Skip to content
Il Messaggero dell'Islam: Muḥammad ﷺ

Il Messaggero dell'Islam: Muḥammad ﷺ

Il libro 'Il Messaggero dell'Islam: Muhammad ﷺ' esamina la vita del Profeta Muhammad ﷺ dal suo lignaggio e infanzia fino al suo matrimonio benedetto, all'inizio della Rivelazione e l'avvio della sua missione finale. Illustra i miracoli a prova della sua Profezia e i segni della sua veridicità, espone la Legislazione che ha recato e il suo ruolo nella salvaguardia dei diritti umani e della dignità. Inoltre, mette in risalto le opinioni dei suoi oppositori e le loro testimonianze a suo favore, evidenziando le sue virtù morali che lo hanno reso un modello per l'umanità e un predicatore…

Language: lang_it
Prepared by: Il Comitato Scientifico sotto la Presidenza degli Affari Religiosi presso la Sacra Moschea (Mecca) e la Moschea del Profeta (Medina)
Version: 1.0

Il Messaggero dell'Islam: Muḥammad ﷺ

Il Comitato Scientifico sotto la Presidenza degli Affari Religiosi presso la Sacra Moschea (Mecca) e la Moschea del Profeta (Medina)

Nel nome di Allāh il Clemente, il Misericordioso Questo è un compendio a proposito del Messaggero dell'Islam, Muḥammad ﷺ (che Allāh conceda in suo favore la preghiera e la pace), in cui viene illustrato: il suo nome, il suo lignaggio, il suo paese natale, le sue mogli, il suo Messaggio, ciò per cui predicava, le prove della sua profezia, la sua legislazione e l'atteggiamento che i suoi oppositori hanno avuto nei suoi confronti.

1) Il suo nome, il suo lignaggio, il luogo dove è nato e cresciuto.

Il Messaggero dell'Islam è Muḥammad, figlio di ʿAbd Allāh, figlio di ʿAbd al-Muṭṭalib, figlio di Hāshim, della discendenza di Ismāʿīl, figlio di Ibrāhīm, la pace sia su tutti loro.

Il Profeta di Allāh Abramo—la pace sia su di Lui—, assieme alla moglie Hājar e al figlio Ismaele ancora in fasce, partì dal Levante e raggiunse Mecca, dove li fece stabilire per ordine di Allāh—il Possente, il Maestoso—. Quando suo figlio Ismaele diventò un fanciullo, il Profeta Abramo—la pace sia su di Lui—tornò a Mecca e costruì la la Sacra Casa assieme a lui. Le persone presero a radunarsi sempre di più attorno alla Sacra Casa, così Mecca divenne meta per gli adoratori di Allāh—il Signore dei mondi—che desideravano intraprendere il Pellegrinaggio. Le genti continuarono così, per diversi secoli, ad adorare Allāh e ad attribuirGli l'unicità, conformemente al credo di Abramo—la pace sia su di Lui—.

Ma in seguito si insinuò la deviazione che condusse la penisola arabica a diventare simile al resto dei paesi del mondo. Vi apparvero fenomeni tipici del paganesimo quali l'adorazione degli idoli, l'infanticidio femminile, l'oppressione delle donne, la menzogna, il consumo degli inebrianti, gli atti immorali, l'appropriazione illecita del patrimonio degli orfani, la pratica dell'usura ecc.

In questo luogo e in questo ambiente nacque nell'anno 571 d.C. il Messaggero dell'Islam, Muḥammad figlio di ʿAbd Allāh, della progenie di Ismaele figlio di Abramo. la pace sia su di loro. Suo padre morì prima della sua nascita, mentre la madre morì al suo sesto anno d'età, dopodiché lo prese in affidamento suo zio Abū Ţālib. Visse orfano e povero, mangiando ciò che guadagnava col lavoro delle sue mani.

2) Il matrimonio benedetto con la signora benedetta

All'età di venticinque anni sposò una delle signore di Mecca, Khadījah figlia di Khuwaylid, Allāh sia soddisfatto di lei. Ebbe da lei quattro figlie e due figli, ma i suoi due figli maschi morirono precocemente. Il rapporto con sua moglie e con la sua famiglia era d'immensa gentilezza e affetto, motivo per cui sua moglie Khadījah lo amò di un amore smisurato. Anche lui ricambiava questo amore e non la dimenticò mai, nemmeno dopo anni dalla sua morte, al punto che quando sgozzava una pecora soleva dare della sua carne alle amiche di Khadījah per onorarle, in segno di benevolenza nei suoi confronti e per conservare il ricordo del loro amore.

3) L'inizio della Rivelazione

Il Messaggero Muḥammad ﷺ ebbe una magnifica creanza fin da quando Allāh lo creò, al punto che il suo popolo lo chiamava il Veritiero, il Fidato. Partecipava con loro per le cause nobili e al contempo detestava e disertava le pratiche pagane che professavano.

Quando compì quarant’anni, a Mecca, Allāh lo prescelse come Messaggero e gli giunse l’Angelo Gabriele—la pace sia su di Lui—con l'introduzione del primo capitolo del Corano che fu rivelata, ossia il detto di [Allāh]—Sia elevato—:

"Leggi nel nome del tuo Signore, Colui che creò.

Creò l’uomo da un grumo.

Leggi! Che il tuo Signore è il più Generoso.

Colui che insegnò col calamo,

insegnò all’uomo ciò che non sapeva"

[Sūrat al-ʿAlaq: 1-5].

Andò da sua moglie Khadījah e, col cuore trepidante, le raccontò di quanto accaduto. Lei lo tranquillizzò e lo portò da suo cugino Waraqah Ibn Nawfal che, una volta divenuto cristiano, aveva avuto modo di leggere la Torah e il Vangelo. Gli disse: “O cugino, ascolta da tuo nipote”. Waraqah gli chiese: “O figlio di mio fratello, cosa hai visto?”. Così il Messaggero di Allāh ﷺ lo informò di ciò che aveva visto, allora Waraqah gli disse:

«Questo è il Nāmūs che Allāh rivelò a Mosè. Oh, potessi io essere in quei giorni giovane! Potessi essere vivo quando il tuo popolo ti scaccerà!». Allora l'Inviato di Allāh—che Allāh conceda in suo favore la preghiera e la pace—chiese: «Davvero mi scacceranno?». Allora egli rispose: «Sì. Non venne mai un uomo con qualcosa di simile a quello con cui sei venuto, senza che fosse osteggiato. E se il giorno che accadrà mi cogliesse [ancora in vita], certamente ti sosterrei con un sostegno poderoso».

A Mecca si susseguì la rivelazione del Corano a lui, con la quale Gabriele—la pace sia su di lui—discendeva da parte del Signore dei mondi, e con la quale gli portava i dettagli del Messaggio.

E rimase così a invitare il suo popolo all’Islam, ma il suo popolo lo respinse e si opposero a lui. Gli offrirono, in cambio dell’abbandono del suo Messaggio, ricchezza e potere, ma rifiutò tutto questo. Allora dissero a suo proposito ciò che i notabili dissero dei Messaggeri che lo precedettero accusandolo di essere: mago, bugiardo, ingannatore; quindi lo oppressero, lo aggredirono colpendo il suo nobile corpo e perseguitarono i suoi seguaci.

Ma, nonostante tutto ciò, il Messaggero ﷺ non cessò di predicare il culto di Allāh a Mecca, approfittando della stagione del Pellegrinaggio e dei mercati stagionali degli Arabi, in occasione delle quali aveva modo di incontrare le persone e presentargli l’Islam. Non si fece lusingare dai beni mondani o dal potere offertigli, così come non si fece intimidire dalle minacce. Non ebbe il potere né il regno, e sin dal primo momento della sua predicazione lanciò apertamente una sfida: quella di recare parole simili [in eloquenza] a quelle del Glorioso Corano con cui era giunto, una sfida che continuò a protrarsi, e nel mentre molti nobili Compagni—Allāh sia soddisfatto di loro—ebbero fede in lui.

A Mecca, Allāh lo onorò con un grandioso miracolo, quello del viaggio notturno sino a Gerusalemme seguito dall’ascesa in cielo (al-ʾIsrāʾ wa-l-Miʿrāj). Ed è noto come Allāh avesse già elevato in cielo il Profeta Elia e il Messia, com’è appunto menzionato presso i testi dei musulmani e dei cristiani.

Il Profeta ﷺ [in questo evento] ricevette da Allāh il comandamento della preghiera nel cielo, ed è la preghiera che i musulmani eseguono cinque volte al giorno. A Mecca accadde un altro grandioso miracolo: lo squarcio della Luna a cui assistettero anche gli idolatri.

I miscredenti della tribù dei Coreisciti ricorsero a qualsiasi mezzo per contrastarlo e allontanare le persone da lui. Pretesero con intransigenza miracoli divini e ricercarono l’ausilio dei giudei affinché fornissero loro argomentazioni che potessero aiutarli nel confutarlo e far desistere le persone dal seguirlo.

Quando la persecuzione dei miscredenti dei Coreisciti contro i credenti si protrasse, il Profeta ﷺ permise ai suoi seguaci di migrare in Abissinia. Il Profeta ﷺ gli disse: “Invero, in essa vi è un re equo, presso il quale nessuno subisce ingiustizia”, e costui era un re cristiano. Partirono due gruppi di migranti che, quando raggiunsero l’Abissinia, presentarono al re Negus la religione con la quale era giunto il Profeta Muḥammad ﷺ, al che egli abbracciò l'Islam e disse: “Per Allah, questo e ciò con cui giunse Mosè, provengono dalla stessa nicchia”. Ma ad ogni modo il male che il suo popolo faceva subire a lui e ai suoi Compagni non cessava.

Tra coloro che ebbero fede in lui, c’era un gruppetto giunto da Medina che strinse con il Profeta il patto dell’Islam, nonché dell’ausilio qualora si fosse trasferito nella loro città, che allora si chiamava ancora Yathrib. A quel punto diede il permesso a chi dei musulmani era rimasto a Mecca di migrare a Medina (la Città Profetica); così migrarono e l’Islam si diffuse a Medina al punto che non vi fu casa in cui non fosse entrato.

Dopo aver trascorso tredici anni a Mecca a richiamare all’Islam, Allāh permise al Profeta ﷺ di emigrare nella Città Profetica; così vi migrò e continuò il suo richiamo ad Allāh. Anche a Medina le leggi islamiche continuarono ad essere rivelate e in quel periodo il Messaggero di Allāh iniziò ad inviare messaggeri ai capi tribù e ai re invitandoli all’Islam. Tra coloro ai quali mandò l’invito vi erano il re dei Romani, il re dei Persiani e il re dell’Egitto.

Nel frattempo, a Medina si verificò un'eclissi di sole e la gente fu presa dal panico. Questo avvenimento coincise con la morte di Ibrāhīm, il figlio del Profeta ﷺ, e a quel punto la gente prese a dire: «Il sole si è eclissato a causa della morte di Ibrāhīm!», allora il Profeta ﷺ disse:

«Invero, il sole e la luna non si eclissano per la morte di qualcuno e nemmeno per la sua nascita, ma sono tra i segni di Allāh con i quali incute timore ai Suoi servi» [1].

Quindi se il Profeta ﷺ fosse stato realmente un bugiardo o un impostore si sarebbe affrettato [ad approfittare della situazione] suscitando timore nelle persone dall'accusarlo di menzogna, dicendo: «Il sole si è davvero eclissato per la morte di mio figlio. Cosa potrebbe accadere invece a chi mi accusa di menzogna?!».

[1] Şaḥīḥ Muslim (901).

Il Messaggero ﷺ fu adornato dal Suo Signore con la completezza caratteriale, difatti Allāh lo descrisse dicendo:

"E in verità sei di un carattere nobile"

[Sūrat al-Qalam: 4].

Egli si distingueva con ogni eccellente attributo, quali la veridicità, la sincerità, il coraggio, l'equità, la lealtà anche con gli avversari, la generosità; amava l’elemosina in favore dei poveri, degli indigenti, delle vedove e dei bisognosi. Era scrupoloso nella loro guida, nella misericordia e nell’umiltà nei confronti del prossimo al punto che quando un uomo straniero veniva a cercare il Profeta ﷺ, interrogava i suoi compagni—che Allāh sia compiaciuto di loro—senza riconoscerlo tra loro, e chiedeva: «Quale di voi è Muḥammad?».

La sua biografia è un segno della perfezione e della nobiltà nel rapportarsi con tutti: con l’amico e il nemico, col parente e con l’estraneo, con il grande e con il piccolo, con l’uomo e la donna, con gli animali e persino i volatili.

Dopo che Allāh ebbe completato per lui la religione e il Messaggero ﷺ ebbe riferito nel modo più completo il Messaggio, morì all'età di sessantatré anni: quaranta trascorsi prima della Profezia e ventitré in veste di Profeta e Messaggero.

Fu seppellito ﷺ nella Città Profetica e non lasciò né beni né eredità, tranne la sua mula bianca che cavalcava e un pezzo di terreno che destinò in favore dei viandanti. [2]

[2] Ṣaḥīḥ al-Bukhārī (4461) 6/15.

Il numero di coloro che abbracciarono l’Islam, credettero in lui e lo seguirono fu elevato, tant'è che furono più di centomila i Compagni che compirono assieme a lui il "pellegrinaggio d’addio", il quale avvenne tre mesi prima della sua morte. Ed è probabile che fu questo uno dei segreti della preservazione e diffusione della sua religione. I suoi Compagni che lui stesso aveva educato ai valori e ai principi dell’Islam, furono i migliori compagni in termini di giustizia, ascetismo, devozione, lealtà e nello spendersi per questa religione magnifica in cui ebbero fede.

I più illustri tra i compagni del Profeta—Allāh sia soddisfatto di loro—per la loro fede, conoscenza, azioni, sincerità, veridicità, generosità, coraggio e magnanimità furono: Abū Bakr aṣ-Ṣiddīq, ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb, ʿUthmān ibn ʿAffān e ʿAlī ibn ʾAbī Ṭālib—sia soddisfatto di loro—. Essi furono tra i primi ad avere fede in lui e che gli credettero. Divennero i Califfi che lo succedettero, portando avanti la bandiera della fede dopo la sua morte, ma non possedevano alcuna esclusiva profetica né ricevettero nulla al di là di quanto concesso agli altri compagni, Allāh sia soddisfatto di loro.

Allāh ha preservato il Libro [rivelato] al Profeta con il quale è giunto, la sua Tradizione, la sua biografia, le sue parole e le sue azioni nella lingua in cui ha parlato. Difatti, nel corso della storia non vi è stata alcuna biografia che fu conservata come la sua ﷺ, al punto che sono state trasmesse le modalità in cui dormiva, mangiava, beveva, rideva,

e persino come trattava la propria famiglia a casa.

Pertanto tutte le situazioni in cui ha vissuto sono state memorizzate e trascritte nella sua biografia. Lui è infatti un essere umano, un Messaggero, pertanto non possiede alcuna peculiarità relativa alla Signoria (divina) e non detiene il potere di procurare a sé stesso né beneficio e né danno.

4) Il suo Messaggio

Allāh inviò Muḥammad ﷺ dopo che l'idolatria, la miscredenza e l'ignoranza si erano diffusi sulla terra al punto che non vi era rimasto nessuno che adorasse Allāh senza associarGli alcunché, tranne che alcuni seguaci della Gente del Libro. Fu così che Allāh mandò il Suo Messaggero Muḥammad ﷺ in qualità di sigillo dei Profeti e dei Messaggeri, con la guida e la religione della verità per tutto il creato, affinché prevalga su ogni religione e tragga le genti dalle tenebre dell'idolatria, della miscredenza e dell’ignoranza alla luce del puro monoteismo e della fede. E il suo Messaggio è il completamento dei messaggi dei Profeti precedenti, sia concessa loro la preghiera e la pace.

Egli invitò a tutto ciò a cui avevano predicato i Profeti e i Messaggeri—la pace sia su di loro—, Noè, Abramo, Mosè, Salomone, Davide e Gesù. Ossia la fede che il Signore è Allāh, il Creatore, Colui che dà il sostentamento, la vita e la morte, il detentore della Sovranità, Colui che governa tutto. Egli è il Benevolo e il Misericorde, il Creatore di tutto ciò che è presente nell'universo, ciò che vediamo e ciò che non vediamo, e tutto ciò che è all'infuori di Allāh è una creatura della Sua creazione.

Predicò inoltre l’adorazione esclusiva di Allāh e l’abbandono dell’adorazione di tutto ciò che è all'infuori di Lui. Spiegò nel modo migliore che Allāh è Unico, che non ha alcun consocio nella Sua adorazione, nel Suo regno, nella Sua creazione e nella Suo governo. Spiegò che Allāh—gloria a Lui—non ha generato, nulla Lo ha generato e nulla è a Lui pari o consimile, Egli non Si manifesta e non S’incarna in nessuna delle Sue creature.

Richiamò inoltre alla fede nei Libri divini, come i Fogli di Abramo e di Mosè—la pace sia su entrambi—, la Torah, il Salterio Davidico ed il Vangelo. Così come invitò alla fede in tutti i Messaggeri—la pace sia su di loro—, stabilendo che chi dovesse rinnegare anche un solo Profeta, è come se avesse rinnegato tutti loro.

Annunziò a tutte le genti la misericordia di Allāh, che è Allāh a provvedere ai loro bisogni nella vita terrena, che Allāh è il Signore Misericorde, che sarà solo Lui a giudicare le creature nel Giorno della Resurrezione quando farà risorgere tutti dalle loro tombe, che sarà Lui a ricompensare i fedeli per le loro buone azioni con premio dieci volte superiore, mentre la cattiva azione sarà secondo il suo equivalente. Che è stata predisposta per questi la beatitudine perpetua nell’Aldilà, mentre chi sarà stato infedele e avrà compiuto i peccati, riceverà ciò che merita nella vita terrena e nell’Aldilà.

Il Messaggero Muḥammad ﷺ, nel suo Messaggio, non esaltò la propria tribù, né il proprio paese, né la propria nobile persona; piuttosto, troviamo che nel Glorioso Corano sono stati menzionati i Profeti Noè, Abramo, Mosè e Gesù più di quanto sia stato menzionato il suo nome. Sempre nel Glorioso Corano non sono stati menzionati il nome di sua madre o i nomi delle sue spose, ma è stata menzionata la madre di Mosè più di una volta ed è stato riportato il nome di Maria ben trentacinque volte.

Il Messaggero Muḥammad ﷺ è esente da tutto ciò che contravviene alla Legge, alla ragione, alla predisposizione innata o che è rigettato dalla sana creanza, giacché tutti i Profeti sono infallibili in virtù di ciò che riferiscono da parte di Allāh, poiché sono incaricati di trasmettere i Suoi ordini ai Suoi servi. I Profeti però non possiedono alcuna caratteristica della signoria (divina) o deità, bensì sono umani come tutti gli altri esseri umani tranne per il fatto che ad essi Allāh ha rivelato i Suoi messaggi.

Tra le evidenze maggiori che confermano che il Messaggio del Profeta Muḥammad ﷺ è Rivelazione da parte di Allāh v'è il fatto che è ancora conservato ad oggi nella stessa forma di quando egli era in vita. Lo seguono più di un miliardo di musulmani che praticano gli obblighi prescritti in esso come la preghiera, l'imposta rituale (zakāt), il digiuno, il pellegrinaggio (ḥajj) e altri, ed è privo di modifiche o alterazioni.

5) I miracoli della sua Profezia, i suoi segni e le sue prove

Allāh diede supporto ai Profeti con miracoli che potessero provare la loro Profezia e designò in loro favore argomentazioni e prove inconfutabili a testimonianza del loro Messaggio. Difatti, Allāh diede ad ogni Profeta miracoli sufficienti sulla base delle quali gli uomini potessero aver fede, e tra i miracoli più magnifici che siano state concessi ai Profeti, vi sono quelli del nostro Profeta Muḥammad ﷺ, a cui Allāh diede il Glorioso Corano, che costituisce il miracolo che permarrà, tra quelli concessi ai Profeti, sino al Giorno della Resurrezione. Così come lo supportò con altri grandiosi miracoli, infatti i miracoli del Messaggero Muḥammad ﷺ sono numerosi, tra cui:

- Il Viaggio Notturno e l’Ascesa in Cielo, lo squarcio della Luna, la caduta della pioggia in più di un'occasione dopo la sua invocazione al suo Signore affinché concedesse l’acqua dopo la siccità.

- La moltiplicazione di una scarsa quantità di cibo e acqua al punto che poterono cibarsene e dissetarsene in molti.

- Ciò che ha riferito riguardo agli accadimenti sconosciuti del passato, di cui nessuno conosceva i dettagli, tramite ciò che gli rivelava Allāh, come le storie dei Profeti con i loro popoli e la storia dei Compagni della Caverna.

- Il suo presagire di eventi ignoti del futuro, per mezzo di quanto Allāh gli rivelava, che poi sono accaduti realmente, come la notizia del fuoco che sarebbe fuoriuscito nella terra del Hijāz e il quale sarebbe stato visto persino da chi si trovava nel Levante. Così come informò del competere delle genti nell’innalzamento gli edifici.

- La tutela e l'immunità dalle persone (nemici) riservatagli da Allāh.

- L’avverarsi delle promesse fatte ai suoi Compagni, come quando disse loro:

«Conquisterete la Persia e l'Impero Romano, e spenderete i loro tesori per la causa di Allāh».

- Il sostegno ricevuto da Allāh tramite gli angeli.

- La lieta novella annunciata dai Profeti—Mosè, Davide, Salomone, Gesù ed altri tra i Profeti inviati ai Figli di Israele—ai loro popoli a proposito della Profezia del Messaggero ﷺ.

- Le prove logiche e le metafore che utilizzava [3], dinnanzi alle quali le menti sane reagiscono con condiscendenza.

[3] Come il detto di [Allāh]—Sia elevato—: "O gente, v'è stata proposta una parabola, dunque ascoltatela: invero, quelli che invocate oltre ad Allāh non riuscirebbero a crear neppure una mosca, quand'anche si riunissero per questo. E se le mosche portassero via loro qualcosa, non riuscirebbero a recuperarla. Debole è il richiedente [l’adoratore] e debole il ricercato [l’idolo]!" [Sūrat al-Ḥajj: 73].

Questi miracoli, prove e dimostrazioni razionali sono disseminate nel Generoso Corano e nella Tradizione profetica. Infatti i versetti a riguardo vanno oltre la possibilità di enumerarli, e chi volesse soffermarsi su essi, che ripassi il Generoso Corano e i libri riguardanti la Tradizione e la biografia profetica, i quali contengono notizie indubitabili di questi miracoli.

Se questi miracoli straordinari non fossero effettivamente accaduti, i suoi opponenti tra i miscredenti dei Quraish nonché i giudei e i cristiani presenti nella penisola arabica, avrebbero colto l’occasione per smentirlo e mettere la gente in guardia da lui.

Il Generoso Corano è il Libro che Allāh ha rivelato al Messaggero Muḥammad ﷺ ed è il Verbo del Signore dei mondi. Allah ha sfidato gli uomini e i demoni a proporre qualcosa simile ad esso o ad imitarne un capitolo, una sfida che rimane ancora aperta sino ad oggi. Il Glorioso Corano risponde a molte domande esistenziali che tormentano milioni di persone. Il Corano è stato conservato fino ad oggi nella lingua araba originale con cui è stato rivelato, nemmeno una lettera è stata perduta, ed è stato stampato e diffuso. È un Libro magnifico, miracoloso, il più maestoso che sia giunto alle genti, meritevole di essere letto nella lingua originale o anche tramite la traduzione dei suoi significati, giacché chi perde l'opportunità di leggerlo e avere fede in lui, perde tutto il bene possibile.

Così come anche la Tradizione del Messaggero Muḥammad ﷺ, la sua condotta e la sua biografia sono conservate e trasmesse secondo una catena di narratori affidabili. Sono stati pubblicati nella lingua araba con cui il Messaggero Muḥammad ﷺ parlò, [in modo chiaro] come se lo avessimo in vita tra noi, nonché tradotti in molte lingue. Il Glorioso Corano e la Tradizione del Messaggero ﷺ sono l'unica fonte delle norme e legislazioni islamiche.

6- La Legislazione con cui è giunto il Messaggero Muḥammad ﷺ

La Legislazione con cui è giunto il Messaggero Muḥammad ﷺ è la quella dell’Islam, quella conclusiva delle Leggi e dei Messaggi divini. I suoi princìpi sono affini alle Legislazione dei Profeti precedenti, sebbene le modalità d’applicazione siano differenti tra loro.

È la Legislazione perfetta, adatta ad ogni epoca e luogo, in essa vi è la prosperità delle questioni religiose e delle faccende mondane delle persone. Essa comprende tutti gli atti di adorazione prescritti per i servi di Allāh da rivolgere al Signore dei mondi, come la preghiera e la l'imposta rituale (zakāt). Inoltre mostra loro ciò che è consentito e ciò che è proibito nelle questioni finanziarie, economiche, sociali, politiche, militari, ambientali—quel che che è lecito e illecito di tutto ciò—, ed altro ancora di quel che riguarda la vita delle persone e la loro destinazione.

Questa Legge preserva la religione delle persone, nonché il loro sangue, il loro onore, i loro beni, la loro mente e la loro prole. Racchiude ogni virtù e bene e mette in guardia da ciò che è riprovevole e da ogni male. Richiama alla dignità umana, alla moderazione, alla giustizia, alla sincerità, all'igiene, alla compiutezza, all'amore, a desiderare il bene per le persone, alla sicurezza delle nazioni, e alla preservazione della vita umana e al divieto di intimidire o spaventare ingiustamente le persone. Il Messaggero Muḥammad ﷺ era contrario alla tirannia e la corruzione in tutte le sue forme e aspetti, nonché contro la superstizione, l'isolamento e il monachesimo.

Il Messaggero Muḥammad ﷺ ha riferito in modo chiaro che Allāh ha onorato l’essere umano–uomini e donne–garantendoli tutti i suoi diritti. Lo ha reso responsabile di tutte le sue scelte, azioni e comportamenti, e gli chiederà conto di qualsiasi azione dannosa su sé stesso o a danno di altri. Ha reso l’uomo e la donna pari in termini di fede, di responsabilità, di ricompensa e gratificazione, e questa Legislazione ha avuto una particolare attenzione alla donna in quanto madre, moglie, figlia e sorella.

Questa Legislazione che ha portato con sé il Messaggero Muḥammad ﷺ è giunta a protezione dell'intelletto e per interdire tutto ciò che lo danneggia—come il consumo di vino—poiché l’Islam considera la religione una luce che illumina il cammino dell'intelletto, affinché l’uomo possa adorare il suo Signore con consapevolezza e conoscenza. La Legislazione dell'Islam ha elevato lo status dell’intelletto e ne ha fatto il fondamento dell'obbligo religioso, portandolo alla liberazione dalle catene della superstizione e del paganesimo.

La Legislazione dell'Islam esalta la scienza valida, incoraggia la ricerca scientifica scevra dalle passioni umane e invita alla contemplazione e alla riflessione sull'anima e sull'universo. I risultati scientifici corretti non sono in contraddizione con ciò cui è giunto il Messaggero ﷺ.

E non vi è nella Legislazione discriminazione verso una particolare razza umana rispetto a un altro, e non vi è preferenza per un popolo rispetto ad un altro, bensì tutti sono uguali davanti alle sue norme, perché tutte le persone hanno la medesima origine, e non v'è merito di una razza sull’altra, o di un popolo su un altro se non nel timore di Allāh. Il Messaggero Muḥammad ﷺ difatti ha informato che ogni bambino nasce secondo una predisposizione innata e che nessun essere umano nasce colpevole o erede di peccati altrui.

Nella Legislazione islamica Allāh è prescritto il pentimento che consiste nel ritorno dell’uomo al proprio Signore e nell’abbandono del peccato, poiché così come l’Islam annulla i peccati che lo precedono anche il pentimento porta alla loro cancellazione. Infatti, non v’è bisogno di confessare peccati umani dinnanzi ad un umano, poiché nell’Islam il rapporto tra la persona e Allāh è diretto e non necessita della presenza di alcun intermediario; l'Islam proibisce di divinizzare gli uomini o renderli consoci ad Allāh nella Sua Signoria o nella Sua Deità.

La Legislazione islamica con cui è giunto il Messaggero Muḥammad ﷺ abroga tutte le Legislazioni precedenti. Questo poiché la legge islamica portata da Muḥammad ﷺ e rivelata da Allāh, rimarrà l’ultima legislazione (tra quelle rivelate) in vigore sino al Giorno della Resurrezione per tutto il creato; ed è per questo che abroga ciò che l’ha preceduta allo stesso modo in cui questi ordinamenti si abrogarono progressivamente tra loro. Per questo motivo Allāh non accetta alcun ordinamento diverso da quello dell’Islam e non accetta religione diversa dall’Islam professato dal Messaggero Muḥammad ﷺ, e chiunque aderisca ad una religione diversa dall’Islam, questa non verrà accettata da lui. E chi volesse conoscere i dettagli delle prescrizioni di questa Legge, che la ricerchi nei libri affidabili che informano sull’Islam.

L’obiettivo della Legislazione islamica, che è stato pure l’obiettivo di tutti i Messaggi divini precedenti, è quello di far sì che la religione della Verità elevi l'uomo rendendolo un servo sincero di Allāh, il Signore dei mondi, liberandolo quindi dalla schiavitù dell'essere umano o della materia o della superstizione.

La Legislazione islamica è adatta ad ogni tempo e luogo, e non comprende nulla che contrasti i reali benefici dell’uomo, ciò perché è una rivelazione di Allāh, Colui che meglio conosce le necessità delle persone; poiché essi hanno bisogno di una Legislazione che sia valida in sé, che non sia contraddittoria, che sia correttiva per l’umanità, che non sia promulgata da un essere umano, ma che sia ricevuta [tramite rivelazione] da Allāh e guidi le genti sul sentiero del bene e della rettitudine. Cosicché, nel momento in cui vi si appellino, le loro questioni si risolvono e rimangono preservati dall'oppressione reciproca.

7) L'opinione che i suoi oppositori hanno avuto nei suoi confronti: la loro testimonianza a suo favore

Non c'è dubbio che ogni Profeta abbia avuto degli oppositori che gli siano stati ostili e si siano opposti alla causa a cui richiamava dissuadendo le persone dall’aver fede in lui; pertanto anche il Messaggero di Allāh Muḥammad ﷺ ebbe molti opponenti durante la sua vita e dopo la sua morte, ma Allāh lo fece prevalere su tutti loro. E sono diffusamente riportate le testimonianze di molti di loro–in passato o in epoche recenti–del fatto che era un Profeta, che era giunto con quello con cui vennero i Profeti che lo precedettero–la pace sia su di loro–, e che erano consapevoli che era dalla parte della verità. Ma diverse questioni impedivano a molti di loro di avere fede in lui, come l’amore per il potere oppure il timore della reazione della società o la perdita dei guadagni che gli garantiva la loro posizione.

La lode appartiene ad Allāh, il Signore dei mondi.