disse Allāh, Sia elevato: "In verità, ad Allāh è riservato il culto sincero. Coloro che prendono come alleati altri all'infuori di Lui [dicono]: "Non li adoriamo se non perché ci avvicinino ad Allāh di grado ulteriore". In verità, Allāh giudicherà tra loro in ciò su cui divergevano. In verità, Allāh non guida chi è bugiardo e ingrato" [Sūrat az-Zumar: 3]. Allāh illustrò che i pagani–la gente dell'età dell'ignoranza (jāhiliyyah)–solevano intraprendere intermediari tra loro ed Allāh, dicendo che costoro li avvicinavano ad Allāh.
E se Allāh ha proibito alla gente di intraprendere i Profeti o gli angeli come intermediari tra Lui e i Suoi servi, a maggior ragione vale per chiunque altro; come potrebbe essere altrimenti, dal momento che i Profeti e i Messaggeri, pace su di loro, accorrevano alla vicinanza di Allāh. Come Allāh—Sia elevato—disse, informando sulla condizione dei Profeti e dei Messaggeri, pace su di loro: "Invero solevano essere affrettarsi alle opere di bene, ci invocavano con brama e timore ed erano verso di Noi riverenti" [Sūrat al-Anbiyāʾ: 90]. E disse Allāh, Sia elevato: "Coloro che vengono invocati da loro agognano la prossimità al loro Signore, [in contesa] a chi tra loro sia il più prossimo. Essi auspicano la Sua misericordia e temono il Suo castigo: invero il castigo del tuo Signore è cosa temibile" [Sura al-Isrāʾ: 57]. Ovvero, in verità coloro che invocate all'infuori di Allāh, tra i Profeti e i pii, ricercano loro stessi la vicinanza ad Allāh, sperano nella Sua misericordia e temono il Suo castigo; come possono dunque essere invocati all'infuori di Allāh?
44. Alla fine di questo testo, ricordiamo che gli uomini, pur nella diversità delle loro epoche, nazionalità e paesi–anzi, l'intera società umana è variegata persino nelle sue idee e negli intenti, diversa nei suoi ambienti e nei suoi modi di fare–hanno bisogno di una guida che li orienti, di un ordinamento che li unisca e un sovrano che li protegga. I nobili Messaggeri–che la preghiera e la pace sia concessa loro–assolvevano a questo compito per rivelazione di Allāh, gloria a Lui: guidavano gli uomini alla via del bene e della rettitudine, li riunivano intorno alla legge di Allāh e giudicavano tra loro con giustizia, così che si rettifichino le loro faccende in misura della loro risposta ai Messaggeri e alla vicinanza della loro epoca ai messaggi divini. E Allāh ha concluso i messaggi [divini] con l'invio del Messaggero Muḥammad ﷺ, gli ha concesso la stabilità, lo ha reso guida per gli uomini, misericordia, luce e orientamento verso la via che conduce a Lui, gloria a Lui.
Alla fine di questo testo, ricordiamo che gli uomini, pur nella diversità delle loro epoche, nazionalità e paesi–anzi, l'intera società umana è variegata persino nelle sue idee e negli intenti, diversa nei suoi ambienti e nei suoi modi di fare–hanno bisogno di una guida che li orienti, di un ordinamento che li unisca e un sovrano che li protegga. I nobili Messaggeri–che la preghiera e la pace sia concessa loro–assolvevano a questo compito per rivelazione di Allāh, gloria a Lui: guidavano gli uomini alla via del bene e della rettitudine, li riunivano intorno alla legge di Allāh e giudicavano tra loro con giustizia, così che si rettifichino le loro faccende in misura della loro risposta ai Messaggeri e alla vicinanza della loro epoca ai messaggi divini. Quando poi la deviazione [dalla retta via] aumentò, l'ignoranza si diffuse e vennero adorati gli idoli, Allāh inviò il Suo profeta Muḥammad ﷺ con la retta guida e la religione della verità, per far uscire gli uomini dalle tenebre della miscredenza, dell'ignoranza e del paganesimo verso la fede e la retta guida.
45. Perciò, ti invito, o uomo, a volgerti ad Allāh con un impegno sincero, liberandoti dalla cieca imitazione e dalla tradizione, con la consapevolezza che dopo la tua morte ritornerai al tuo Signore, riflettendo quindi su te stesso e gli orizzonti che ti circondano. Abbraccia l'Islam e sarai felice in questa vita e nell'aldilà! Sappi che se vuoi entrare nell'Islam, ti basterà testimoniare che non c'è dio all'infuori di Allāh e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh, rinnegare tutto ciò che è adorato all'infuori di Allāh, credere nel fatto che Allāh resusciterà coloro che sono nelle tombe e che il giudizio e la ricompensa [nell'Aldilà] sono veri. Dal momento che avrai reso questa testimonianza, sarai diventato musulmano. Dopo di ciò, devi adorare Allāh secondo ciò che Egli ha prescritto: la preghiera, l'imposta purificatoria (zakāh), il digiuno e il pellegrinaggio, per chi ne ha possibilità.
Perciò, ti invito, o uomo, a levarti ad Allāh con sincerità, liberandoti dalla cieca imitazione e dalle tradizioni, così come ti ha invitato Allāh stesso, Sia elevato, quando disse: "Di’: «In verità, vi esorto una sola cosa, [ossia] di levarvi per Allāh, in coppie o singolarmente, poi di meditare: non v'è alcuna follia nel vostro compagno, Egli non è che un ammonitore per voi prima di un severo castigo" [Sūrat Sabaʾ: 46]. Sappi che, dopo la tua morte, tornerai al tuo Signore, come disse Allāh, Sia elevato: "E che all'uomo non spetta che ciò per cui si è impegnato, e che il suo impegno sarà visto. Poi sarà ricompensato con la ricompensa più piena, e il termine è verso il tuo Signore" [Sūrat an-Najm: 39-42]. E che tu rifletta su te stesso e negli orizzonti intorno a te, come disse Allāh, Sia elevato: "O non contemplano il Regno dei cieli e della terra e le cose che Allāh ha creato, e che forse il loro termine si approssima? In quale narrazione crederanno mai, se non questa?" [Sūrat al-Aʿrāf: 185].
Abbraccia l'Islam e sarai felice in questa vita e nell'Aldilà. Se desideri entrare nell'Islam, ti basterà testimoniare che non c'è dio all'infuori di Allāh e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh. E quando il Messaggero ﷺ inviò Muʿadh nello Yemen in qualità di missionario dell'Islam, gli disse: «Invero, giungerai presso un popolo della Gente del Libro; invitali a testimoniare che non vi è divinità all’infuori di Allāh, e che io sono il Messaggero di Allāh. Se ti obbediranno in questo, allora informali che Allāh ha imposto loro cinque preghiere in ogni dì e notte. Se ti obbediranno in questo, allora informali che Allāh ha imposto loro un'elemosina che viene prelevata dai ricchi tra loro e consegnata ai poveri tra loro. Se ti obbediranno in questo, allora guardati dalle parti più preziose dei loro beni», "Ṣaḥīḥ Muslim" (n. 19). E che tu rinunci a tutto ciò che è adorato all'infuori di Allāh. La dissociazione da tutto ciò che è adorato all'infuori di Allāh è la "ḥanīfiyyah", la religione di Abramo, la pace sia su di lui. Disse Allāh, Sia elevato: "Vi fu un eccellente esempio in Abramo e in coloro che erano con lui, quando dissero al loro popolo: «In verità noi ci dissociamo da voi e da ciò che adorate all’infuori di Allāh! Noi vi rinneghiamo, ed è sorta tra noi e voi l’inimicizia e l’odio per sempre, finché non crederete che Allāh è l’Unico!»" [Sūrat al-Mumtaḥanah: 4]. E credere che Allāh resusciterà coloro che sono nelle tombe. Disse Allāh, Sia elevato: "Ciò, affinché [sappiate che] di certo Allāh è il Vero, che invero Egli vivifica il morto, e che invero Egli è Potente sopra ogni cosa. E che invero l'Ora è incombente—non v'è dubbio su ciò—e che Allāh resusciterà chi è nelle tombe" [Sūrat al-Ḥajj: 6-7]. E che il giudizio e la ricompensa sono verità, come disse Allāh, Sia elevato: "Allāh creò i cieli e la terra con la Verità, affinché ogni anima sia ricompensata per ciò che si sarà procurata, e non subiranno torto" [Sūrat al-Jāthiyah, 45:22].
Quando avrai reso questa testimonianza, sarai diventato musulmano. Dopo di ciò, dovrai adorare Allāh secondo ciò che Egli ha prescritto: la preghiera, l'imposta purificatoria (zakāh), il digiuno e il pellegrinaggio, per chi ne ha possibilità, e altri [atti di culto] ancora.
Edizione del 19-11-1441 (anno Hijri).
Scritto dal Professor Dott. Muḥammad ibn ʿAbd Allāh al-Suḥaym,
già professore di Teologia presso il Dipartimento di Studi Islamici
presso la Facoltà di Scienze dell'Educazione, "Università Re Saʿūd".
Riyadh, Regno dell'Arabia Saudita.
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